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Doc. XXIII n. 39


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6. Le imprese di settore e l'associazionismo ambientalista.

L'assessore regionale all'ambiente ha comunicato alla Commissione l'elenco delle imprese autorizzate all'esercizio dei servizi legati al ciclo dei rifiuti. Si tratta di diverse centinaia di soggetti (tra cui molte piccole e medie imprese), sui quali appare congrua l'attività di censimento e controllo degli enti territoriali.
Dalle audizioni dei rappresentanti del mondo imprenditoriale lombardo è emerso che in quest'ambito vi è una sensibilità ambientale discreta e che vi è la percezione delle possibilità di sviluppo economico e occupazionale che la gestione del ciclo dei rifiuti può offrire. In tal


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senso è stato tuttavia espresso da parte degli imprenditori l'auspicio del completamento della normativa secondaria derivante dal «decreto Ronchi», una migliore definizione normativa di rifiuto nelle sue diverse tipologie e una particolare attenzione dell'autorità di governo al problema delle bonifiche.
Come accennato in apertura, la Commissione ha ascoltato esponenti di Italia Nostra, della Legambiente, del WWF e di Ambiente e/è vita. Tutte queste associazioni sono presenti sul territorio e mostrano di essere osservatori attenti e qualificati, anche se - come è naturale - esprimono pareri e priorità diverse.
Tutte sostanzialmente concordano sul giudizio complessivamente positivo sull'andamento della raccolta differenziata nella regione, ma denunciano carenze di impiantistica e di gestione dei rifiuti speciali.

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