Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 755 del 5/7/2000
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 7119)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7119 sezione 3).
L'onorevole Leone ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/7119/1.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, desidero illustrare brevemente il mio ordine del giorno e ritengo sia necessario fare un breve excursus, anche per fare intendere ai colleghi ciò che sta accadendo nel campo delle bonifiche dei siti inquinati. Non si può prendere per vera la motivazione che è alla base di questo provvedimento, perché una mera proroga del termine avrebbe potuto benissimo essere adottata con altri strumenti e non con un decreto-legge, trattandosi di una norma di diverso rango, di rango regolamentare. Evidentemente la ratio deriva da altre considerazioni che sono già state espresse in precedenza e, oggi, anche in questa sede dai colleghi di Forza Italia, nonché da altri colleghi che sono intervenuti. Ciò che è alla base della richiesta di proroga deve essere messo, una volta per tutte, in calendario dal Governo, che deve assumere una posizione seria e precisa sulle carenze legislative del decreto Ronchi, che alla fine ha portato al decreto-legge per la proroga del termine. Badate bene, non deve passare inosservato a questa Assemblea che le stesse Commissioni affari costituzionali, affari sociali, per le politiche dell'Unione europea, che hanno espresso i pareri, hanno messo in rilievo che non si tratta solo di una mera proroga del termine, ma di vere e proprie carenze legislative della normativa, vale a dire del cosiddetto decreto Ronchi. Il problema vero consiste nella necessità di operare una rivisitazione del metodo per risolvere due o tre problemi - i più pregnanti - che nascono da una situazione precisa. Non vi è stato un ritardo da parte delle aziende nella cosiddetta autodenuncia, oggetto del decreto Ronchi: l'autodenuncia non è proprio partita. Ciò non è avvenuto per carenze o deficienze delle imprese, che non vi hanno voluto accedere, ma perché la norma non ha consentito alle imprese di arrivare a tanto. Parlo di problemi economici, fiscali, che devono essere risolti; parlo dei problemi di natura penale, delle sanzioni; si è data in pasto alla gente e alle imprese una sorta di sanatoria che non è mai esistita, che non è prevista dal decreto Ronchi e che, invece, deve esserlo. Il Governo si deve assumere, insieme con la Commissione, anche la responsabilità di accedere a ciò che viene richiesto dalle imprese per addivenire ad una vera definizione di un vero dramma per la nostra nazione, vale a dire i siti inquinati.
Tutte queste considerazioni provengono non dall'opposizione, ma dalle osservazioni


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svolte nelle tre Commissioni che poc'anzi ho citato. La ratio di questo ordine del giorno è di indurre il Governo ad esprimersi definitivamente su un problema così serio e grave, non facendo più annunzi ed evitando che sulle bonifiche si faccia solo una norma «manifesto», ma affrontando concretamente, in maniera pragmatica, uno dei più gravi problemi che stanno attanagliando le nostre imprese e la nostra nazione. Questa è la ratio dell'ordine del giorno: chiedo che il Governo ne prenda atto e lo accolga (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Signor Presidente, il Governo si assume fino in fondo le proprie responsabilità e, nell'apprezzare il comportamento tenuto nel corso del dibattito in Commissione e in aula dalla maggioranza e dall'opposizione, chiede agli onorevoli Leone, Radice e Stradella di ritirare, rispettivamente, i loro ordini del giorno nn. 9/7119/1, 9/7119/2 e 9/7119/3, in quanto il Governo è pienamente impegnato a collaborare con l'iniziativa parlamentare della maggioranza e dell'opposizione affinché il nostro paese possa fare un salto di qualità e si possa iniziare quanto prima a bonificarlo.

ELIO VITO. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, credo vi sia stata un po' di confusione tra il Governo e i presentatori dell'ordine del giorno. Ritengo che i presentatori possano non insistere nella votazione degli ordini del giorno - non ritirarli -, a seguito di un parere favorevole su di essi o di loro un accoglimento parziale, altrimenti, poiché gli emendamenti sono stati dichiarati inammissibili, se anche gli ordini del giorno venissero ritirati, saremmo in una situazione di stallo.

PRESIDENTE. Anche perché, che io ricordi, il ritiro degli ordini del giorno sarebbe una soluzione nuova, che naturalmente si può sempre realizzare, ma allo stato, negli ultimi venti anni, non si è mai verificata. Chiedo al Governo se possa esprimere un parere; mi pare che ciò che ha detto il collega Vito sia chiaro: qualora il parere fosse in tutto o in parte favorevole, non si insisterebbe per la votazione.

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Signor Presidente, il Governo ritiene che i tre ordini del giorno siano superati dalla presentazione da parte del relatore e dell'opposizione di una proposta di legge che affronta le varie questioni ed i vari problemi. Nel merito, alcune questioni poste dagli ordini del giorno sono accettabili...

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, sarò più chiaro: deve esprimere un parere favorevole o contrario sugli ordini del giorno.

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Il Governo non accoglie gli ordini del giorno Leone n. 9/7119/1, Radice n. 9/7119/2 e Stradella 9/7119/3.

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, forse possiamo tutti contribuire ad un migliore svolgimento del dibattito ed alla conclusione dell'esame del provvedimento.


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Sono state presentate delle proposte di legge con le quali la maggioranza ed il Governo ripropongono il contenuto degli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili in base alle norme del nostro regolamento. La presentazione di ordini del giorno non è alternativa alle proposte di legge, anzi essi rappresentano lo strumento con cui la Camera impegna il Governo affinché l'iter di queste proposte di legge possa arrivare rapidamente a conclusione. Quindi, l'ordine del giorno impegna semplicemente il Governo e, per quanto riguarda il Parlamento, serve ad esprimere con maggior forza l'auspicio che vengano approvate le proposte di legge presentate da tutti i gruppi.
Il parere contrario del Governo e l'eventuale bocciatura degli ordini del giorno da parte della Camera suonerebbe come un venir meno dell'intesa raggiunta in Commissione o come una preventiva bocciatura delle proposte di legge. Pertanto, mi permetto di invitare il Governo a rivedere il suo parere sugli ordini del giorno.

CESIDIO CASINELLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente, vorrei far notare che questi ordini del giorno rappresentano comunque una contraddizione, perché l'impegno che il Governo è chiamato ad assumere con tali ordini del giorno, il cui contenuto è abbastanza simile, è del tutto improprio rispetto alle procedure che la Commissione ha attivato.
I gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale ed i gruppi di maggioranza, in maniera congiunta, hanno presentato proposte di legge che tentano di risolvere i problemi di cui tutti oggi abbiamo parlato nel corso della discussione sul decreto-legge di proroga. Quindi, ci pare assolutamente improprio un impegno del Governo a provvedere parallelamente ad alcune riforme che già il Parlamento ha dichiarato di voler fare con le proposte di legge presentate.
Gli ordini del giorno potrebbero eventualmente essere modificati nel senso di chiedere al Governo di collaborare nella maniera più opportuna, visto che questo è stato il percorso scelto insieme, nel corso dell'esame delle proposte di legge già depositate in Parlamento, per arrivare ad una definizione positiva entro il termine di scadenza fissato dal decreto-legge. In questo caso il Governo potrebbe accoglierli come raccomandazione.

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, sulla base delle osservazioni fatte da altri colleghi e sempre al fine di arrivare ad un'equa soluzione del problema, si potrebbe proporre al collega Leone di sostituire nel dispositivo le parole «a varare» con le altre «a cooperare per varare», essendo le proposte di iniziativa parlamentare, a quanto ho capito.

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Sta bene.

ANTONIO LEONE. Concordo con questa modifica.

PRESIDENTE. Per il resto, valuti il Governo se sia il caso di preferire la raccomandazione piuttosto che l'accoglimento.

FRANCO GERARDINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO GERARDINI. Volevo contribuire alla soluzione del problema al fine di mettere il Governo nella condizione di accogliere questi ordini del giorno. Chiedo al collega Leone di sopprimere la lettera d) del dispositivo, laddove si chiede che sia abbandonata una concezione ideologica del risanamento ambientale (frase che peraltro non mi sembra molto chiara), e di aggiungere alla fine della lettera c) le parole «escludendo i fatti di inquinamento commessi a titolo di dolo e comunque


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anche con violazione della disciplina relativa alla gestione dei rifiuti non autorizzati».
Bisogna evitare che questa sanatoria - come è stata chiamata dal collega De Cesaris - sia generalizzata. Se l'ordine del giorno viene modificato in questo modo, credo possa essere accolto.

PRESIDENTE. Onorevole Leone, accetta le modifiche suggerite dall'onorevole Gerardini?

ANTONIO LEONE. Sì, signor Presidente, accetto la soppressione della lettera d) e, per quanto riguarda la lettera c), accetto la proposta dell'onorevole Gerardini fino alle parole «a titolo di dolo» comprese.

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?

NICOLA FUSILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Il Governo aveva chiesto il ritiro dei tre ordini del giorno annunciando la propria disponibilità, nel caso della presentazione di due proposte di legge di iniziativa parlamentare, a collaborare per superare i nodi emersi nel corso del dibattito. In tal senso ritenevo che vi fossero le condizioni per il ritiro. Il Governo è comunque disponibile, in caso di ritiro degli ordini del giorno Radice e Stradella, ad accogliere come raccomandazione e concorda con la proposta dell'onorevole Gerardini circa l'ordine del giorno n. 1.

PRESIDENTE. Onorevole Leone, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/7119/1?

ANTONIO LEONE. Non insisto.

PRESIDENTE. Sta bene.
Onorevole Radice insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/7119/2?

ROBERTO MARIA RADICE. Non insisto, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Onorevole Stradella insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/7119/3?

FRANCESCO STRADELLA. Neanch'io insisto.

PRESIDENTE. Sta bene.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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