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Seduta del 28/4/1999


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Audizione del dottor Giorgio Grandinetti, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma.

PRESIDENTE. Nel ringraziare il nostro ospite per avere accettato il nostro invito, ricordo che all'inizio dello scorso anno una delegazione della Commissione ha effettuato una missione in Emilia-Romagna che è stata poi complementata da un ulteriore sopralluogo, al quale partecipò anche il collega Copercini, al termine del quale avemmo un incontro con lei, dottor Grandinetti, per acquisire il suo punto di vista. Vorremmo quindi essere aggiornati sullo stato dell'arte per ciò che attiene alla nota vicenda della discarica di Monte Ardone - ci dirà lei se è ancora o meno sotto sequestro -, rispetto alla quale, nel tempo intercorso tra l'ultimo sopralluogo che abbiamo effettuato e l'audizione odierna, mi sembra che sia emersa anche la questione di affioramenti di gas dal condotto della British Petroleum, che costituivano uno degli elementi che rendevano controversa la realizzazione della discarica stessa. Mi risulta che si tratti di un affioramento sotto i teli, ma al riguardo lei potrà informarci assai meglio.
Poiché ritengo che se ne sia interessato o se ne stia interessando, vorrei avere notizie a proposito della vicenda del centro per la raccolta e la selezione dei materiali separati che, se non ricordo male, la provincia di Parma ha realizzato in base all'articolo 13 ma che a tutt'oggi risulta non essere stato ancora attivato.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Ringrazio la Commissione per avermi consentito di offrire un contributo, non so quanto rilevante, ai lavori che sta conducendo.
In questo periodo il mio ufficio si occupa della vicenda della discarica di Monte Ardone e delle vicende della preselezione dei rifiuti e del procedimento RPE, di cui la Commissione è già a conoscenza.

PRESIDENTE. Mi ero dimenticato di citare anche la vicenda RPE perché, a quanto so, l'impianto dovrebbe essere chiuso e addirittura dovrebbe essere in atto il fallimento della ditta titolare.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Non posso confermare il fallimento perché non mi sono interessato di questo aspetto. Confermo invece che l'impianto non è più in funzione.
Comunque, tutto è partito dal procedimento RPE, dal quale è sorto, come derivazione, il nostro interesse sulla preselezione dei rifiuti. In tutte queste vicende vi è un denominatore comune: la compresenza di Cabrini Celestino che, unitamente ad altri, è iscritto come indagato


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per il reato di abuso di ufficio proprio con riferimento alla vicenda della preselezione dei rifiuti.
Vorrei anzitutto rispondere brevemente sulla discarica, perché è successo qualcosa nell'anno trascorso dalla visita della Commissione. Anzitutto, un problema che assillava l'ufficio del ministero era quello dell'incolumità pubblica.

PRESIDENTE. Possiamo darle atto che, nell'incontro che vi è stato, lei aveva sottolineato molto la questione della sicurezza. Anzi, se mal non ricordo, aveva anche predisposto delle perizie per avere risposte precise sui punti relativi alla sicurezza.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Sì, c'era un punto su cui era molto difficile avere una risposta precisa perché non era facile trovare esperti del settore; mi riferisco alla contiguità tra la discarica ed il gasdotto che decorre quasi parallelo alla strada di coronamento della discarica. Bisognava stabilire se la presenza della discarica potesse essere un fattore di pericolosità e di rischio. Un consulente tecnico del pubblico ministero, l'ingegner Fortunati di Milano, che ha maturato una lunga esperienza nel disastro di Seveso, di recente ha depositato la sua relazione, che ovviamente è di parte, ed ha concluso per la presenza di un rischio sicuramente non accettabile per la collettività e al limite dell'accettabilità per gli operatori e gli addetti. L'ingegner Fortunati cita moltissime fonti internazionali, sia extraeuropee sia europee, nonché studi di una certa qualità e conclude asserendo che il rischio non è accettabile e che il fatto che siano avvenute almeno quattro frane o smottamenti lo rende tre volte superiore al rischio considerato accettabile.
Questo dato di fatto, che potrà essere contestato da chi invece è favorevole all'esercizio della discarica, è acquisito agli atti del pubblico ministero. La relazione non è stata depositata in quanto assunta ai sensi dell'articolo 359; comunque non è escluso che io la depositi ugualmente. Pochi giorni fa, ho ritenuto di comunicare al prefetto della provincia di Parma, al presidente della regione Emilia-Romagna e al presidente della provincia di Parma ciò che è emerso nell'ambito delle indagini. Essi hanno infatti funzioni di protezione civile, sia pure con competenze diverse, per cui è doveroso che conoscano la situazione al fine di poter svolgere tutti gli accertamenti che ritengano opportuni e che potrebbero portare anche a conclusioni meno negative di quelle a cui è pervenuto il consulente del pubblico ministero.
Per quanto riguarda la presenza di gas in un'area denominata «infratelo», premesso che neanche i magistrati del pubblico ministero sono grandi esperti di rifiuti - lo sono di più i colleghi delle preture - ho supposto che significava che il gas aveva attraversato il telo; siccome quest'ultimo dovrebbe essere impermeabile e creare quindi un compartimento stagno tra i rifiuti ed il terreno sottostante, ho pensato che se una cosa riusciva a salire qualcosa poteva anche scendere....

PRESIDENTE. È un ragionamento quasi dantesco!

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Può essere banale, comunque mi ero un po' allarmato, anche perché la commissione di collaudo aveva detto che il telo era perfettamente a tenuta. Ciò che sono riuscito ad accertare in queste due o tre settimane è che l'ARPA di Parma è intervenuta ed ha richiesto la consulenza urgente di un geologo. Sostanzialmente l'ARPA aveva sospeso le autorizzazioni fino a che non ci fosse stato il suo responso. Quando quest'ultimo è intervenuto, si è letto che si trattava di una piccola perdita che non significava assolutamente nulla. Effettivamente vi è una presenza di biogas che, però, non determina alcuna situazione....

PRESIDENTE. Siccome la discarica non è attiva, almeno così l'abbiamo vista,


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sarebbe interessante sapere dagli esperti da dove si origina il biogas, la cui presenza è del tutto normale nelle discariche attive.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Vi è una presenza di gas infratelo, proveniente senz'altro da giacimenti metaniferi profondi, che, a detta del geologo nominato dalla provincia, non interferisce con l'esercizio della discarica. Ne ho preso atto e valuterò se disporre una perizia tecnica.
Come dicevo prima, la difficoltà del pubblico ministero è quella, anzitutto, di farsi carico di attività che non gli sono proprie, poi di fare incursioni in campi che gli sono estranei: il controllo ordinario sugli atti amministrativi non deve essere fatto dal pubblico ministero. Però, ho la percezione - penso di poterlo, anzi di doverlo dire - che sia molto difficile per gli enti preposti al controllo, cioè per l'ente che ha la responsabilità della discarica e quindi dei rifiuti, tornare indietro e bloccare tutto, in primo luogo perché un'emergenza rifiuti non so se esistesse cinque o sei anni fa, ma sicuramente si è creata, per cui questi rifiuti da qualche parte dovranno essere collocati; in secondo luogo perché c'è stata un'assunzione di responsabilità ripetuta. A me pare che tutte le volte che si presenta un problema si cerchi un appiglio per dimostrare che, tutto sommato, è secondario, anziché valutarne con animo libero l'impatto con la situazione generale.
Comunque il geologo nominato dalla provincia ci ha detto che la presenza del gas non è significativa ed io, allo stato, non posso che prenderne atto, non avendo strumenti per pensare il contrario. Quindi, l'ARPA, sulla base di questo riscontro, ha dato di nuovo via libera, pur imponendo delle prescrizioni.

PRESIDENTE. L'ARPA non ha ritenuto di svolgere, sulla base di questo episodio, un'attività di accertamento che pure potrebbe svolgere. Lei stava giustamente osservando che non compete al pubblico ministero il controllo sugli atti amministrativi e rilevava anche una persistenza degli enti territoriali nel mantenere una scelta che si è infoltita di atti successivi. Ciò rende come minimo banalmente di parte - perché lo è - la presenza del geologo nominato dalla provincia. Se questa e gli altri enti territoriali si sono determinati, anche con atti amministrativi, ad iniziare la realizzazione dell'impianto è legittimo ritenere che un dipendente della provincia abbia difficoltà a non confermare una scelta operata dall'ente da cui dipende. Da qui discende l'esigenza di affidarsi, più che ad una perizia di parte, ad una che maggiormente rappresenti gli organi di controllo, che peraltro esistono nella provincia di Parma (la direzione provinciale dell'ARPA è di Parma).

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Non penso che questo geologo sia un dipendente della provincia. Probabilmente si tratta di un professionista, di un esperto individuato dalla provincia ed incaricato di svolgere la perizia.

PIERLUIGI COPERCINI. Ci può dire il nome?

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Volentieri, ma devo trovarlo tra gli atti dell'ARPA.
Il dottor Pessina dell'ARPA, un chimico intervenuto quando si è avuta la notizia del rilevamento del gas, ha precisato di non essere un geologo ed ha invitato la provincia a chiedere il parere di un geologo. Avuto il responso dalla provincia, ha osservato che per lui andava bene se l'esperto riteneva che non vi fosse alcun problema. A questo punto, l'ARPA ha dato via libera. Ho sentito personalmente il dottor Pessina, che è tranquillo. Quindi, per il momento, questo aspetto sembra sotto controllo.
Avevo disposto una consulenza molto complessa per verificare la regolarità amministrativa delle gare (che poi non sono state delle vere e proprie gare) che hanno


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portato alla scelta del contraente e del concessionario, perché mi chiedevo come fosse stato scelto il consorzio GMA che ha realizzato la discarica e la dovrebbe gestire. Secondo il mio consulente tecnico, professor De Vergottini, persona molto autorevole nel campo amministrativo, ordinario di diritto costituzionale all'università di Bologna, le procedure sono chiaramente illegittime, sia perché sono intervenute violazioni di legge, sia perché vi è un palese eccesso di potere. Questa non è una sentenza ma è il parere autorevole di un consulente tecnico del pubblico ministero. Non so se su questo punto la Commissione voglia avere qualche elemento in più.

PRESIDENTE. Nel rapporto che avremo con lei, potrà fornirci il parere tecnico del professor De Vergottini.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Se il presidente non ha nulla in contrario, provvederò contestualmente a depositarlo alle parti, perché l'articolo 329 del codice di procedura penale pone il seguente vincolo: non possono essere divulgati atti fino a quando non siano a conoscenza dell'indagato. Questo aspetto quindi sarà esaminato diffusamente attraverso la relazione, che tra l'altro è molto chiara.
La discarica non è più in sequestro e non lo è mai stata per intero, in quanto è stata sequestrata solo l'area che era franata. Poiché il consorzio GMA insisteva per avere il dissequestro al fine di realizzare le opere necessarie per mettere in sicurezza l'area, il pubblico ministero aveva stabilito di non dissequestrare ma di autorizzare il GMA ad accedere alla zona in sequestro per effettuare le opere necessarie; una volta che queste fossero state definite idonee, si sarebbe proceduto al dissequestro. Però, il giudice per le indagini preliminari, come è nelle sue piene prerogative, è stato di avviso contrario ed ha acconsentito al dissequestro, prendendo per buono l'impegno del GMA a svolgere le opere, che sono state effettuate molto tardivamente e neanche - in base a ciò che dicono i miei consulenti - in modo del tutto soddisfacente. Sta di fatto che pochi giorni fa la strada di coronamento è franata. Ho visto le fotografie e, senza essere un tecnico, posso dire che se fosse passato un camion sarebbe andato giù.

PRESIDENTE. Si tratta di un posto veramente «sfigato»!

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. So che lei ha «ammirato» quel posto fin dal suo primo sopralluogo: c'è una pendenza che tutti giudicano pazzesca, ma consente ad un mezzo a motore di superarla. Comunque, si è verificata questa nuova frana che ha interessato la strada di accesso alla discarica, frana che è stata riparata con un'efficienza svizzero-tedesca, nel giro di 3 o 4 giorni, tanto che i Carabinieri, quando sono andati sul posto, hanno fatto appena in tempo a scattare le fotografie.

PIERLUIGI COPERCINI. Starà su due giorni!

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Questo è un altro problema. Ho una forte perplessità, che ho già espresso. Cerco di essere chiaro: rispetto i segreti investigativi, però questa Commissione è un organo istituzionale e il magistrato ha il dovere di esprimere le sue opinioni e i dubbi che lo assillano. Come dicevo, ho qualche remora a chiedere al GIP di sequestrare la discarica perché sono convinto che la ragione prevarrà. Vorrei che il sequestro non fosse necessario. Tutti gli elementi che ho raccolto finora - non è detto che siano Vangelo - ci dicono che la discarica in queste condizioni non può funzionare perché vi sono dei rischi per tutti, anche per gli operatori. D'altro canto non è detto che il rischio sussista solo nei confronti della pubblica incolumità, perché esso riguarda anche il camionista


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che trasporta i rifiuti. Gli smottamenti, che potrebbero essere facilitati dal viavai dei mezzi pesanti unitamente alle piogge, che pare abbiano una certa rilevanza, possono provocare rotture dei tubi del gasdotto, e questo sarebbe un guaio. L'ingegner Fortunati, che ha preso contatti con la SNAM, la British e soprattutto con la società di gestione del gas, è rimasto assai perplesso dal punto di vista della sicurezza, perché l'attenzione nei confronti di questi problemi è molto bassa. Inoltre chi gestisce il gasdotto sostiene di non essere interessato al fatto che la discarica creerà dei rischi, che è stato un errore volerla realizzare ed ha aggiunto: «Noi ci siamo da venti o trent'anni e il fatto non ci interessa; non abbiamo alcuna intenzione di potenziare i sistemi di sicurezza a seguito di un fattore che aumenta il rischio. La cosa non ci riguarda».
Cosa succederà? Ancora più vicino alla strada della discarica costruiranno un altro gasdotto già progettato da molto tempo. Quando si è pensato di partire con Monte Ardone, i responsabili sapevano benissimo che vi era un gasdotto e che ne avrebbero costruito un altro.

PRESIDENTE. Senza scomodare l'ingegner Fortunati, mi pare di capire che con un altro gasdotto che interessa l'alveo della discarica il fattore di rischio aumenterà.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Probabilmente il nuovo gasdotto sarà costruito meglio e con materiali diversi.

PRESIDENTE. Con un fattore moltiplicativo, accanto al rischio che il perito del pubblico ministero ha quantificato in tre volte quello accettabile, avremo quello aggiuntivo di un altro impianto. Nessuno chiede il rischio zero, che è impossibile, però banalmente ogni impianto con tubature comporta dei rischi che l'ingegneria di settore sa calcolare facilmente: questi rischi ci sono e sono del tutto aggiuntivi.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Il nuovo gasdotto sicuramente non migliorerà la situazione, che tutt'al più rimarrà inalterata.

PRESIDENTE. Una conoscenza, sia pure superficiale, del rischio assessment, per quello che riguarda la tubistica, anche per impianti più aggiornati tecnologicamente, comporta in ogni caso un rischio quantificabile, che in quell'area si aggiunge ad un rischio già valutato dal perito del pubblico ministero.
Su questi aspetti lei ci ha fornito un quadro esauriente, però ha fatto solo cenno ad un argomento sul quale le avevo chiesto chiarimenti. Mi riferisco al fatto che si sta creando un'emergenza rifiuti, rispetto alla quale mi è parso di capire che il centro di preselezione non sia ancora attivo.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. No, non è attivo.

PRESIDENTE. Si tratta di un contraddizione rispetto al fatto che ci troviamo in una situazione di emergenza, considerato che si parla di un sito in cui i rifiuti possono essere smaltiti.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Non è attivo nel senso che.... non so se stiano preselezionando o no, tutto quello che resta all'interno del centro di Cornocchio io lo ignoro. Io so che non c'è un chilo di rifiuti preselezionati che vada a finire a Monte Ardone. In questo senso non è attivo, ma siccome la sensazione è che tutto sia intimamente collegato, se non funziona Monte Ardone ....

PRESIDENTE. Mi scusi, ma non vedo la complementarietà delle cose.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Siamo a livello di ipotesi investigative, quindi....


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PRESIDENTE. Dica lei se può proseguire in seduta pubblica o se preferisce che si passi in regime di segretezza.

GIORGIO GRANDINETTI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Parma. Sì, presidente. È opportuno passare in regime di segretezza.

PRESIDENTE. D'accordo, propongo che questa parte della seduta sia secretata.
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.

(Così rimane stabilito).

Proseguiamo i nostri lavori in seduta segreta.

(La Commissione procede in seduta segreta).

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta pubblica.
Ringrazio i colleghi e il sostituto procuratore della Repubblica di Parma, dottor Giorgio Grandinetti.

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