PROGETTO DI LEGGE - N. 771
Onorevoli Colleghi! - La trasformazione del sistema dei
servizi socio-educativi e sanitari, la nascita di soggetti
erogatori di prestazioni nel cosiddetto "privato sociale"
rendono necessaria la valorizzazione dell'identità
dell'educatore professionale attraverso un provvedimento
legislativo ad hoc, che non si limiti a prendere atto
della esistenza di tale figura all'interno dei servizi
sociali, ma che delinei in modo netto i suoi contorni.
L'educatore professionale svolge un lavoro la cui
peculiarità consiste nell'occuparsi a tempo pieno di soggetti
che vivono in uno stato di emarginazione o di isolamento
determinato da una grave sofferenza fisica o psichica.
Il suo impiego si pone al di fuori della didattica
scolastica, rivolgendosi ad individui, gruppi o famiglie.
Nell'ambito di servizi socio-educativi e
educativo-culturali extrascolastici, residenziali o aperti,
svolge la propria attività nei riguardi di persone di diverse
età, mediante la formulazione e l'attuazione di progetti
educativi caratterizzati da intenzionalità e continuità, volti
a promuovere e a contribuire al pieno sviluppo delle
potenzialità di crescita personale, di inserimento e
partecipazione sociale, agendo, per il perseguimento di tali
obiettivi, sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di
gruppo, sul sistema familiare, sul contesto ambientale e
sull'organizzazione dei servizi in campo educativo.
L'educatore è colui che in una relazione diretta con il
proprio utente nella gestione del "quotidiano" si offre come
stimolo e punto di riferimento nella costruzione del cammino
personale e sociale che ognuno - sia esso minore o adulto -
può fare a partire dalle proprie potenzialità, per quanto
nascoste o inibite da una situazione di difficoltà e di
emarginazione (Commissione di studio del Ministero
dell'interno).
Alla vigilia della istituzione dei distretti
socio-sanitari nelle regioni, richiesti da leggi nazionali e
regionali, è necessario valorizzare le funzioni svolte dagli
educatori professionali, i quali operano in strutture
educative e sociali, nelle comunità terapeutiche, nelle case
alloggio e nei centri aperti e, cioè, in servizi alternativi
alle vecchie strutture assistenziali.
E' necessario riconoscere dignità e certezza a questi
operatori, assicurando una formazione adeguata non per ragioni
rivendicative, ma per garantire la qualità dei servizi sociali
e lo sviluppo dell'integrazione sociale di persone spesso a
rischio, alle quali occorre offrire interventi idonei
espletati da operatori specializzati.
Punti fondamentali della presente proposta di legge
sono:
1) il profilo dell'educatore professionale;
2) i requisiti per l'esercizio della professione;
3) le norme transitorie.
Per il primo punto la proposta di legge ha come
riferimento il profilo elaborato già nel 1984 dalla
Commissione nazionale di studio per la definizione dei profili
professionali degli operatori sociali. Tale profilo è
incentrato sulla capacità dell'educatore di realizzare
progetti educativi e di operare in un servizio utilizzando
tutte le risorse possibili (famiglia, gruppi, eccetera).
Riguardo al secondo punto, la presente proposta di legge
prevede non solo la possibilità di ottenere il titolo
attraverso un diploma universitario, così com'era già stato
previsto dalla proposta di legge presentata dall'onorevole
Battaglia, ma anche attraverso un istituto di istruzione
superiore od altro istituto dello stesso livello, mantenendo
comunque la formazione ad un livello superiore
post-diploma.
Per la formazione, inoltre, l'ordinamento del corso di
studi deve prevedere almeno 2200 ore complessive di attività
didattico-formativa, di cui almeno un terzo di tirocinio
pratico.
Infine, relativamente alle norme transitorie, si
introducono concreti elementi di controllo della realtà
professionale degli educatori prevedendo, oltre al
riconoscimento per l'iscrizione all'albo professionale dei
diplomi forniti dalle scuole regionali o dal Servizio
sanitario nazionale per gli operatori già in servizio,
sprovvisti di titolo specifico, il conseguimento dello stesso
attraverso corsi di riqualificazione.
Tali controlli tuteleranno maggiormente gli utenti,
favorendo una migliore qualità degli interventi educativi.