Onorevoli Colleghi! - La giustizia americana con un verdetto vergognoso ha assolto il pilota dell'aereo E6B Prowler che, il 3 febbraio 1998, tranciò i cavi della funivia del Cermis, provocando la morte di venti persone tra cui tre italiani. La strage, che creò forte tensione tra Italia e Stati Uniti, resta così senza responsabili. Con un semplice «non colpevole» su tutti i capi d'imputazione, la giuria ha deciso che non esistevano prove sufficienti per dimostrare che il pilota Ashby, quel 3 febbraio 1998, volò in maniera criminalmente irresponsabile, scendendo a quote proibite dalle regole, a velocità folle in una stretta valle alpina.
Il 26 maggio 1998, ovvero 112 giorni dopo la strage, la procura della Repubblica di Trento aveva concluso l'inchiesta penale con la richiesta di rinvio a giudizio di sette persone motivata in centoventi pagine. Per tutti gli imputati le accuse riguardarono i reati di concorso in omicidio colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti e delitto colposo di danno. Cardine della richiesta di rinvio a giudizio formulato dalla procura della Repubblica di Trento fu la valutazione che il volo dell'aereo E6B Prowler dei marines denominato «Easy 01» era in contrasto con le direttive dello Stato maggiore dell'Aeronautica italiana emanate il 21 aprile 1998. Il 13 luglio 1998 il giudice per le indagini preliminari di Trento decise il non luogo a procedere per «difetto di giurisdizione» nei confronti degli imputati in quanto riconobbe la competenza penale agli Stati Uniti.
Alla luce di quanto accaduto, visto il verdetto shock della giustizia americana e vista l'impossibilità di agire da parte della magistratura italiana, spetta al Parlamento ricercare la verità e individuare le responsabilità. Per questi motivi appare un dovere intervenire istituendo una Commissione parlamentare di inchiesta che abbia i seguenti compiti:
a) fare piena luce sulle cause che hanno provocato l'incidente;
b) accertare tutte le eventuali responsabilità sull'accaduto da parte delle autorità militari sia statunitensi che italiane;
c) verificare il rispetto e l'idoneità delle norme che regolano l'attività addestrativa dei veicoli militari.
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