Doc. XXII, n. 44




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - Nel lontano 1955, con atto deliberativo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, venne istituita una Commissione monocamerale di inchiesta sulle condizioni dei lavoratori in Italia.
Il ristagno del numero degli occupati e il crescente «non lavoro» che vede in Italia una percentuale di disoccupati del 12,4 per cento, percentuale che nel meridione raggiunge livelli del 24-25 per cento e per i giovani raggiunge picchi di oltre il 60 per cento, devono indurci a considerare tale gravissimo fenomeno come il flagello della nostra generazione.
Occorre conoscere le cause del «non lavoro» a livello dei settori primario e secondario e persino nel settore terziario, in passato in grande espansione. Occorre altresì indagare sui danni meta-economici che lo stato di disoccupazione provoca nelle masse giovanili sui seguenti versanti:
a) rapporti tra condizione di non lavoro e attività criminali;
b) rapporti tra condizione di non lavoro e droga;
c) rapporti tra condizione di non lavoro e famiglia;
d) rapporti tra condizione di non lavoro e istituzioni scolastiche;
e) rapporti tra condizione di non lavoro e democrazia.

Dopo quattro anni e tre mesi di attività parlamentare siamo pervenuti alla constatazione che non basta fare leggi e discutere atti di sindacato ispettivo, ma occorre partire da una conoscenza delle condizioni reali del Paese ed in un'Italia ordinata a «Repubblica fondata sul lavoro» è fondamentale conoscere le cause e gli effetti di un fenomeno devastante che priva i giovani e molti dei meno giovani di quella cittadinanza piena che è anche cittadinanza del lavoro.
I dati conoscitivi che emergeranno dal lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta non potranno non aiutare il Parlamento e il Governo nell'impegno totale che occorre attivare o incrementare per il traguardo degli inizi del terzo millennio: quello di dare ai giovani la cittadinanza del lavoro.


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