Onorevoli Colleghi! - La crisi delle banche a partecipazione pubblica in Italia è ormai profonda. Basti pensare, infatti, alla situazione del Banco di Napoli, del Banco di Sicilia, della Sicilcassa, della Caripuglia, della Carical, della Cassa Salernitana, delle Casse di risparmio di Rieti, Chieti, di Pescara, di Viterbo.
La crisi finanziaria di queste banche è ormai nota e le perdite effettive risulterebbero di decine di miliardi e alcune volte addirittura superiori al capitale sociale. Si può parlare, quindi, di aziende ormai stremate. In particolare, tale situazione deficitaria è stata indubbiamente prodotta dai numerosi crediti inesigibili, dalle fideiussioni concesse con troppa leggerezza, dai fidi per miliardi, da una pessima gestione operativa, da una serie di operazioni irregolari, dal ruolo di assistenzialismo che hanno assunto queste banche, in quanto compito delle stesse era divenuto quello di dar credito alla clientela anche al di là del merito facendosi carico di responsabilità e di azioni che non erano proprie delle aziende, dalla mancata applicazione e dal coinvolgimento in affari illegali dei loro principali clienti.
La Sicilcassa è stato uno degli ultimi esempi emblematici dell'intreccio tra economia criminale, prevaricazione dei partiti politici e cattiva gestione aziendale.
Il deficit delle banche a partecipazione pubblica è avvenuto nell'arco di molti anni anche a causa della mancata vigilanza da parte degli alti funzionari delle stesse, che avevano l'obbligo di conoscere la situazione. Cio ha peraltro consentito in questi anni ai clienti, in sofferenza per alcuni tipi di credito, di rimanere in bonis per altri tipi di credito.
Alla luce degli inquietanti fatti che si sono verificati nella gestione delle banche a partecipazione pubblica negli ultimi cinque anni, riteniamo necessario procedere alla istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta al fine di verificare la regolarità e l'efficienza nell'attività di gestione delle stesse banche.
L'attività delle banche va difesa da possibili tentativi di esercizio abusivo e non disciplinato effettuato da soggetti diversi e la stessa va controllata al fine di garantire la stabilità del sistema creditizio e la solidità del sistema bancario. Quindi, riteniamo che sia preciso dovere del Parlamento accertare se vi siano responsabilità operative o se invece sia necessario procedere ad una modifica per migliorare la misurazione del pericolo, l'elasticità e l'efficacia nella gestione delle banche a partecipazione pubblica, per procedere ad eventuali ristrutturazioni, privatizzazioni o ad un riassetto normativo.
Tuttavia, una tale situazione non si sarebbe potuta realizzare se non in assenza di adeguati controlli da parte degli organi di vigilanza interni ed esterni e dunque si ritiene ancora più opportuna la istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che possa verificare, oltre alle responsabilità amministrative della voragine finanziaria all'interno delle casse degli istituti di credito, anche i meccanismi che hanno determinato il mancato esercizio di un controllo sull'attività degli stessi. Auspichiamo, altresì, una rapida approvazione della presente proposta di legge, considerato che il tessuto economico rappresentato da tali banche si presenta debole e sottocapitalizzato a causa della gestione politica del credito. Sarebbe necessario, al fine di garantire che l'esercizio del credito possa avvenire libero dai condizionamenti della politica, una liberalizzazione dello stesso credito conseguibile soltanto con una forte e rapida privatizzazione del sistema affinché sia garantita la libera concorrenza senza posizioni dominanti.
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