Doc. XXII, n. 16




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - Le condizioni di vita dei giovani nel nostro Paese sono, talvolta, oggetto di attenzione da parte dei mass media, quando accade qualche evento di rilievo.
I giovani rappresentano statistiche e percentuali, in rapporto alla disoccupazione, alla criminalità, ad episodi di violenza, all'evasione scolastica, alla droga, ai suicidi.
Non si può continuare ad oscillare tra due opposte concezioni: tra quanti attribuiscono ai giovani la difficoltà di vivere in assenza di un sistema di valori ormai perduto e quanti parlano, volta per volta, di una generazione di gioventù «bruciata», fannullona, dedita solo alla ricerca di sensazioni forti.
Manca una riflessione approfondita sulla complessità del vivere dei giovani nella nostra società.
Un Paese evoluto come il nostro ha l'obbligo di porsi seriamente il problema dei giovani, ossia del suo futuro.
È indubbio che gli ultimi episodi di violenza perpetrati da giovani e giovanissimi o da questi subìti, rappresentano un segnale di allarme da cogliere e a cui dare immediatamente seguito.
L'idea dell'istituzione di una Commissione di inchiesta sulla condizione giovanile nasce dalla volontà di affrontare, in termini di studio, questa complessa problematica, guardando alla possibilità di suggerire proposte che abbiano una loro ricaduta pratica, per incidere realmente nella vita quotidiana di tanti giovani.
Sarà importante definire, nel lavoro della Commissione, alcune priorità:
come vive oggi un giovane in Italia;
quali sono i problemi avvertiti indifferentemente dai giovani del Nord Italia e da quelli del Sud e quali quelli che ne condizionano differentemente la vita, a seconda della città in cui si nasce;
quali dimensioni reali ha la disoccupazione giovanile, dove si concentra, qual è la sua qualità, come incide nella psicologia di un giovane oltre che nella materialità della sua esistenza;
quali caratteristiche ha l'occupazione dei giovani, quali sono le strade che un giovane alla ricerca della prima occupazione deve percorrere, quali i problemi che un giovane lavoratore incontra in un'azienda e quali quelli di un giovane imprenditore;
quali sono le dimensioni dell'evasione scolastica, quali gli strumenti per combatterla e quali gli strumenti per garantire ai giovani una prospettiva di formazione adeguata alle esigenze di una società in continuo cambiamento;
quali sono i motivi che spingono alcuni, troppi giovani alla violenza singola, di gruppo o, ancora peggio, a diventare manovalanza della criminalità organizzata e quali le strade per combattere la diffusione di questi fenomeni;
quali sono le cause che determinano la scelta di tanti giovani di morire, attraverso il suicidio o l'uso di sostanze stupefacenti;
quali sono i desideri dei giovani, quello che si aspettano che la società offra loro, quello che le istituzioni dovrebbero fare per loro, per migliorare ed aumentare gli spazi di aggregazione, le occasioni di incontro, i luoghi di decisione dove anche i giovani possano contare di più (a partire, ad esempio, dalla scuola e dall'università);
quanti sono i giovani che aderiscono ad associazioni, movimenti politici o strutture di volontariato e dove si concentrano;
quali sono gli hobbies prevalenti tra i giovani, come impiegano il loro tempo libero, quali spazi utilizzano.

Questi possono essere alcuni interrogativi su cui la Commissione potrebbe incominciare il suo lavoro per iniziare a conoscere l'universo giovanile, un mondo complesso, dai molteplici aspetti. Pensiamo, infatti, a sedute della Commissione aperte al contributo delle associazioni, delle strutture di volontariato, delle forze cattoliche, di quelle sociali e politiche, che consentano alla Commissione un confronto con i giovani.


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