Onorevoli Colleghi! - A diciotto anni di distanza dall'entrata in vigore della legge n. 180 del 1978, si rileva che in molte realtà del nostro Paese il problema dell'assistenza psichiatrica non è stato affrontato con la necessaria decisione, determinando uno stato di abbandono e di inaccettabile degrado delle condizioni di vita dei pazienti psichiatrici. Le storie di abbandono, di mancanza di cure sono spesso venute alla ribalta.
Passato il momento in cui i riflettori si sono accesi su tragiche vicende, le istituzioni non hanno messo in essere i percorsi necessari per modificare le condizioni di vita dei pazienti.
È necessario andare a verificare come la legge n. 180 del 1978 viene applicata e se viene applicata, osservando le esperienze positive oltre che quelle negative.
Esistono rischi reali per i pazienti, infatti, nel momento in cui gli ex ospedali psichiatrici riescono a convertirsi in residenze sanitarie assistenziali o in ospedali psicogeriatrici; il rischio sarebbe per i pazienti di tornare nel letto di una struttura assistenziale con un ritorno inevitabile ad una logica di segregazione.
È necessaria un'indagine dalla parte del paziente, ma anche dalla parte degli operatori che rischiano di diventare i nemici della legge n. 180 del 1978, temendo la perdita del proprio posto di lavoro.
Non possiamo dimenticare che la legge n. 180 del 1978 è forse una delle poche leggi che hanno portato nelle istituzioni la dimensione affettiva che, rispetto a qualunque riflessione sul corpo e sulla mente, è imprescindibile.
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