Onorevoli Colleghi! - Il servizio di pronto soccorso regionale gratuito, il «118», istituito con decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, funziona di fatto solo nel nord della penisola. Nelle intenzioni avrebbe dovuto essere attivato da ciascuna regione entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto mediante il finanziamento e l'istituzione di dipartimenti sanitari e delle centrali che smistano le chiamate d'urgenza ed in ogni regione dovrebbero esistere tante centrali operative quante sono le province.
Attualmente si registrano circa duecentomila chiamate annue in Lombardia e in Friuli-Venezia Giulia, con la città di Udine in testa, e sessantamila in Piemonte; notevole anche l'efficienza del «118» di Firenze e delle collaudatissime centrali dell'Emilia-Romagna, dove il numero di pronto soccorso è nato. Per converso, al centro-sud, con l'eccezione del Lazio, il servizio d'emergenza è ovunque «non attivo».
I dati che emergono da un rapporto del Ministero della sanità aggiornati a dicembre 1995 mettono in risalto una situazione disastrosa per quanto riguarda ancora una volta ampie zone d'Italia, come quelle del sud, già segnate da ritardi a vari livelli.
Lo scopo della presente proposta è quello di verificare la gravità delle inefficienze e inadempienze delle regioni che ancora non hanno attivato questo prezioso servizio, identificando le responsabilità e formulando delle proposte che consentono di attivare e far funzionare questo servizio in tutto il territorio nazionale.
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