Doc. II, n. 32




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di modificazione al Regolamento della Camera dei deputati mira a rivedere le procedure di collegamento tra le Commissioni parlamentari permanenti e l'attività degli organismi comunitari e internazionali.
Con tale proposta si vuole riconsiderare la disposizione di cui all'articolo 127 del Regolamento della Camera.
Settori importanti come l'immigrazione, l'occupazione, i trasporti, l'agricoltura sono ormai di stretta competenza delle istituzioni europee. Si manifesta sempre più la tendenza a privare i singoli Stati membri della possibilità di incidere con scelte autonome. Le direttive comunitarie in questione vengono sovente percepite come vere e proprie imposizioni, le quali non sempre tengono nella dovuta considerazione il tessuto socio-economico delle realtà nazionali, sovvertendo equilibri a volte faticosamente raggiunti.
La globalizzazione, estendendo i propri effetti dall'ambito socio-economico a quello culturale, rischia di determinare omologazione e appiattimento delle tradizioni e delle culture sviluppatesi nel tempo presso i diversi popoli.
Il graduale consolidamento della produzione normativa dell'Unione europea ha avuto come conseguenza una notevole riduzione dei poteri decisionali degli organi interni degli Stati membri sui settori strategici per la vita economica e sociale delle singole comunità nazionali.
Si rileva non senza preoccupazione come tutte le decisioni assunte a livello comunitario siano concordate con il solo intervento delle autorità di Governo, riducendosi di fatto il ruolo dei Parlamenti nazionali a quello di semplici notai.
È indispensabile rafforzare gli strumenti atti a restituire dignità di ruolo alle singole realtà geo-politiche, specialmente attraverso le istituzioni rappresentative di ciascuno Stato. In funzione di ciò, è stata opportuna la decisione di trasformare in organo permanente la Commissione politiche dell'Unione europea. Ciò non appare tuttavia sufficiente per passare da una fase di semplice recepimento passivo delle norme a una fase propositiva, quale può inaugurarsi attribuendo alla XIV Commissione più ampi poteri.
Su queste motivazioni si fonda la presente proposta di modificazione al Regolamento della Camera, intesa a rafforzare le procedure disciplinate dall'articolo 127, nella persuasione che esse rivestano una funzione capitale nel rapporto istituzionale fra la rappresentanza nazionale e l'Unione europea.
In particolare, essa prevede di modificare il comma 1 in modo che tutti gli atti normativi emanati dal Consiglio dei ministri e dalla Commissione dell'Unione europea o i progetti di tali atti siano deferiti, per l'esame con competenza primaria, alla Commissione politiche dell'Unione europea e, per il parere, alle Commissioni parlamentari competenti per materia.
La modificazione del comma 2 del medesimo articolo interviene conseguentemente sui termini del procedimento, stabilendo in quindici giorni dall'espressione dei pareri delle Commissioni il termine entro il quale la Commissione politiche dell'Unione europea deve esaurire l'esame dei testi o degli schemi di testi normativi ad essa deferiti, approvando, ove lo ritenga, un documento finale da trasmettere al Presidente del Senato e al Presidente del Consiglio dei ministri.


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