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5. L'attività di controspionaggio.
5.1
Alla luce dell'istruttoria svolta, il Comitato ha accertato che il SISMI ha effettuato attività di controspionaggio con riferimento a tutti i nomi citati nelle schede predisposte dal servizio britannico sulla base delle indicazioni tratte dall'archivio Mitrokhin. Ciò in ottemperanza al disposto dell'articolo 4, primo comma, secondo periodo, della legge n. 801 del 1977, il quale, nell'attribuire in via esclusiva al SISMI lo svolgimento di compiti di controspionaggio, ascrive le connesse misure all'area delle attività istituzionali del servizio, che quest'ultimo è cioè tenuto ad effettuare sempre e comunque (ovviamente ricorrendone i presupposti), senza che per la relativa attivazione siano necessari specifici indirizzi o disposizioni provenienti dall'autorità politica. Al riguardo, l'ammiraglio Battelli ha in particolare precisato che quest'ultima non svolge alcun ruolo (né verosimilmente potrebbe) nell'individuazione della tipologia delle misure di controspionaggio da attivare in relazione ai casi che si pongono in concreto all'attenzione del servizio, scelta sulla quale lo stesso ammiraglio Battelli ha sottolineato di non intervenire direttamente nel dettaglio, affidandosi principalmente all'esperienza del personale specializzato nel settore.
Ciò premesso, appare rilevante dare tuttavia conto, in termini generali, delle modalità attraverso cui l'attività di controspionaggio si è sviluppata con riferimento al materiale prodotto dalla fonte Impedian. Le acquisizioni istruttorie effettuate al riguardo dal Comitato possono essere così sintetizzate:
1. a fronte di tutti i nominativi ricavabili dal materiale trasmesso dal servizio britannico, il SISMI ha effettuato in primo luogo riscontri d'archivio. Tali riscontri, definiti «ricerche statiche», sono stati svolti innanzitutto sugli archivi dello stesso SISMI, definiti «quasi totalmente cartacei» (5), nonché sulla banche dati gestite da alcune pubbliche amministrazioni.
(5) Si veda l'appunto del SISMI trasmesso dal Vicepresidente del Consiglio con la nota del 19 ottobre 1999.
Anche nello svolgimento degli accertamenti di archivio, il SISMI ha inteso osservare rigorosamente il vincolo di compartimentazione informativa imposto dal servizio britannico cui si è fatto più volte riferimento. In tal senso, il servizio ha inteso acquisire le sole informazioni funzionali: a) all'eventuale identificazione dei soggetti indicati con nome di copertura, ovvero b) alla maturazione di valutazioni adeguatamente fondate circa la sussistente pericolosità dei soggetti citati sul piano della sicurezza del paese e, conseguentemente, circa l'opportunità di sviluppare o meno ulteriori iniziative di intelligence nei loro riguardi;
2. parallelamente ai riscontri statici svolti all'interno del servizio, il SISMI si è avvalso del supporto informativo di servizi stranieri. È opportuno precisare in proposito che tale contributo è risultato limitato da tre specifici fattori:
a) la possibilità di operare su terreni di comune interesse; è stato in particolare il generale Siracusa a rimarcare tale profilo, proprio del resto di ogni forma di cooperazione internazionale nel settore dell'intelligence, sottolineando come gli organismi informativi non possono che operare esclusivamente in vista della salvaguardia della sicurezza del proprio paese; una collaborazione internazionale è pertanto configurabile e utilmente attivabile solo nella misura in cui gli interessi di un paese coincidano con maggiore o minore intensità, anche occasionalmente, con quelli di paesi diversi;
b) sempre in ossequio ai vincoli posti dal servizio britannico, la necessità di rapportarsi esclusivamente con i funzionari dei vari servizi specificamente incaricati - nell'ambito del proprio organismo - di svolgere il compito di custode degli atti originati sulla base dell'archivio Mitrokhin e di referente dell'intera materia;
c) la possibilità di effettuare riscontri solamente su individui di nazionalità straniera indicati nei rapporti della fonte Impedian come agenti, allo scopo di verificare, attraverso il monitoraggio dei presunti manipolatori, l'eventuale persistenza di rapporti con i cittadini italiani indicati nelle schede ovvero l'eventuale esistenza di nuovi informatori reclutati medio tempore;
3. va ancora segnalato come i riscontri cui si è fatto testé riferimento si sono resi del resto necessari, nel caso di specie, anche per vagliare l'attendibilità delle segnalazioni pervenute sulla base delle indicazioni della documentazione Mitrokhin. Su tale ultimo profilo, è ben vero che il servizio inglese ha precisato - per ciascuna delle schede trasmesse - che le relative informazioni venivano fornite da un «ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale». Tuttavia, come ha in particolare sottolineato il generale Siracusa, l'effettuazione di riscontri sulle informazioni acquisite, svolti in proprio ed in autonomia, costituisce un momento ineliminabile dell'attività di intelligence (ed in particolare di quella di controspionaggio) cui ogni servizio informativo deve essere sempre in grado di fare fronte, al fine sia di neutralizzare iniziative di disinformazione, sia di mantenere una propria capacità operativa e di valutazione,
evitando l'instaurarsi di situazioni di dipendenza che, nel tempo, possono pregiudicarne la funzionalità e l'autorevolezza.
Lo svolgimento dei riscontri effettuati dal SISMI ha condotto ad una conferma, in termini generali, del giudizio di attendibilità espresso dal corrispondente organismo britannico. Si iscrivono in questo quadro, in particolare, l'avvenuto ritrovamento dei depositi di materiale per radiotrasmissioni cui si è fatto cenno al paragrafo 4.2.1., cui la polizia giudiziaria è giunta proprio sulla base delle indicazioni fornite dalla fonte Impedian, nonché la coincidenza tra alcune delle informazioni acquisite da quest'ultima e la pregressa attività svolta dagli organismi informativi del nostro paese con riferimento alle medesime questioni (si pensi ad esempio al caso Orfei). Tuttavia, come si è visto al paragrafo 4.1, non è tanto il profilo dell'attendibilità della fonte quello che ha assunto maggiore rilievo all'atto della trattazione delle informazioni da questa prodotte, quanto quello della loro concreta ed attuale utilizzabilità sul piano del contrasto ad attività spionistiche in corso ed effettivamente pregiudizievoli degli interessi della sicurezza nazionale; del resto vi erano molti casi in cui la fonte, pur attendibile, riferiva non già un fatto pregiudizievole per la sicurezza nazionale, ma piuttosto un'intenzione e una speranza del servizio sovietico di «agganciare» a fini spionistici soggetti del tutto ignari di tali misure e, in taluni casi, verosimilmente non disponibili. In tali fattispecie, che in astratto potrebbero interessare il servizio di controspionaggio sia per sventare l'«aggancio» sia per penetrare nella rete spionistica, la dissoluzione dell'Unione Sovietica e il tempo trascorso rendevano la notizia stessa priva di rilevanza;
4. in esito a tali attività preliminari avviate sin dall'inizio, nel 1995, della produzione della fonte Impedian (valutazione degli elementi contenuti nelle schede; risconti statici di archivio; attività dinamiche su presunti agenti stranieri), nel mese di aprile 1998 il SISMI ha elaborato una situazione globale, pervenendo ad un risultato definito dal servizio «assolutamente deludente, visto il tempo trascorso e gli eventi nel frattempo succedutisi». Le valutazioni effettuate sui nominativi inizialmente isolati (prima 156, successivamente scesi a 130) ha condotto nell'occasione all'individuazione di 23 persone, sulle quali poteva essere considerata in astratto remunerativa l'impostazione di misure attive di controspionaggio. Ulteriori riscontri tratti da un'analisi operativa svolta con specifico riferimento ai 23 individui menzionati hanno condotto a selezionare sette persone sulle quali, alla luce di un complesso di fattori (interesse informativo, possibile remuneratività, concreta possibilità di successo dell'attività di controspionaggio), si è venuta a palesare l'utilità di attivare procedure di avvicinamento. Queste ultime, effettivamente avviate, sono state per altro immediatamente interrotte a seguito della trasmissione del materiale all'autorità giudiziaria, onde non interferire con i riscontri istituzionalmente affidati a quest'ultima. Rileva il SISMI che in ogni caso, a seguito della diffusione dei nominativi contenuti nelle schede Impedian, tutte le attività poste in essere al riguardo risulteranno prive di utilità;
5. secondo quanto riferito dall'ammiraglio Battelli, un diverso trattamento è stato riservato dal SISMI a 34 rapporti, relativi ad uomini politici di diversa appartenenza. Al fine di evitare infatti che al SISMI potessero essere addebitate condotte improprie sul piano del controllo dell'attività di partiti, movimenti o uomini politici, l'ammiraglio Battelli ha disposto che venissero in proposito svolte attività di carattere esclusivamente passivo. In sostanza, tali personalità non sono mai state oggetto di attenzione informativa diretta, ma, onde verificare se taluna di esse svolgesse tuttora le attività riportate dal dossier Mitrokhin, sono stati svolti accertamenti sugli eventuali rispettivi contatti. In esito a tali riscontri, sarebbe emersa una sola indicazione a proposito di un personaggio (che non si occuperebbe più attivamente di politica), per altro non nel senso di attività spionistica, ma di soli collegamenti con un paese straniero, tra l'altro in astratto perfettamente legittimi in quanto di tipo commerciale o culturale;
6. resta solo da ricordare, sul piano metodologico, come il SISMI abbia svolto l'intera attività di controspionaggio, a partire dai riscontri preliminari di archivio, senza avvalersi in alcun modo del supporto informativo del SISDE. Come si è detto (si veda il paragrafo 4.3.2.), tale scelta è stata motivata, da un lato, alla luce dell'esclusività della funzione di controspionaggio di cui il SISMI è titolare ai sensi della legge n. 801 del 1977, e, dall'altro lato, con i rigidi vincoli alla divulgabilità delle notizie imposti dal servizio inglese.
5.2 Gli accertamenti svolti sui pubblici funzionari menzionati nelle schede.
Come anticipato nel paragrafo dedicato alle iniziative istruttorie svolte dal Comitato, l'attenzione di quest'ultimo si è concentrata - tra l'altro - sulla presenza nell'ambito della documentazione Mitrokhin di nominativi di funzionari dello Stato e di nomi di copertura in ipotesi riconducibili a tale categoria. Lo speciale interesse di cui si tratta è evidentemente da riconnettere al grave danno che per la sicurezza dello Stato determina la presenza, all'interno della sua stessa struttura amministrativa, di individui abilitati a prendere cognizione di dati e di informazioni di particolare rilievo e sensibilità e che di questi si servono in spregio al giuramento di fedeltà alla Costituzione ed alle istituzioni democratiche cui essi sono vincolati in ragione del servizio svolto.
Nel corso della sua audizione il Vicepresidente del Consiglio, rispondendo ad apposito quesito, ha in particolare affermato come nessuno dei funzionari citati nei rapporti della fonte Impedian ricoprisse in atto posizioni di particolare delicatezza nell'ambito dell'amministrazione statale. Il Comitato ha ritenuto necessario verificare se le attività di controspionaggio svolte al riguardo fossero state rivolte anche all'accertamento delle posizioni professionali ricoperte dai funzionari in questione (ovviamente se ed in quanto identificati) anche in passato, lungo il corso cioè dell'intera vita lavorativa. L'effettuazione di tale accertamento è sembrata infatti indispensabile, nella valutazione
del Comitato, ai fini della più ampia ricostruzione del reticolo di relazioni nel quale ciascuno dei funzionari citati si sarebbe trovato ad operare e, conseguentemente, dei contatti che avrebbe potuto intrattenere in ragione degli uffici ricoperti. Il Comitato ha tra l'altro valutato come, in astratto, non avrebbe potuto escludersi che taluno dei funzionari in esame o alcuno dei rispettivi familiari avessero potuto prestare (o prestassero tuttora) servizio all'interno degli stessi servizi di informazione e sicurezza, ciò che avrebbe con ogni evidenza amplificato il danno cui sarebbe stata esposta la sicurezza del nostro paese.
Alla luce di tali premesse, nell'ambito delle richiamate note del 13 e del 21 ottobre 1999 il Comitato ha formulato al Vicepresidente del Consiglio apposita richiesta di chiarimenti ed ulteriori informazioni, riscontrata quindi con lettere del 16 novembre, 1o dicembre e 21 dicembre 1999. Il materiale trasmesso in allegato a tali lettere - nello spirito di positiva collaborazione istituzionale che ha ispirato la condotta dell'Esecutivo e del quale il Comitato intende dare espressamente atto - ha posto a disposizione dell'organo parlamentare di controllo un quadro informativo complesso ed esaustivo, le cui principali risultanze possono essere così sintetizzate:
a) in relazione ai nominativi dei funzionari pubblici citati nelle schede della fonte Impedian (come anche in relazione ai nomi di copertura a tale categoria in ipotesi ascrivibili), il SISMI sembra aver seguito una metodologia identica rispetto a quella che ne ha in generale connotato l'approccio all'intero dossier venutosi a formare nel tempo, descritto in sintesi al precedente paragrafo 5.1. Si afferma infatti in uno degli appunti del SISMI trasmessi con nota del Vicepresidente del Consiglio del 19 ottobre 1999 che «Su tali nomi (6), come peraltro su tutti quelli ricavabili dal materiale dell'archivio Mitrokhin pervenuto, il SISMI ha innanzitutto effettuato ricerche statiche di archivio (...)», dandosi conto nel prosieguo dell'esposizione della metodologia di cui si è detto sempre al paragrafo precedente;
(6) Quelli cioè dei funzionari pubblici.
b) in esito all'effettuazione delle note ricerche statiche di archivio, l'elenco dei nominativi in questione risulta essere stato depurato delle persone verso le quali, sempre per citare l'appunto del SISMI da ultimo ricordato, «non si potevano in alcun modo appuntare sospetti anche larvatamente fondati». L'elenco risultante, costituito da «persone che, sotto il profilo puramente teorico, avrebbero potuto svolgere attività di spionaggio», è risultato composto per la gran parte da soggetti deceduti o da tempo cessati dal servizio, e dunque in sé scarsamente rilevanti (se non irrilevanti tout court) sul piano della concreta ed attuale minaccia alla sicurezza nazionale;
c) sempre nell'appunto in questione si riferisce del fatto che, nel corso degli accertamenti testé descritti, il generale Siracusa ebbe a fornire sommarie informazioni per le vie brevi all'Ispettorato generale del ministero degli affari esteri; analoga iniziativa ha assunto l'attuale
direttore del SISMI nei riguardi del Segretario generale del ministero medesimo con riferimento a tre nominativi di funzionari di medio livello, «per le valutazioni di competenza circa la opportunità di un cambio di destinazione, laddove ritenuto necessario in relazione agli incarichi ricoperti»; con riferimento a tali nominativi, il Comitato ha per altro acquisito dichiarazioni, sottoscritte dal direttore generale del personale e dell'amministrazione della Farnesina e recanti data 25 novembre 1999, che danno conto della piena affidabilità di due dei funzionari chiamati in causa, affidabilità che, secondo quanto si legge nella nota del Vicepresidente del Consiglio del 1o dicembre 1999, «l'Autorità nazionale per la sicurezza non ha motivo di revocare in dubbio»; per ciò che attiene al terzo funzionario, la nota medesima rileva che l'amministrazione degli affari esteri ha precisato di avere ritirato, «per cessate esigenze», la richiesta di rinnovo del NOS scaduto il 10 maggio 1997;
d) alla luce di quanto detto alle precedenti lettere a) e b), il Comitato ha verificato come il SISMI non abbia ritenuto necessario effettuare il riscontro sistematico dei percorsi di carriera dei funzionari menzionati, avendo ritenuto preferibile - per l'appunto - una metodologia di approccio uniforme, a prescindere cioè dal settore di attività cui i singoli nominativi, reali o di copertura, risultassero operare; ciò risulta comunque testimoniato espressamente dall'appunto del SISMI trasmesso in allegato alla nota del Vicepresidente del Consiglio del 16 novembre 1999, nel quale si afferma tra l'altro che, «al di là degli elementi contenuti nelle schede già accluse, il SISMI non dispone di informazioni complete relative alle funzioni o incarichi ricoperti dalle persone interessate durante l'intera vita professionale sino al collocamento a riposo. Il SISMI, allo scopo di ottemperare al quesito del CO.PA.SIS, ha comunque avanzato richiesta dei curricula alle Amministrazioni di provenienza, che verranno inoltrati non appena disponibili». L'acquisizione dei percorsi di carriera seguiti dagli individui in questione è dunque intervenuta solo in esito alla conclusione dell'intera vicenda Mitrokhin sul piano dell'attività di intelligence (seguita, come detto, alla trasmissione di tutto il materiale disponibile all'autorità giudiziaria) e ad essa è stato dato corso solo a seguito dell'iniziativa del Comitato; resta da rammentare come tutti i curricula in questione siano stati successivamente trasmessi al Comitato medesimo dal Vicepresidente del Consiglio con la citata nota del 1o dicembre 1999; salvo quanto risultante dalla successiva lettera e) - i cui dati per altro sono risultati da autonomi accertamenti del SISMI - tali curricula non evidenziano in particolare che i funzionari in questione abbiano ricoperto incarichi rilevanti o abbiano prestato servizio presso gli organismi informativi;
e) per ciò che concerne l'eventuale trascorsa o attuale appartenenza ai ruoli degli organismi informativi di alcuno dei funzionari citati nei rapporti della fonte Impedian, il SISMI ha ritenuto di formulare due indicazioni, per altro espressamente qualificate come «non dimostrabili, ma attendibili». L'una riguarda il soggetto indicato alla scheda n. 177 con il nome di copertura «Iris», che il SISMI ritiene possa essere la cittadina cecoslovacca reclutata quale interprete dal
SISMI e successivamente sottoposta a procedimento penale cui si è fatto cenno al paragrafo 4.3. L'altra concerne il nominativo di copertura «Polatov», «assistente dell'addetto navale italiano a Mosca», di cui alla scheda n. 9. Secondo l'ipotesi formulata dal servizio britannico in una nota a corredo della scheda citata, tale nominativo potrebbe riferirsi ad un ufficiale che ha prestato servizio presso il SISDE all'inizio degli anni Ottanta. In relazione a tale ipotetica identificazione, il SISMI ha per altro rappresentato in più occasioni (e da ultimo lo stesso ammiraglio Battelli nel corso della sua audizione presso il Comitato) l'impossibilità di pervenire ad una soluzione sicura ed incontrovertibile: in ragione degli avvicendamenti presso l'ambasciata italiana a Mosca nel periodo considerato dal rapporto Impedian sopra menzionato e della relativa struttura organizzativa, è infatti possibile formulare quattro distinte ipotesi di identificazione, nel cui ambito quella del nominativo suggerito dal servizio britannico appare la meno probabile (stante il fatto che questi non ha mai prestato servizio presso uno degli uffici indicati nella scheda citata);
f) il SISMI ha inoltre rappresentato l'attuale appartenenza ai ruoli degli organismi informativi di familiari di alcuni funzionari citati nei rapporti, sulla cui piena affidabilità e lealtà il Comitato ha ricevuto però formale attestazione dal CESIS in un appunto predisposto dal medesimo organismo, trasmesso in allegato alla nota del Vicepresidente del Consiglio del 1o dicembre 1999.
Per quanto concerne invece il SISDE, con note del Vicepresidente del Consiglio del 1o e del 21 dicembre 1999 sono stati trasmessi al Comitato due appunti a firma del direttore del Servizio medesimo che danno conto dei riscontri effettuati al riguardo all'interno di tale organismo e dell'esito negativo ad essi conseguito. Il SISDE ha per altro rilevato come la genericità dell'espressione «familiare» utilizzata dal Comitato nella richiesta di approfondimenti rivolta al Vicepresidente del Consiglio abbia reso necessaria, sul piano del metodo, una preventiva delimitazione convenzionale dell'estensione del termine medesimo, sulla cui base condurre i riscontri richiesti. Il Comitato ritiene al riguardo sufficientemente ampio lo spettro semantico cui il SISDE si è in concreto riferito, che ha per altro condotto esclusivamente alla rilevazione di alcune coincidenze oggettive tra i nominativi citati nei rapporti e quelli di alcuni familiari di dipendenti del Servizio, prive tuttavia di qualsiasi riscontro circa l'effettiva coincidenza dei due dati così isolati.
5.3
È stato ripetutamente rilevato come il dossier venutosi a formare nel tempo attraverso gli apporti informativi della fonte Impedian non abbia evidenziato, ad avviso dei responsabili degli organismi informativi e delle autorità di governo, profili che ne rendessero necessaria la partecipazione alla magistratura, ovviamente per il tramite della polizia giudiziaria.
È stato inoltre ricordato come le informazioni trasmesse dal servizio britannico non siano state considerate, nello specifico ambito del SISMI, come meritevoli di particolare considerazione sul piano delle priorità assegnate al servizio, essendo state anzi trattate nel contesto del comune flusso di attività ordinariamente svolte dal servizio. Ciò in ragione sia della vetustà dei fatti segnalati, i più recenti dei quali risultano risalire a dieci anni prima della trasmissione delle prime schede da parte del servizio britannico, sia della modestia degli esiti emersi dai riscontri fatti, comunque effettuati per obbligo di istituto.
In sostanza, come espressamente affermato dall'ammiraglio Battelli, il dossier Mitrokhin è stato trattato in una logica di priorità, e dunque in relazione al complesso delle ulteriori attività di controspionaggio cui il servizio si è trovato a far fronte nel periodo della produzione della fonte Impedian.
In merito a tale ultimo profilo, il SISMI ha fornito talune indicazioni che consentono di trarre una misura della particolare onerosità dell'attività di controspionaggio nel quadro dei compiti istituzionalmente svolti dal servizio.
Al riguardo, è stato sottolineato ad esempio il limitato supporto fornito dagli strumenti informatici nell'attività di riscontro d'archivio, svoltasi - come detto - su archivi «quasi totalmente cartacei». Ciò sarebbe dipeso dal fatto che solo ora sarebbe in via di soluzione l'autenticazione dei documenti con firma digitale e che non sarebbe stato «accettabile utilizzare massicciamente i più recenti file informatici di lavoro sia per la delicatezza giuridica del problema, riferibile alla necessità di consultare la documentazione nella sua interezza», sia, «soprattutto, per il fatto che la ricerca ha dovuto essere estesa ad un arco temporale molto ampio (oltre 40 anni), che va grandemente al di là dell'avvento di ausili informatici». Ciò rende evidentemente assai oneroso ripercorrere la memoria storica del servizio, soprattutto quando - come nel caso oggetto della presente relazione - essa debba essere compulsata a vasto raggio.
In secondo luogo, sul piano delle risorse umane, il SISMI ha rappresentato come l'attività di controspionaggio si sviluppi giornalmente nei confronti di un numero di soggetti mediamente non inferire ai 100 individui, concentrati particolarmente nella città di Roma.
Il Comitato ha ritenuto opportuno dare rilievo a tali circostanze, rientrando esse nel quadro di elementi conoscitivi entro cui è necessario inscrivere le considerazioni e le valutazioni che sulla vicenda in esame ci si accinge a svolgere.
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