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1. Proposte del Comitato in campo giurisdizionale.
Ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale insieme ai protocolli opzionali (Supplementary Protocols: Against Migrant Smuggling, Against Trafficking in Human Beings) che verranno sottoposti alla firma dei governi membri in occasione della Conferenza di Palermo il 12 e il 13 dicembre.
Approvazione del Testo unificato su traffico di esseri umani 14 settembre 2000 (d.d.l. C.5839 23 marzo 1999, p.d.l. Pozza Tasca e altri C.5350 2 novembre 1998, p.d.l. Albanese e altri C.5881 7 aprile 1999).
Istituzione di un National Rapporteur contro il traffico di esseri umani, come da Azione Comune UE 1997 e, da ultimo, la Risoluzione Sorensen del Parlamento Europeo, incaricato di curare:
a) attività di promozione, informazione e sensibilizzazione;
b) reti di partenariato tra istituzioni nazionali e locali e associazioni;
c) realizzazione di una rete internazionale di punti di riferimento istituzionali per migliorare l'azione di prevenzione e di contrasto.
Estensione delle tecniche d'indagine attualmente impiegate contro il traffico di stupefacenti alle indagini di cui all'articolo 12 comma 3 TU sull'immigrazione (e, in seguito alla sua approvazione, alla nuova figura associativa di cui al nuovo articolo 600c.p.), in particolare il ritardato arresto o fermo, le operazioni sotto copertura per consentire l'identificazione dei trafficanti ed eventuali complici.
Affidamento delle indagini sui reati associativi connessi al traffico di esseri umani alle DDA.
Estensione delle misure di prevenzione, in particolare la confisca dei beni, ai trafficanti di esseri umani (beni che potrebbero alimentare un fondo di solidarietà, da costituirsi, per le vittime del traffico).
Valutazione dell'opportunità di adottare nuove regole per l'assunzione di interpreti, tenendo conto del problema della loro sicurezza.
Studio di norme di natura correttiva della disciplina prevista dal T.U. immigrazione, volte a consentire il ricongiungimento dei familiari, in primo luogo i figli, in presenza di un concreto pericolo, al di fuori dei requisiti di reddito e di alloggio previsti in linea generale per i
ricongiungimenti (che ovviamente non sono possedute dalle vittime-testimoni inserite nei programmi di assistenza), quale risposta al problema tuttora aperto delle minacce indirizzate verso i familiari delle vittime della tratta.
Approvazione della nuova legge sul diritto d'asilo attualmente all'esame della Camera.
2. Proposte del Comitato in campo amministrativo.
Formazione specifica delle Forze dell'ordine sul fenomeno del traffico degli esseri umani.
Ascolto di tutti gli immigrati intercettati e trasferiti nei centri di permanenza temporanea su moduli standardizzati per consentire, su base volontaria, la ricostruzione del viaggio (rotte seguite, modalità d'ingresso, prezzo pagato) per consentire la costituzione di una banca dati, base essenziale per il lavoro di intelligence raccomandato dal vertice di Europol come strumento prioritario nella lotta al traffico dei esseri umani.
Affinamento dell'applicazione dell'articolo 18 del T.U. sull'immigrazione. In particolare l'emanazione di linee guida per le questure per evitare inutili interventi indiscriminati e di massa nei confronti delle prostitute straniere, cui conseguono decreti di espulsione. (Tale modus procedendi è stato posto in essere soprattutto nel caso di prostitute nigeriane. A parte l'ovvia considerazione che queste donne si troveranno comunque nelle condizioni più favorevoli per una loro rivittimizzazione, è stata prospettata l'esigenza di esaminare caso per caso le situazioni delle prostitute coinvolte, allo scopo di accertare l'eventuale presenza di casi di traffico, coinvolgendo a tale scopo le associazioni accreditate ai sensi dello stesso articolo 18.) Altrimenti, come il Comitato ha potuto verificare, il meccanismo e gli obiettivi dell'articolo 18 verrebbero in grande misura vanificati.
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