Allegato B
Seduta n. 505 del 13/9/2004

TESTO AGGIORNATO AL 15 SETTEMBRE 2004


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ECONOMIA E FINANZE

Interrogazioni a risposta orale:

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il rialzo forsennato dei prezzi del greggio sui mercati internazionali sta creando, come è noto, seri problemi all'economia reale, rischiando di vanificare e di rendere illusoria la ripresa economica che pareva intravedersi dopo un lungo periodo di stagnazione e di recessione;


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la schizofrenia dei prezzi consente di intravedere il raggiungimento e, presumibilmente, il superamento della soglia dei 50 dollari il barile;
è bene ricordare che il prezzo proposto dall'Opec è di 25 dollari il barile e che i 20 dollari il barile al di sopra di tale prezzo indicato dai Paesi produttori significano per l'economia reale uno spaventoso salasso di 50 miliardi di dollari al mese e quindi di 600 miliardi di dollari all'anno;
è bene anche ricordare che tali valutazioni non tengono conto del rialzo conseguente delle imposte su benzina, diesel e gasolio da riscaldamento e che la corsa al rialzo dei prezzi di beni e servizi comporta un rialzo dei tassi di interesse come conseguenza dell'inflazione;
in verità, l'aumento del prezzo del greggio è attribuito ad un concorso di fattori diversi, sui quali gli speculatori stanno scommettendo sui mercati di Londra e di New York: una possibile futura, totale o parziale, interruzione delle forniture irachene, la vicenda della Yukos Oil in Russia, il referendum in Nigeria, i disastri atmosferici nei Paesi produttori che si affacciano nel Golfo del Messico, una serie di gravi guasti alle raffinerie, la complessiva dinamica geopolitica nella regione del Sud-Est asiatico con la previsione di crescenti instabilità e conflitti, il rischio paventato di nuove avventure militari anglo-americane contro l'Iran quali conseguenze dell'improvvida dichiarazione di dirigenti iraniani che hanno affermato di disporre di missili capaci di colpire Gerusalemme o Tel Aviv;
la pur cospicuità di tutti i fattori indicati non è sufficiente a dare una spiegazione credibile, esaustiva e del tutto soddisfacente all'andamento dei prezzi del greggio sui mercati mondiali;
in una dichiarazione del 14 agosto 2004, apparsa sul sito internet del ministero del petrolio iraniano, il governatore dell'Opec, l'iraniano Kazempur Ardebili, ha ribadito quanto già in altre occasioni dichiarato, e cioè che i movimenti dei prezzi del petrolio «non hanno nulla a che fare con gli elementi di fondo del mercato, la domanda e l'offerta», tanto che, in questo particolare frangente, c'è un eccesso di offerta sui mercati calcolata in 2,8 milioni di barili al giorno, sicchè, se operassero le semplici regole del mercato, i prezzi dovrebbero semmai tendere alla riduzione;
secondo Ardebili «la tendenza attuale dei prezzi deriva da sviluppi politici e militari»;
è evidente che ci si trova dinnanzi ad una situazione completamente diversa da quella della crisi degli anni '70, anche perché in queste settimane a tentare vanamente di calmierare i prezzi sono proprio i Paesi produttori;
essendovi, come detto, un eccesso di offerta assolutamente rilevante sui mercati mondiali, è evidente che quel che sta accadendo non può che essere legato a movimenti speculativi, che mettono a repentaglio l'economia reale - quella che crea prodotti e che crea opportunità di lavoro - per favorire l'economia virtuale, legata non già alla realtà delle imprese, ma alle fallaci acrobazie della economia telematica che crea ricchezza senza lavoro a danno delle imprese che vivono di lavoro e per il lavoro;
è quindi evidente che per un Paese come l'Italia con un fabbisogno energetico che lo rende sostanzialmente e totalmente dipendente dalle forniture di petrolio il danno provocato da queste criminose attività speculative è di proporzioni gigantesche e rischia di compromettere la solidità della nostra economia reale, che già vive anni di sofferenza per altre cause;
appare strano che gli Stati nazionali e/o gli organismi internazionali fingano di non rendersi conto della assoluta anomalia di questa situazione e che dunque non vengano assunte le necessarie contromisure -:
quali siano le ragioni per le quali i mercati non riescono a stabilizzare i prezzi del greggio secondo le indicazioni dell'Opec, e cioè intorno ai 25 dollari il barile;


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quali siano le ragioni per le quali, a giudizio del Governo, a fronte di un eccesso di offerta sui mercati mondiali pari a circa 2,8 milioni di barili al giorno, non si producono gli effetti che la legge di mercato della domanda e dell'offerta dovrebbe in effetti generare, e cioè la diminuzione del prezzo del greggio;
se non si ritenga, proprio in ragione dell'apparente contraddizione di un prezzo che aumenta a fronte di un eccesso di offerta sui mercati, che in realtà la corsa sfrenata al rialzo sia frutto di giganteschi movimenti speculativi;
se non si ritenga che tale speculazione, con l'ausilio degli Stati nazionali e/o degli organismi internazionali, debba essere senza indugio individuata e duramente repressa, al fine di non pregiudicare la ripresa economica, ancorché timida ed appena abbozzata, che si riusciva finalmente ad intravedere dopo un triennio di stagnazione o recessione.
(3-03656)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
da sempre il cosiddetto «paniere Istat» è organizzato, secondo l'interrogante, in modo sostanzialmente non attendibile, nel senso che contiene voci non significative dei reali aumenti dei prezzi;
durante le vacanze del corrente anno 2004 sono letteralmente esplosi molti prezzi che hanno colpito le famiglie italiane che hanno deciso di recarsi, come d'abitudine, nelle località di villeggiatura;
escluso l'aumento della benzina (+ 10,33 per cento a luglio su base annua) dovuto ad una serie di congiunture internazionali, solo nel settore «ferie» sono stati registrati aumenti di prezzo dei «pacchetti vacanza tutto compreso» del 18 per cento rispetto al 2003 e del 25,5 per cento rispetto al 2002, aumenti del 17,4 per cento rispetto al 2003 e del 24,8 per cento rispetto del 2001 dei prezzi dei parchi divertimento, aumenti di prezzo degli stabilimenti balneari pari al 6,8 per cento rispetto al 2003, con particolare riferimento ai prezzi per ombrelloni e sdraio, aumentati, dal 2001, del 23,3 per cento, aumenti di prezzo dei pedaggi autostradali del 12,5 per cento dal 2001 al 2004 e del trasporto aereo del 23,8 per cento dal 2001 al 2004 (dati tratti dal quotidiano «Libero» di venerdì 13 agosto 2004 alla pagina 17);
è evidente, ad opinione dell'interrogante, che il tasso di crescita registrato dall'Istat al mese di luglio, pari al 2,3 per cento, è assolutamente inattendibile (non certamente da oggi) con tutte le conseguenze che esso riverbera sulle valutazioni relative all'economia reale, valutazioni che costituiscono l'antecedente ed il presupposto necessario per assumere importanti decisioni di governo -:
se non ritenga che debba essere finalmente apportata una modifica radicale al cosiddetto «paniere Istat» onde consentire, di trarre valutazioni significative e necessarie proprio per poter guidare in modo serio il Paese attraverso l'indicazione di tassi reali d'inflazione.
(3-03661)

STRADELLA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
dall'inizio del corrente anno il Comandante Generale della GDF ha disposto il trasferimento e/o il cambio di incarico di oltre 600 ufficiali di ogni ordine e grado;
in base ai contratti stipulati per le FF.PP., nonché in base alla legge 86/01, per ogni trasferimento disposto d'autorità che comporti un cambio di sede ad ogni ufficiale spettano:
trenta diarie di missione, in misura intera per i primi dodici mesi di permanenza nella nuova sede ed in maniera ridotta del 30 per cento per i successivi dodici mesi (totale euro 12.500 circa);
in alternativa è previsto un rimborso del 90 per cento del canone mensile corrisposto per un alloggio privato, fino


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all'importo massimo mensile di euro 516,46 per un periodo non superiore a tre anni (totale euro 18.600 circa);
una indennità in aggiunta a quella di prima sistemazione, se non fruisce di alloggio di servizio, di euro 1500 (775 se non ha la famiglia al seguito);
un incentivo pari a 8000 euro (da attingere dal fondo unico per l'efficienza dei servizi istituzionali - articolo 53 decreto del Presidente della Repubblica 254/99) a coloro che sono trasferiti in sedi non ambite;
un trasporto masserizie a carico dell'amministrazione (con una spesa che oscilla tra i 3.000 a 5000 euro a trasloco);
risulta all'interrogante che non ci siano precedenti di un numero così elevato di trasferimenti di ufficiali e che «l'epurazione» investe oltre 1/4 della forza effettiva degli ufficiali (circa 2400 unità);
a seguito dello scoppio dei noti scandali Parmalat e Cirio, c'è una riduzione della permanenza degli ufficiali nelle sedi di servizio (massimo 4 se non 3 anni): inoltre, ciò è stato anche affermato in una recentissima delibera del COCER della GDF nella quale si contesta il collegamento tra la permanenza di sede e l'infedeltà degli appartenenti al corpo;
secondo l'interrogante, è da ritenersi offensivo, vessatorio ed umiliante, per gli appartenenti alla categoria, addossare la responsabilità degli scandali agli ufficiali del Corpo, i quali non possono essere ritenuti i soli responsabili dell'ordine economico-finanziario, dal momento che in ogni sede di servizio vi sono altre autorità istituzionali a tutela dell'ordine economico-finanziario, come i magistrati, il direttore locale dell'Agenzia delle Entrate, il direttore della Banca d'Italia ed in alcuni casi la Consob e le sezioni distaccate della Corte dei Conti eccetera. Come tutti sanno, questi soggetti possono vantare una permanenza nella sede di servizio ben superiore ai 4 anni (in alcuni casi decennale), e sono chiamati a decidere sugli atti posti in essere in genere dalla GDF (rapporto penale, p.v. di constatazione delle violazioni fiscali eccetera);
risulta all'interrogante che sia consuetudine del Comando Generale non informare preventivamente gli interessati della possibilità di un trasferimento - se non con una generica comunicazione ex legge 241/90 con valore erga omnes, inserita in una circolare edita alcuni mesi prima, non contenente nessun riferimento ai nominativi degli interessati né ai luoghi di destinazione. Per cui l'ufficiale sa di essere trasferito e ne conosce la sede, solo ed esclusivamente con la comunicazione ufficiale che quest'anno è avvenuta oltre la metà di giugno. Ciò comporta per la maggioranza dei trasferiti una ricerca affannosa e spasmodica (dato lo scarso preavviso) dell'alloggio da locare nella nuova sede - vista la cronica carenza di alloggi di servizio - in un periodo in cui le agenzie immobiliare chiudono per ferie, con l'ulteriore angoscia che le scuole iniziano nei primi giorni di settembre -:
se corrisponde al vero che i trasferimenti disposti nel giugno 2004 abbiano decorrenza notevolmente ravvicinata, che varia dal 30 luglio, 1o agosto, 15 agosto, 30 agosto, 1o settembre ed alcuni dal 15 settembre;
se sia vero che contrariamente agli ufficiali dei Carabinieri, le sedi di servizio degli ufficiali della GDF generalmente sono prive di alloggi di servizio dal momento che infatti sembrerebbe che in tutto il territorio nazionale gli alloggi disponibili per gli ufficiali siano poco più del 25 per cento della forza effettiva degli ufficiali;
quante volte ogni ufficiale durante la sua carriera abbia usufruito di un alloggio dell'Amministrazione alla sede di servizio;
se corrisponda al vero che la manovra dei trasferimenti inciderà sulle casse dello Stato per oltre 10 milioni di euro e, in caso affermativo, come ciò, sia in armonia con il decreto di contenimento della spesa pubblica che impone sacrifici ai cittadini ma anche tagli ai bilanci dei vari Ministeri ed Enti;


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se corrisponda al vero che ad oggi ci siano ufficiali, trasferiti negli anni scorsi, i quali non percepiscono le indennità ed i rimborsi a cui hanno diritto da diversi mesi e che il ritardo in alcuni casi risale al 2003, con grave disagio per le famiglie, tenuto conto che la legge 18 febbraio 1999 nr. 28, all'articolo 29 aveva autorizzato la realizzazione di un programma per la costruzione, l'ammodernamento e l'acquisto di immobili da destinare a caserme ed alloggi di servizio per la GDF e che l'articolo 52 della Finanziaria 2003, riconfermando le risorse economiche assegnate al Corpo, ne snelliva le procedure per la realizzazione degli immobili (40 caserme e oltre 1100 alloggi);
quanti alloggi di servizio e/o caserme siano stati realizzati sino ad oggi;
quali siano gli effetti sortiti dal protocollo d'intesa stipulato nel dicembre 2003 tra l'Unione delle Province d'Italia, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani ed il Corpo della GDF, per promuovere la ricerca e la resa in disponibilità di alloggi di proprietà comunale e provinciale, in considerazione della scarsa disponibilità di quel tipo di alloggi, i quali spesso sono già destinati ai soggetti rientranti nelle fasce deboli;
se, esistendo reali ristrettezze economico-finanziarie del Governo che non hanno permesso di finanziare in maniera spedita la costruzione di alloggi, invece di spendere milioni di euro (o miliardi di lire ieri) ogni anno (parte dei quali sono destinati a rimpinguare le tasche dei privati che affittano alloggi) solo per trasferire ad ogni costo gli ufficiali - creando loro notevoli disagi familiari, - non sia il caso di ridurre al minimo il numero dei trasferimenti (in caso di promozione o incompatibilità ambientale o scarso rendimento) - come hanno fatto altre FF.PP. - e far convogliare le risorse sui fondi destinati a costruire alloggi, anche tenuto conto che il rimborso del canone mensile della locazione dell'alloggio privato è massimo 516,46 euro e che con tale somma nelle grandi città occorre integrare in maniera robusta la quota di rimborso, che poi vale solo per tre anni, passati i quali l'intero importo della locazione è a carico dell'ufficiale;
quali siano le ragioni per cui fino all'anno scorso, la permanenza alla sede era di 5 o 6 anni ed, in alcuni casi, anche di più, come affermato dall'allora Comandante Generale della GDF Gen. Alberto Zignani il 27 giugno 2002 davanti alla VI commissione della Camera, mentre, attualmente il regime dei trasferimenti ha subìto notevoli cambiamenti;
se il Comando Generale non ritenga di dover attuare la procedura adottata da decenni anche dai CC, ossia di preavvisare telefonicamente - con un certo anticipo - l'interessato del trasferimento proponendogli delle sedi scelte dall'Amministrazione considerato che, l'ufficiale non è un pacco postale da spedire in giro per l'Italia, ma è una persona con delle esigenze legate alla famiglia ed in particolare alla frequenza della scuola dei figli ed alla ricerca di un alloggio da locare;
se risulti vero che il Comandante Generale del Corpo della GDF solo nel mese di agosto, ossia dopo aver disposto il trasferimento di oltre 600 ufficiali, abbia inteso illustrare - ex post - con una circolare le direttive che hanno determinato i movimenti già comunicati agli interessati;
se anche per il 2005 siano previsti gli stessi criteri del 2004; ritenuto che una eccessiva frequenza dei trasferimenti influisce sulla serenità familiare (il cambiamento continuo di scuola dei figli che alla fine rischiano di essere dei disadattati o in altri casi l'ufficiale lascia la famiglia nel luogo di origine e la sua vita è scandita dal pendolarismo selvaggio con ripercussioni sul bilancio familiare) e, quindi, si ripercuote sia sul rendimento in servizio dell'ufficiale che si sente profondamente demotivato ed angosciato dal fatto che da un giorno all'altro deve fare le valigie sia sul bilancio dello Stato per l'eccessiva incidenza della spesa;
se l'attuale Ministro dell'economia sulla questione non ritenga di disporre


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con assoluta urgenza la convocazione degli ufficiali degli Organismi di Rappresentanza della GDF (COCER, COIR e COBAR) per conoscere direttamente dagli interessati lo stato di estremo disagio e profondo malumore in cui gli stessi vivono, dal momento che ciò è necessario al fine di garantire l'efficiente funzionamento di un Corpo di polizia a cui Stato ha affidato la lotta all'evasione fiscale e il recupero delle imposte sottratte dall'economia sommersa.
(3-03680)

Interrogazione a risposta in Commissione:

GIANNI MANCUSO, GHIGLIA, DELMASTRO DELLE VEDOVE e MEROI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
nella Legge Finanziaria 2003 è stato inserito l'obbligo di iscrizione alla O.NA.O.S.I. (Opera Nazionale per l'Assistenza agli Orfani dei Sanitari) da parte dei sanitari italiani (Medici, Odontoiatri, Veterinari e Farmacisti);
fino al 2003 l'iscrizione a tale ente morale era obbligatoria per i sanitari dipendenti della pubblica amministrazione e volontaria per i liberi professionisti;
gli scopi di questo Ente, ancorché nato circa un secolo fa, hanno un alto valore sociale e si fondano su principi ispiratori validi ancora oggi, ma si scontrano con un basso numero di orfani perché le guerre mondiali sono fortunatamente un lontano ricordo;
ogni categoria professionale, comprese quelle dei sanitari, ha una propria cassa di previdenza ed assistenza che è in grado di erogare i servizi sociali necessari alle esigenze dei propri iscritti;
la veste legale dell'Ente in oggetto è quello di Fondazione privata e come tale gestisce capitali economici ingenti senza sottostare ai controlli previsti per le casse di previdenza (ENPAM, ENPAV, ENPAF, eccetera);
i giovani professionisti con pochi anni di laurea alle spalle lavorano moltissimo per coprire a malapena le spese dello studio e vedono in questa nuova spesa un inutile ed oneroso balzello;
le finalità istituzionali prevedono nuovi compiti di assistenza dedicati ai figli dei sanitari non orfani ed ai sanitari con necessità particolari -:
se i Ministri interrogati non ritengano in sede di elaborazione del disegno di legge finanziaria 2005 di prevedere l'eliminazione dell'obbligo dell'iscrizione all'O.NA.O.S.I. ripristinando la situazione ex ante, tenuto conto che non ci sarebbero conseguenze sui conti dello Stato;
se non ritengano, in subordine, di adottare le opportune iniziative volte a prevedere un contributo simbolico per i giovani professionisti fino a 35 anni di età.
(5-03416)

Interrogazioni a risposta scritta:

PERROTTA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'Italia è il primo produttore di vino al mondo;
il vino è anche un alimento importante nella dieta mediterranea;
sui generi alimentari quali pane, olio, latte, frutta, verdura, l'Iva è al 4 per cento, mentre sul vino essa ammonta al 20 per cento;
la produzione italiana deve fare i conti anche con il rafforzamento dell'euro sul dollaro, per cui le esportazioni sono notevolmente diminuite;
non sarebbe logico perdere quote di mercato poi difficilmente recuperabili;
una diminuzione dell'Iva al dieci per cento porterebbe ad una riduzione del gettito di circa 500 milioni di euro;
molti viticoltori operano in regime di Iva compensata per cui l'onere dello Stato non supererebbe i 250 milioni di euro -:


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se non si intendano adottare iniziative normative volte a ridurre l'Iva sul vino dal venti al dieci per cento, affinché, attraverso l'indubbio abbassarsi dei prezzi, siano rilanciati i consumi interni e siano riconquistate notevoli quote di mercato estero.
(4-10724)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la Federazione Italiana Tabaccai (F.I.T.) ha recentemente chiesto di poter incontrare con la massima urgenza il Ministro dell'economia professor Siniscalco al fine di rappresentare al medesimo il disagio dei tabaccai e, soprattutto, dei cittadini derivante dall'arrotondamento, operante dal 1o agosto 2004, del valore delle marche da bollo, portato da euro 10,33 ad euro 11;
come sempre, infatti, al momento dell'entrata in vigore della norma, non sono state poste in circolazione né le marche da 11 euro né le marche integratrici della differenza di 67 centesimi di euro;
la questione si ripropone in ogni circostanza analoga facendo sempre più rinvigorire l'irritazione dei cittadini e dei tabaccai, atteso che appare incredibile che il ministero non sia in grado di attrezzarsi di fronte ad una evenienza di tal genere;
continuano ad essere oscure, per un cittadino di buon senso, le ragioni che impediscono allo Stato di provvedere alla stampa delle marche con il nuovo valore (o delle marche integratrici) sì da coordinare l'entrata in vigore dell'aumento con l'effettiva distribuzione, ai tabaccai ed agli uffici, delle nuove marche;
gravissimi sono i disagi e giustificatissime le lamentele che una tale situazione crea, lasciando letteralmente sbigottiti i cittadini che, sempre, in circostanze analoghe hanno avuto la disperante sensazione di uno Stato incapace persino di gestirsi in modo serio gli aumenti che esso stesso dispone e che dunque potrebbero essere programmati con la preventiva consapevolezza dei tempi necessari per la stampa e per la distribuzione delle nuove marche da bollo o di quelle integratrici delle vecchie marche da bollo -:
quali siano le ragioni che, ad oggi, non hanno consentito di rifornire i tabaccai delle marche da 11 euro o delle marche da 67 centesimi di euro integratrici di quelle di vecchio stampo e del valore di euro 10,33;
quali siano gli ostacoli che impediscono una tale semplicissima organizzazione di coordinamento fra provvedimento legislativo di aumento ed entrata in vigore dei nuovi valori.
(4-10729)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
numerosi organi di stampa hanno più volte denunciato lo spreco di pubblico danaro da parte degli enti locali;
i cittadini, che regolarmente pagano le tasse, sono costretti ad assistere a quello che appare all'interrogante uno scandaloso e deplorevole scempio di danaro pubblico perpetrato da amministratori senza scrupolo -:
se intendano adottare iniziative normative volte ad arginare il fenomeno in questione.
(4-10742)

NESI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
autorevoli parlamentari hanno recentemente dichiarato che la somma incassata dall'azionista di «Autostrade Spa» per la vendita del dieci per cento del capitale della società stessa sarebbe superiore alla somma pagata dalla stessa famiglia Benetton allo Stato italiano per l'acquisto dell'intero pacchetto della società medesima;


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a quanto sia ammontato l'incasso reale dello Stato italiano per la cessione alla famiglia Benetton del pacchetto di controllo della società «Autostrade Spa» -:
se sia esatto quanto affermato dagli stessi parlamentari e cioè che il profitto generato dal gruppo Autostrade attraverso i pedaggi autostradali ammonterebbe a circa il venticinque per cento l'anno.
(4-10745)

NESI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle attività produttive, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
tra le misure previste dal Governo per migliorare i conti economici dello Stato è prevista una ripresa della privatizzazione di proprietà pubbliche;
tra queste ultime assume una rilevanza assoluta la partecipazione dello Stato nell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) pari al 30,33 per cento del suo capitale;
questa partecipazione costituisce tuttora il pacchetto di controllo dell'ENI;
l'ENI è una delle pochissime multinazionali italiane, il maggior gruppo energetico italiano, e uno dei maggiori operatori del mondo nel suo settore;
quindi la partecipazione dello Stato è da considerarsi strategica per qualsiasi politica economica del nostro Paese -:
quali iniziative intendano adottare i Ministri interrogati, per evitare che l'Italia perda il controllo dell'unico strumento che possiede nel settore petrolifero.
(4-10747)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
in Italia esiste una serie di molteplici enti pubblici che, a giudizio dell'interrogante, svolgono funzioni di dubbia utilità, sottraendo, conseguentemente, urgenti risorse, che potrebbero essere destinate a finalità ben più serie, così come alla realizzazione di opere pubbliche;
buona parte degli enti predetti dovrebbe pertanto, coerentemente ai principi di economicità ed efficienza cui si ispira l'azione della pubblica amministrazione, essere soppressa -:
quali siano, al riguardo, le valutazioni del Ministro interrogato e se intenda adottare iniziative, anche di natura normativa, in merito.
(4-10772)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per le politiche comunitarie. - Per sapere - premesso che:
è noto che in Italia non si era abituati a dare valore alla moneta metallica, con il risultato che, a seguito dell'introduzione dell'euro, si è registrato un fenomeno di generale sottovalutazione della reale consistenza delle monete da 1 e da 2 euro;
sarebbe pertanto utile mettere in circolazione banconote da 1 e da 2 euro -:
se intendano adoperarsi in sede europea affinché si proceda con la dovuta celerità alla sostituzione dell'euro metallico con quello cartaceo.
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LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
molto spesso lo stato finanzia la produzione di film che, a giudizio dell'interrogate, sono di dubbia e/o scarsa qualità artistica;
in realtà le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate a finalità ben più serie, anziché al sostegno dell'industria, cinematografica -:
quali siano al riguardo le valutazioni dei ministri interrogati e se intendano assumere iniziative in merito.
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LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere quale sia stato il costo complessivo degli ammortizzatori sociali (come, ad esempio, la cassa integrazione), di cui ha beneficiato l'azienda Fiat negli ultimi tre anni.
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