Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-05711
presentata da NICHI VENDOLA
mercoledì 12 marzo 2003 nella seduta n.279
VENDOLA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
da notizie giornalistiche è emerso che, nell'ambito del processo in corso di celebrazione presso il tribunale di Catania a carico dell'ex sostituto procuratore nazionale antimafia, dottor Giovanni Lembo, il collaboratore di giustizia Carmelo Ferrara nel 1995, all'inizio della sua collaborazione, avrebbe riferito al procuratore aggiunto presso la procura della Repubblica di Messina dottore Pietro Vaccara, che il dottor Lembo era coinvolto nel ferimento dell'avvocato Francesco Ricciardi, commesso in data 21 luglio 1991;
tali dichiarazioni il dottor Pietro Vaccara non le avrebbe mai verbalizzate e né, tanto meno, le avrebbe mai segnalate al magistrato competente;
nel corso di una telefonata tra il collaboratore di giustizia, Carmelo Ferrara ed il dottor Pietro Vaccara, avvenuta il 17 settembre 1998 (interamente registrata e prodotta al giudice nel corso del succitato processo presso il tribunale di Catania, e il cui contenuto è parzialmente riportato dal quotidiano La Stampa del 24 febbraio 2003), il dottor Pietro Vaccara avrebbe invitato il collaboratore di giustizia a non fare nomi per telefono e l'avrebbe sollecitato a «dimenticare» quell'incontro nel corso del quale aveva accennato al dottor Giovanni Lembo quale mandante del ferimento dell'avvocato Francesco Ricciardi, e l'avrebbe altresì avvertito che se avesse parlato di quei fatti la sua collaborazione sarebbe stata compromessa;
ildottor Pietro Vaccara, deponendo avanti ai magistrati catanesi, come risulta dal verbale del 26 marzo 1998, non ha riferito tale fatto nel quale il dottor Giovanni Lembo sarebbe stato coinvolto;
ildottor Pietro Vaccara è ancora attualmente procuratore aggiunto presso il tribunale di Messina;
in tale veste ilgiorno successivo alla pubblicazione della notizia sul quotidiano La Stampa, nel corso di un'intervista, il dottor Pietro Vaccara ha affermato di non ricordare assolutamente la telefonata e, comunque, di attenderne la trascrizione ufficiale (si veda il quotidiano La Sicilia del 25 febbraio 2003);
detto magistrato in passato è stato condannato dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura per avere effettuato pressioni su un magistrato di altro distretto giudiziario (procura della Repubblica di Catania), che era assegnatario di un fascicolo processuale che lo riguardava (si veda il provvedimento del Consiglio superiore della magistratura del 7 giugno 2002) -:
se il Ministro intenda promuovere presso il Consiglio superiore della magistratura l'azione disciplinare in ordine al comportamento tenuto dal dottor Pietro Vaccara;
se ritenga inoltre di dovere sollecitare al Consiglio Superiore della Magistratura i provvedimenti di cui all'articolo 2 regio decreto-legge del 3l maggio 1946, n. 511 per avere il dottor Pietro Vaccara, dapprima nel 1995 non verbalizzato una rilevante notitia criminis (quale l'indicazione del mandante del tentato omicidio dell'avvocato Francesco Ricciardi nella persona del dottor Giovanni Lembo, importante magistrato della Procura Nazionale Antimafia) e, successivamente nel 1998, per avere avvertito Carmelo Ferrara che se avesse parlato dei fatti riferitigli la sua collaborazione sarebbe stata compromessa e per avere dunque, il dottor Pietro Vaccara, posto in essere una attività finalizzata ad intralciare l'azione giudiziaria, per aver compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario, per aver assunto comportamenti non improntati alla dovuta correttezza: comportamenti che hanno inciso sulla sua credibilità e che, considerata la risonanza pubblica che la vicenda ha avuto non gli permettono nella sede occupata di amministrare giustizia con il necessario prestigio di cui un magistrato deve sempre godere. (4-05711)