a rilasciare l'autorizzazione ai dottori Perduca, Piacente e Vaudano a rivestire nell'Olaf gli incarichi per i quali hanno vinto un regolare concorso europeo.
a confermare il diniego all'autorizzazione da concedersi ai magistrati Vaudano, Piacente e Perduca per l'assunzione di incarichi presso l'Olaf;
premesso che:
il 29 aprile 1999 la Commissione europea ha adottato la decisione di istituire l'Ufficio per la lotta antifrode (Olaf);
nel dicembre 1999 il Consiglio ed il Parlamento europeo hanno deciso il potenziamento di tale ufficio assegnando 75 nuovi posti;
a seguito di selezione pubblica a livello comunitario per titoli e colloquio sono risultati primi vincitori il dottor Perduca nella posizione di direttore delle operazioni ed investigazioni, nonché i dottori Piacente e Vaudano nella posizione di agenti temporanei nel campo della legislazione penale;
giova sottolineare che per il primo posto erano state inviate all'Olaf sedici candidature provenienti da sedici Paesi membri e per gli altri due posti, centosettantotto candidature delle quali cinquantatrè italiane;
le predette nomine sono state inopinatamente bloccate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con una nota diretta al Consiglio superiore della magistratura con la quale si nega l'autorizzazione a lavorare all'estero al dottor Vaudano e si revocano le autorizzazioni già concesse ai dottori Piacente e Perduca, e ciò al fine di impedire all'organo di autogoverno della magistratura il collocamento in aspettativa dei magistrati interessati alle nomine;
il direttore generale dell'Olaf, Franz Herman Bruener, in una dettagliata nota pubblica ha chiesto di poter «disporre nel più breve tempo possibile dei dottori Perduca e Vaudano» e di poter «continuare ad avvalersi del servizio prestato dal dottor Piacente», selezionati «sulla base delle valutazioni delle competenze professionali, linguistiche e dell'esperienza inquirente anche in campo internazionale posseduta dai "candidati"»;
tutti gli Stati membri, ad eccezione dell'Italia, hanno autorizzato l'assunzione presso l'Olaf di tutti i magistrati prescelti dell'Ufficio;
sulla regolarità delle procedure di selezione è pubblicamente intervenuto il direttore generale dell'Olaf Bruener, che ha dichiarato «...l'ufficio non può ... accettare istruzioni da alcun Governo, istituzione, organo o organismo» nell'adempimento delle «procedure di reclutamento o di nomina dei dirigenti o funzionari dell'ufficio»;
ne consegue che l'iniziativa promossa dal Governo al fine di impedire ai vincitori selezionati sulla base del bando comunitario di assumere ovvero di continuare a svolgere le loro funzioni presso l'Olaf concretizza uno strappo alle regole comunitarie che contribuisce ulteriormente a porre il nostro Paese al di fuori dell'Unione europea;
il nostro Paese perderebbe una validissima rappresentanza in uno degli organismi più impegnati nella lotta alla corruzione e alla frode;
(1-00043)
«Violante, Castagnetti, Boato, Rizzo, Intini, Pecoraro Scanio, Brugger, Monaco, Loiero, Boccia, Molinari, Bonito, Finocchiaro, Roberto Barbieri, Calzolaio, Innocenti, Magnolfi, Montecchi, Ruzzante, Kessler».
(21 gennaio 2002)
premesso che:
è apparsa sul quotidiano nazionale Il Messaggero in data 21 novembre 2001 e sul quotidiano La Repubblica del 22 novembre 2001 la notizia secondo cui vi sarebbero state delle irregolarità nell'assunzione dei magistrati presso l'Ufficio per la lotta antifrode (Olaf) di Bruxelles;
è stato denunciato il ritrovamento di un carteggio riservato intercorso tra il Ministro della giustizia pro tempore Piero Fassino ed altri soggetti, mirante a caldeggiare la designazione del dottor Alberto Perduca come direttore delle investigazioni e delle operazioni presso l'Olaf;
non vi è stata la realizzazione di una graduatoria di merito tra i magistrati dichiarati idonei al concorso per l'Olaf;
il Consiglio superiore della magistratura (seconda commissione e sede plenaria) ha deciso di confermare la «messa fuori ruolo» dei magistrati Alberto Perduca, Nicola Piacente e Mario Vaudano, pur a fronte del ritrovamento dei documenti predetti;
l'ufficio legislativo del ministero della giustizia, interessato direttamente dal Ministro Roberto Castelli, suffragava con proprio parere motivato le manifeste perplessità rispetto al presunto concorso Olaf, evidenziando che la natura delle funzioni indicate nella richiesta di candidature diffusa dalla Commissione europea sembra descrivere un'attività prevalentemente amministrativa e di indagine;
l'Olaf è diretta espressione della Commissione europea e quindi del Governo dell'Unione europea; per questo motivo è da ritenersi inopportuno che magistrati italiani, la cui indipendenza è nel nostro sistema garantita a livello costituzionale, possano essere autorizzati a prestare attività lavorativa in un organismo direttamente dipendente da un organo politico;
a vigilare affinché la scelta dei rappresentanti italiani presso l' Olaf sia effettuata in modo trasparente e corretto, secondo criteri di merito, di competenza e di professionalità;
ad attivarsi affinché, nella scelta di soggetti da inviare presso l'Olaf, si privilegino figure professionali maggiormente indicate a svolgere attività investigative e di intelligence.
(1-00046)
«Cicchitto, Fragalà, Tanzilli, Lussana, Bertolini, Bertucci, Antonio Leone, Saponara, Baiamonte, Gianfranco Conte, Vitali, Paniz, Gazzara, Delmastro delle Vedove, Lo Presti, Catanoso, Gironda Veraldi».
(24 gennaio 2002)