TESTO AGGIORNATO AL 9 GENNAIO 2001
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delle risorse destinate ai comuni colpiti tenendo conto dei danni effettivamente subiti;
l'ultima Relazione annuale al Parlamento del ministero dell'interno sull'attività delle forze di polizia e sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica nel territorio nazionale afferma, con riferimento alla criminalità nelle singole regioni, che: anche nel cuneese, le tipologie criminose rientranti nell'alveo dei delitti contro il patrimonio sono legate, essenzialmente alla diffusione delle tossicodipendenza ed alla presenza, sempre più numerosa, di stranieri irregolari, provenienti specialmente dalla provincia di Torino come pure dal confinante territorio francese; in particolare agli irregolari è attribuita buona parte delle manifestazioni di criminalità diffusa;
per arginare un'ulteriore diffusione e radicamento di forme delinquenziali è stato coinvolto il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica;
recentemente si è assistito ad un gravissimo episodio di violenza, ultimo di una lunga serie di episodi analoghi, compiuto da un gruppo di albanesi contro un abitante del comune di Saluzzo;
le attività criminose si concretizzano spesso in azioni improvvise ed imprevedibili che preoccupano fortemente la comunità locale, la quale ovviamente chiede spiegazioni alle autorità locali sulla ragione per la quale tali soggetti non sono stati ancora allontanati dal territorio comunale;
a Saluzzo è presente un centro di accoglienza per stranieri della Caritas;
per quanto concerne i fatti di Saluzzo, se vi siano impedimenti tecnici, anche di natura legislativa, che non permettono alle forze dell'ordine di operare in maniera efficace contro il diffondersi di queste forme delinquenziali;
se siano state predisposte iniziative volte ad allontanare dal territorio comunale questi soggetti, ovvero quale indirizzo la questura competente intenda adottare in materia di concessione/rinnovo del permesso di soggiorno; se siano presenti, ed in qual numero, nel territorio del comune di Saluzzo cittadini stranieri che siano stati o segnalati o arrestati, o processati, o abbiano subito condanne;
se la questura abbia operato controlli al fine di verificare se ai servizi offerti dalla Caritas vi accedano cittadini stranieri irregolari o con precedenti a carico.
(3-06721)
nel corso della manifestazione promossa contro la visita in Vaticano di Haider, svoltasi nel pomeriggio di sabato 16 dicembre 2000 a Roma, il giornalista Luca Lippera, incaricato di seguire la manifestazione su incarico de «Il Messaggero», è stato vittima di una ingiustificata aggressione da parte di agenti delle forze dell'ordine;
in particolare, due agenti del reparto Celere hanno aggredito verbalmente e successivamente colpito con violenza il giornalista nonostante quest'ultimo avesse esibito la tessera professionale ed avesse chiarito che la sua presenza sul posto era giustificata dall'espletamento di un pubblico servizio;
soccorso presso l'ospedale Santo Spirito, Luca Lippera è stato dimesso, dopo le cure del caso, con otto giorni di prognosi, salvo complicazioni conseguenti al trauma subìto -:
quale sia la versione dell'increscioso episodio accreditata dai vertici delle Forze dell'ordine;
quale sia la valutazione del Governo sull'atteggiamento assunto nella circostanza dagli agenti del reparto Celere, atteggiamento peraltro non conforme alla consueta cautela e correttezza alla quale si ispirano i reparti specializzati di polizia;
se non ritenga di assumere le opportune iniziative, nell'ambito della propria competenza, affinché siano individuati e perseguiti i responsabili dell'increscioso episodio.
(3-06729)
nei giorni scorsi presso la sede municipale di Crosia (Cosenza) si è svolta una assemblea dei sindaci e degli amministratori dei comuni della provincia di Cosenza colpiti dall'alluvione del 9-10 settembre e degli inizi di ottobre 2000;
i sindaci e gli amministratori presenti, in rappresentanza della quasi totalità dei comuni colpiti, ed i rappresentanti dell'amministrazione provinciale di Cosenza, hanno espresso una argomentata, ferma e decisa valutazione negativa sul programma di interventi di ripristino delle infrastrutture predisposto dalla giunta regionale della Calabria;
in particolare sono stati denunciati:
a) il mancato rispetto da parte della giunta regionale dei contenuti dell'ordinanza n. 3081 del ministero della protezione civile;
b) la utilizzazione delle risorse destinate alla Calabria in molti casi prescindendo dalla entità dei danni effettivamente subiti dai diversi comuni e verificabili anche sulla base delle relazioni redatte dalle strutture dello Stato (vigili del fuoco - Protezione Civile) intervenute nella fase dell'emergenza con riconosciuta solerzia e spirito di servizio e dagli uffici della regione (genio civile);
c) la mancata definizione delle priorità e di criteri oggettivi per la formulazione di un programma di interventi tali da impegnare le risorse finanziarie destinate a far fronte ai danni provocati dagli eventi alluvionali;
la stessa amministrazione provinciale di Cosenza cui l'ordinanza ministeriale attribuisce un ruolo importante e chiaramente definito nella predisposizione del programma di interventi, ha espresso pubblico e formale dissenso nei confronti della giunta regionale calabrese per il mancato rispetto delle procedure e per il merito del programma predisposto -:
quali iniziative intenda assumere per garantire il rispetto dell'ordinanza ministeriale emanata a seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito la Calabria nello scorso autunno e soprattutto per consentire una trasparente utilizzazione
se non ritenga di dover chiedere alla giunta regionale della Calabria di ritirare il programma di interventi formulato senza alcuna intesa con l'amministrazione provinciale di Cosenza e provocando le proteste dei comuni colpiti e comunque di non procedere alla presa d'atto dello stesso.
(5-08661)
ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del decreto legge 29 dicembre 1995, n. 560, convertito dalla legge 26 febbraio 1996, n. 74, i beni mobili ed immobili dello Stato, ivi compresi quelli del ministero della difesa, divenuti obsoleti o non utilizzati, possono essere assegnati, a titolo gratuito, alle associazioni di volontariato che svolgano attività di protezione civile;
la suddetta norma risulta finora disapplicata poiché non è stato ancora emanato il decreto previsto dal successivo comma 3 del citato articolo 14, che dovrà definire imateriali non utilizzati e le modalità per la loro cessione alle organizzazioni volontarie di protezione civile -:
quali siano i motivi per i quali il decreto in questione non sia stato ancora emanato.
(4-33208)