Allegato B
Seduta n. 831 del 21/12/2000

TESTO AGGIORNATO AL 9 GENNAIO 2001


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INTERNO

Interrogazioni a risposta orale:

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'ultima Relazione annuale al Parlamento del ministero dell'interno sull'attività delle forze di polizia e sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica nel territorio nazionale afferma, con riferimento alla criminalità nelle singole regioni, che: anche nel cuneese, le tipologie criminose rientranti nell'alveo dei delitti contro il patrimonio sono legate, essenzialmente alla diffusione delle tossicodipendenza ed alla presenza, sempre più numerosa, di stranieri irregolari, provenienti specialmente dalla provincia di Torino come pure dal confinante territorio francese; in particolare agli irregolari è attribuita buona parte delle manifestazioni di criminalità diffusa;
per arginare un'ulteriore diffusione e radicamento di forme delinquenziali è stato coinvolto il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica;
recentemente si è assistito ad un gravissimo episodio di violenza, ultimo di una lunga serie di episodi analoghi, compiuto da un gruppo di albanesi contro un abitante del comune di Saluzzo;
le attività criminose si concretizzano spesso in azioni improvvise ed imprevedibili che preoccupano fortemente la comunità locale, la quale ovviamente chiede spiegazioni alle autorità locali sulla ragione per la quale tali soggetti non sono stati ancora allontanati dal territorio comunale;
a Saluzzo è presente un centro di accoglienza per stranieri della Caritas;
per quanto concerne i fatti di Saluzzo, se vi siano impedimenti tecnici, anche di natura legislativa, che non permettono alle forze dell'ordine di operare in maniera efficace contro il diffondersi di queste forme delinquenziali;
se siano state predisposte iniziative volte ad allontanare dal territorio comunale questi soggetti, ovvero quale indirizzo la questura competente intenda adottare in materia di concessione/rinnovo del permesso di soggiorno; se siano presenti, ed in qual numero, nel territorio del comune di Saluzzo cittadini stranieri che siano stati o segnalati o arrestati, o processati, o abbiano subito condanne;
se la questura abbia operato controlli al fine di verificare se ai servizi offerti dalla Caritas vi accedano cittadini stranieri irregolari o con precedenti a carico.
(3-06721)


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SIMEONE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel corso della manifestazione promossa contro la visita in Vaticano di Haider, svoltasi nel pomeriggio di sabato 16 dicembre 2000 a Roma, il giornalista Luca Lippera, incaricato di seguire la manifestazione su incarico de «Il Messaggero», è stato vittima di una ingiustificata aggressione da parte di agenti delle forze dell'ordine;
in particolare, due agenti del reparto Celere hanno aggredito verbalmente e successivamente colpito con violenza il giornalista nonostante quest'ultimo avesse esibito la tessera professionale ed avesse chiarito che la sua presenza sul posto era giustificata dall'espletamento di un pubblico servizio;
soccorso presso l'ospedale Santo Spirito, Luca Lippera è stato dimesso, dopo le cure del caso, con otto giorni di prognosi, salvo complicazioni conseguenti al trauma subìto -:
quale sia la versione dell'increscioso episodio accreditata dai vertici delle Forze dell'ordine;
quale sia la valutazione del Governo sull'atteggiamento assunto nella circostanza dagli agenti del reparto Celere, atteggiamento peraltro non conforme alla consueta cautela e correttezza alla quale si ispirano i reparti specializzati di polizia;
se non ritenga di assumere le opportune iniziative, nell'ambito della propria competenza, affinché siano individuati e perseguiti i responsabili dell'increscioso episodio.
(3-06729)

Interrogazione a risposta in Commissione:

OLIVERIO, BRANCATI, BRUNETTI, LAMACCHIA e PALMA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi presso la sede municipale di Crosia (Cosenza) si è svolta una assemblea dei sindaci e degli amministratori dei comuni della provincia di Cosenza colpiti dall'alluvione del 9-10 settembre e degli inizi di ottobre 2000;
i sindaci e gli amministratori presenti, in rappresentanza della quasi totalità dei comuni colpiti, ed i rappresentanti dell'amministrazione provinciale di Cosenza, hanno espresso una argomentata, ferma e decisa valutazione negativa sul programma di interventi di ripristino delle infrastrutture predisposto dalla giunta regionale della Calabria;
in particolare sono stati denunciati:
a) il mancato rispetto da parte della giunta regionale dei contenuti dell'ordinanza n. 3081 del ministero della protezione civile;
b) la utilizzazione delle risorse destinate alla Calabria in molti casi prescindendo dalla entità dei danni effettivamente subiti dai diversi comuni e verificabili anche sulla base delle relazioni redatte dalle strutture dello Stato (vigili del fuoco - Protezione Civile) intervenute nella fase dell'emergenza con riconosciuta solerzia e spirito di servizio e dagli uffici della regione (genio civile);
c) la mancata definizione delle priorità e di criteri oggettivi per la formulazione di un programma di interventi tali da impegnare le risorse finanziarie destinate a far fronte ai danni provocati dagli eventi alluvionali;
la stessa amministrazione provinciale di Cosenza cui l'ordinanza ministeriale attribuisce un ruolo importante e chiaramente definito nella predisposizione del programma di interventi, ha espresso pubblico e formale dissenso nei confronti della giunta regionale calabrese per il mancato rispetto delle procedure e per il merito del programma predisposto -:
quali iniziative intenda assumere per garantire il rispetto dell'ordinanza ministeriale emanata a seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito la Calabria nello scorso autunno e soprattutto per consentire una trasparente utilizzazione


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delle risorse destinate ai comuni colpiti tenendo conto dei danni effettivamente subiti;
se non ritenga di dover chiedere alla giunta regionale della Calabria di ritirare il programma di interventi formulato senza alcuna intesa con l'amministrazione provinciale di Cosenza e provocando le proteste dei comuni colpiti e comunque di non procedere alla presa d'atto dello stesso.
(5-08661)

Interrogazioni a risposta scritta:

BASTIANONI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del decreto legge 29 dicembre 1995, n. 560, convertito dalla legge 26 febbraio 1996, n. 74, i beni mobili ed immobili dello Stato, ivi compresi quelli del ministero della difesa, divenuti obsoleti o non utilizzati, possono essere assegnati, a titolo gratuito, alle associazioni di volontariato che svolgano attività di protezione civile;
la suddetta norma risulta finora disapplicata poiché non è stato ancora emanato il decreto previsto dal successivo comma 3 del citato articolo 14, che dovrà definire imateriali non utilizzati e le modalità per la loro cessione alle organizzazioni volontarie di protezione civile -:
quali siano i motivi per i quali il decreto in questione non sia stato ancora emanato.
(4-33208)

CENTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
da diversi decenni l'ex tessile di Catraro si trova in una grave crisi economico-produttiva con conseguenti riflessi occupazionali;
malgrado i continui interventi finanziari pubblici a sostegno di un suo rilancio, la situazione di crisi non è stata più superata, gli ammortizzatori sociali hanno funzionato solo come palliativo al bisogno occupazionale per la debole economia locale senza creare alcun possibile e reale sviluppo economico;
i lavoratori enormemente ridotti di numero, solo un centinaio, hanno vissuto; nell'ultimo decennio, prevalentemente di cassa integrazione e mobilità;
il ricorso continuato alla Cassa integrazione, pur alleviando momentaneamente le individuali difficoltà economiche dei lavoratori dipendenti ha mortificato e penalizzato gli stessi lavoratori;
ciò ha precluso ogni possibilità di rilancio aziendale;
per anni è mancato un serio progetto industriale tale da inserirsi positivamente nel contesto economico e garantire una sana e duratura occupazione capace di guardare al futuro producendo e garantendo ricchezza;
diversi sono stati, almeno sulla carta, i tentativi portati avanti e sostenuti dalla mano pubblica per individuare operatori industriali capaci di presentare validi progetti adeguati alla descritta situazione;
per ultimo, la finanziaria pubblica sostituitasi alle altre, l'Itainvest, ha ritenuto di considerare valide ed adeguate, a fronte di decine di miliardi, due offerte di impegno industriale avanzate da due sconosciuti operatori del settore della maglieria tessile;
a distanza di tre anni dalla firma degli accordi ed ormai prossimi alla scadenza dei contratti parasociali, nessuna delle due iniziative ha avviato la produzione di un proprio prodotto -:
quali iniziative intenda intraprendere a difesa dei lavoratori dipendenti che ormai da diversi anni non vedono realizzarsi le proprie aspettative lavorative.
(4-33209)

CANGEMI e VENDOLA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che:
la vicenda del consorzio di cooperative «La Casa nostra» rappresenta un gigantesco


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scandalo che da oltre venticinque anni è un esempio clamoroso del profondo inquinamento della vita sociale della città di Messina e dell'intera Sicilia, da parte di un sistema politico-affaristico organicamente collegato con le organizzazioni mafiose;
dal 1976, anno in cui si costituisce il consorzio di 9 cooperative per la costruzione di centinaia di alloggi in località «Ritiro Tre Monti» nel comune di Messina si mette in moto, un meccanismo perverso (ben ricostruito dal giornale «Liberazione») in cui politici e burocrati intervengono pesantemente;
ilavori per la costruzione degli alloggi vengono realizzati dall'impresa Sicis SpA di Bagheria, società direttamente riconducibile ai vertici mafiosi ed i cui beni sono stati nel 1999 posti sotto sequestro;
nel corso degli anni ottanta, mentre iniziarono le vicende giudiziarie, il commissariamento, deciso dell'assessorato regionale alla cooperazione, del consorzio rivela essere non una premessa di una stagione di trasparenza ma al contrario una nuova pagina oscura della vicenda;
particolarmente grave è la decisione dei Commissari nominati dall'Assessore lombardo di rinunciare - nonostante un ampio contenzioso - alla rescissione del contratto con la Sicis ma anzi di erogare tramite il Banco di Sicilia nel 1990 quattro miliardi all'impresa, che dopo due anni viene dichiarata fallita, proprio mentre iniziano i primi cedimenti strutturali degli alloggi;
secondo gli interroganti il ruolo del Banco di Sicilia in tutta la vicenda appare centrale e significativo di livelli dei poteri che sono intervenuti nell'affare;
una perizia promossa dalla Regione siciliana e confermata dalla protezione civile tenta di imputare ad un movimento franoso i problemi strutturali. Alcuni anni dopo una perizia del Tribunale di Messina sancisce che il dissesto è dovuto a evidenti difetti di costruzione e successivamente verranno abbattute le prime palazzine e verrà stabilito che l'intero complesso edilizio è da demolire;
circa novanta soci del consorzio, allorquando cominciarono a manifestarsi i primi cedimenti strutturali degli edifici, decisero di non firmare il contratto e di interrompere il pagamento del mutuo. Per queste ragioni, il commissario liquidatore ha dichiarato «abusivi» i novanta soci e nel marzo del 1999 ne ha messo all'asta gli alloggi;
anche la presente gestione del consorzio «La Casa Nostra» appare caratterizzata da scarsa trasparenza -:
quali iniziative si intendono assumere - anche in considerazione del censurabile comportamento degli organi regionali interessati - per salvaguardare la legalità e i diritti dei cittadini così pesantemente colpiti dall'intreccio politico-affaristico-mafioso;
se non si ritenga necessario riferire al Parlamento circa le iniziative poste in esse per fare luce sulla vicenda del Consorzio «La Casa Nostra».
(4-33224)