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DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Genova è stata scelta quale sede del prossimo vertice G8 che si terrà nel nostro Paese dal 20 al 22 luglio 2001;
la designazione del capoluogo ligure è stata, ad avviso dell'interrogante, una «concessione» improvvisa e non meditata, assunta in piena campagna elettorale per le regionali, dell'allora premier Massimo D'Alema anche per «riparare» al danno dei mancati fondi europei alle imprese genovesi e liguri non assegnati a causa sia di errori governativi sia di incapacità programmatoria della giunta regionale ligure di sinistra;
da molti anni Genova è governata da forze politiche che ne hanno impedito la trasformazione in metropoli tecnologica, turistica, culturale, dei servizi e dei commerci, poiché queste hanno sempre sostenuto che quel tipo di sviluppo avrebbe degradato Genova a «città dei pizzaioli e camerieri»;
ora inopinatamente la sinistra scopre che nell'ex Superba non si sa come e dove ospitare degnamente soprattutto i preannunciati cinquemila giornalisti, cineoperatori e fotografi che, seguendo i lavori del G8, dovrebbero indirettamente esaltare e diffondere le bellezze della città in tutto il mondo;
per contro il sindaco di Genova Giuseppe Pericu ha assicurato, non è dato sapere con quali fondi, che il comune offrirà il proprio patrocinio e relativi finanziamenti agli «aderenti alla Rete ControG8», i quali saranno ospitati a Genova con l'obiettivo dichiarato di bloccarne i lavori;
l'ampiezza e la difficoltà delle sfide che l'evento impone, prima fra tutte quella dell'accoglienza, non sembra vengano affrontate come occasione storica, unica ed irripetibile, dagli amministratori genovesi incapaci anche in questo caso di anticipare i tempi e dare valide soluzioni al problema;
secondo notizie di stampa sarebbe stata affidata una consulenza per organizzare l'accoglienza alla dottoressa Isabella Susy De Martini, peraltro senza che la stessa possa vantare esperienza e competenza nel settore e non sia chiaro quale e quanta professionalità possa esprimere alla prova dei fatti;
se non ritengano necessario ed opportuno fare tesoro di alcuni campanelli di allarme e, per non far naufragare un evento certamente storico per la città e per il Paese, affidare l'organizzazione dell'accoglienza ad istituzioni statali competenti ovvero ad esperti di comprovata esperienza in materia, in modo da dare garanzie certe di successo ai lavori e di buona accoglienza e permanenza a coloro che per motivi istituzionali e professionali saranno ospitati a Genova.
(4-33144)
a partire dalleore 8 circa di sabato 16 dicembre 2000, si sono purtroppo verificate rilevanti scosse di terremoto in una vasta zona dell'Umbria, riguardante icomuni di Narni, Stroncone, Terni, e della provincia di Rieti, in particolare il comune di Configni, ma anche altri confinanti;
si hanno notizie non precise e, per qualche aspetto, contraddittorie, sulle conseguenze e sui danni di questo sisma, che viene a colpire un'area regionale già più volte funestata, ma che comunque risulta certa la sussistenza di molte abitazioni lesionate, parecchie famiglie in situazione di emergenza per aver perduto in tutto o in parte l'agibilità della propria casa, monumenti e pubblici edifici seriamente lesionati, prospettiva di danni economici anche alle attività produttive -:
quali siano i dati oggettivi accertati, riguardo alle abitazioni lesionate e totalmente o parzialmente inagibili, e quanta parte della popolazione delle zone colpite risulti sfollata o comunque pregiudicata nelle proprie abitazioni;
quali e quante misure di soccorso e di emergenza siano state attuate, tenuto conto che la zona deve essere considerata a rischio previsto e prevedibile;
se, con riserva di ogni migliore ricognizione nelle dovute procedure, il Governo sia in grado di rendere una prima sommaria stima dei danni, e quali procedure e fonti di finanziamento intenda attivare per fronteggiare questa nuova malaugurata emergenza senza i ritardi e le incongruenze che fino ad oggi, nei casi analoghi, hanno contribuito ad aggravare danni, sofferenze e contestazioni.
(4-33152)