Allegato B
Seduta n. 826 del 14/12/2000


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TESORO, BILANCIO E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Interrogazione a risposta in Commissione:

TARGETTI e BOCCIA. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
su alcuni quotidiani liguri è recentemente apparsa la notizia che la Banca Carige, all'inizio degli anni novanta, è stata costretta a pagare una «ricca bustarella» ad esponenti della guardia di finanza a seguito di una verifica fiscale presso il Mediocredito ligure, società del gruppo bancario ligure;
l'attuale amministratore delegato della banca, ragionier Giovanni Berneschi, che allora ricopriva l'incarico di direttore generale, ha ammesso che l'idea di accedere alla richiesta dei finanzieri fu sua, motivando questo atteggiamento con l'esigenza di concludere sollecitamente l'operazione di fusione delle società del gruppo;
sempre secondo quanto riferito dalla stampa, lo stesso Berneschi ha confermato davanti ai giudici che la guardia di finanza aveva rilevato diverse irregolarità nella tenuta dei registri fiscali della società verificata;
negli anni successivi la Banca Carige ha incorporato il Mediocredito ed è stata quotata presso la Borsa di Milano -:
quali iniziative intenda assumere per fare in modo che i competenti organi di vigilanza effettuino gli adeguati controlli societari volti ad accertare la portata e gli effetti delle irregolarità fiscali rilevate;
quali provvedimenti abbia assunto, intenda assumere o promuovere nei confronti degli organi aziendali che si sarebbero resi responsabili dell'atto di corruzione e che avrebbero anche occultato al collegio sindacale il meccanismo extracontabile e il danno patrimoniale provocato all'azienda.
(5-08638)

Interrogazioni a risposta scritta:

BORGHEZIO. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
tutta la stampa economica ha riportato con grande evidenza la notizia del fatto che la Elliott Associates, attiva nella gestione dei fondi comuni di investimento internazionali, ha presentato un esposto alla Consob, nel quale si accusa la Telecom di non aver correttamente adempito alla delibera assembleare del 14 gennaio 2000 ed al prospetto Opa - Telecom del 22 aprile 1999 in merito all'impegno di acquisto del 34 per cento delle azioni di risparmio -:
se il Governo non ritenga che da tale iniziativa ne consegua una grave perdita di immagine per la Telecom, che rappresenta uno dei titoli-guida nel settore strategico delle tlc;
come il Governo valuti, in particolare, il fatto che, in assenza di altri interventi, siano dovuti intervenire gli stessi investitori istituzionali internazionali per far rilevare macroscopiche irregolarità ed inadempienze da parte di un gruppo, che ha sollecitato e continua a sollecitare l'investimento dei piccoli azionisti, ciò anche alla luce delle note vicende dell'Opa-Colaninno su Telecom, notoriamente appoggiata dall'attuale maggioranza di Governo;
come il Governo intenda infine comportarsi in merito alla cessione dell'ultimo pacchetto di Telecom in suo possesso.
(4-33098)


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MAZZOCCHI. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato avrebbe sottoscritto con l'Agenzia Generale Unipol e Unisalute una polizza assicurativa, relativa ad un piano di assistenza sanitaria e riguardante tutti i dipendenti;
detta polizza sarebbe a carico completo dei dipendenti;
l'importo annuale sarebbe trattenuto da migliorie contrattuali che i lavoratori dell'Ipzs avrebbero conquistato con l'ultimo contratto Ccnl.;
non sarebbero state consultate le organizzazioni dei lavoratori per tale decisione;
l'agenzia assicurativa prescelta, nel proprio consiglio di Amministrazione, ha la quasi totalità di consiglieri rappresentati del sindacato Uil e, tra gli altri, un ex consigliere di amministrazione dell'Ipzs -:
se il Ministro del tesoro non ritenga opportuno controllare se l'Ipzs abbia interpellato altre società assicurative e quali procedure abbia adottato per assegnare la suddetta polizza di assicurazione ad una agenzia generale dell'Unipol così fortemente politicizzata;
se ai lavoratori dell'Ipzs sia legittimo imporre, a proprie spese, una polizza assicurativa con una procedura che, in netto contrasto con l'orientamento politico espresso dalla totalità delle forze politiche, tutte le polizze previdenziali a favore dei lavoratori, vengano sottoposte all'obbligo di sottoscrizione ma, altresì, alla facoltà di scegliere una propria società assicurativa.
(4-33106)

ALOI. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
è ricorrente il caso di persone titolari di pensioni di reversibilità che si vedono ridotto il trattamento pensionistico, quando non addirittura sospeso, in base a quanto disposto dalla legge n. 391 del 1984 e dall'articolo 1, comma 41, della legge n. 335 del 1995 -:
se sia compatibile con il diritto alla pensione e con la relativa certezza di tale emolumento la riduzione o la sospensione operata, secondo i casi sulla base della citata normativa:
per quali motivi i detti provvedimenti riduttivi o sospensivi intervengano nel corso del trattamento pensionistico, procurando seri contraccolpi economici a chi conta già sulla percezione di un reddito già determinato e sicuro;
quali misure intenda predisporre affinché sia modificata una legislazione a questo punto tanto più discutibile ed iniqua quanto più venga applicata dopo diversi anni dall'inizio dell'erogazione della pensione di reversibilità, sulla cui entità i beneficiari avranno già cominciato a contare e, di conseguenza, ad improntare la dinamica finanziaria familiare.
(4-33111)

CUTRUFO. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
già nell'ottobre 2000 il presidente della Telecom Roberto Colannino annunciò che avrebbe richiesto l'aumento del canone, da lui definito uno dei più bassi d'Europa, ottenendo una secca risposta dai sottosegretari alle comunicazioni Michele Lauria e Vincenzo Vita che la definirono, rispettivamente, «abbastanza prematura» e «senza senso»;
nonostante le ripetute proteste e qualche formale diffida, le associazioni di consumatori hanno stimato che l'aumento dell'8,5 per cento del canone Telecom avrebbe causato per 21 milioni di famiglie italiane un aggravio di 352,8 miliardi di lire nella loro bolletta telefonica;
in un regime di libera concorrenza la richiesta della Telecom appare del tutto inaccettabile e reintroduce forme di monopolio che avvantaggiano, in barba alla


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libera concorrenza, una sola compagnia telefonica, penalizzando altri operatori, i quali, sempre nell'ottobre scorso, in una lettera inviata all'Autority, sottolinearono la debolezza della richiesta sia sotto il profilo dell'analisi concorrenziale che sotto quello della tutela dell'utenza;
l'annunciato aumento del canone Telecom, approvato da una risicatissima maggioranza dei componenti dell'Autority per le telecomunicazioni (5 membri contro 4), ha già provocato il 13 dicembre 2000 numerosi ricorsi all'autorità giudiziaria competente ad opera di diverse associazioni di consumatori -:
quali provvedimenti intenda adottare il Governo per porre fine a questa strana condizione di privilegio che continua a godere la Telecom in un mercato della comunicazione che tutti, a parole, considerano già liberalizzato e in sintonia con le legislazioni antitrust dei paesi dell'Unione europea e del Nord-America;
quali iniziative, inoltre, intenda promuovere il Governo per verificare se la Telecom, approfittando del suo passato ruolo di monopolista, non continui ad abusare di tale posizione dominante e non danneggi ulteriormente i suoi utenti che vedono così riversare nelle loro bollette il deficit di circa 4 mila miliardi che la società stessa ha pubblicamente dichiarato.
(4-33114)