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portellone posteriore dell'automezzo, aprendolo, è precipitata sulla strada e, solo per un miracolo, non è stata travolta dalle automobili di passaggio, su di una strada caratterizzata da un intensissimo traffico, in tutte le ore;
per la salute, l'introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi, la ricettazione e l'esercizio abusivo della professione;
risulta all'interrogante che il ministero della sanità francese sia in procinto di impartire direttive alle strutture sanitarie, sulla base di indicazioni ricevute dall'associazione francese degli emofilici, imponendo l'impiego di fattori emocoagulativi di tecnologia ricombinante in sostituzione di prodotti d'origine plasmatica;
tali disposizioni sarebbero da adottarsi al fine di evitare casi di Bse da impiego terapeutico di farmaci plasmatici e prevenire situazioni critiche quali quelle verificatesi negli anni ottanta relative alle infezioni da virus Hiv e da epatite C e B;
il Ministero della sanità francese avrebbe in animo di imporre alle strutture sanitarie interessate di prescegliere i prodotti derivanti da tecnologia ricombinante -:
quali disposizioni ritenga di dover emanare, e in quali tempi, al fine di evitare che pazienti ignari vengano contaminati dal prione della Bse a seguito della somministrazione di fattori della coagulazione di derivazione plasmatica;
quali strategie intenda mettere in essere e quali risorse rendere disponibili al fine di assicurare all'Italia sufficienti disponibilità di farmaci ricombinanti.
(3-06705)
lunedì 11 dicembre 2000 a Napoli, il signor Carmine Ardito veniva trasferito in un'autoambulanza dalla clinica privata Villa Russo all'ospedale Cardarelli, attese le sue gravi condizioni di salute;
durante il tragitto, la lettiga, che avrebbe dovuto essere fissata su dei binari, si sarebbe sganciata e, dopo aver urtato il
dagli accertamenti svolti sarebbe emerso che l'autoambulanza era in pessime condizioni d'uso;
alcune agenzie di stampa hanno addirittura informato che l'automezzo era privo di autorizzazione, non era in regola con l'assicurazione e non era stato sottoposto a revisione;
l'autorità di polizia giudiziaria operante avrebbe denunciato per omicidio colposo, atteso il più che probabile nesso di causalità fra l'incidente e la morte del povero Ardito, avvenuta a circa mezz'ora di distanza dal ricovero, la società proprietaria dell'ambulanza;
nel contesto di tali indagini, sarebbero state rilevate gravi anomalie nell'utilizzo delle autoambulanze negli ospedali della città di Napoli; tant'é che il dipartimento d'igiene e prevenzione del comune di Napoli avrebbe disposto una verifica dei registri, per accertare la regolarità della posizione di tutti gli istituti privati che operano in tale settore;
infine, l'incidente non sarebbe stato segnalato dagli addetti all'ambulanza, all'atto dell'arrivo presso l'ospedale Cardarelli, bensì da una pattuglia di vigili urbani ed in un momento successivo -:
se non sia urgente e necessario assumere tutte le più opportune iniziative per sollecitare gli enti preposti a verificare la funzionalità di un settore così importante nel «pianeta sanità»;
se, in particolare, non sia utile uno screening sullo stato di manutenzione degli automezzi usati per il trasporto dei malati, posto che le segnalazioni diffuse sulla stampa farebbero registrare una serie di gravi anomalie che comporterebbero pesanti responsabilità, quantomeno a livello di omissione di controllo;
se non sia il caso di prospettare agli enti responsabili, ove mai dovessero risultare veritieri i fatti esposti in narrativa, l'opportunità di rivedere le convenzioni con le società private e, eventualmente, procedere ad una nuova regolamentazione nel settore, sì da rendere almeno un po' più civile il servizio sanità, specie in una città, Napoli, dove lo Stato sembra latitare.
(3-06706)
la mega operazione antidoping che nella giornata del 12 dicembre 2000 ha portato all'arresto di 40 persone, ha toccato anche la regione Veneto e la provincia di Verona;
durante l'operazione condotta da carabinieri del Nas sono state compiute circa 200 perquisizioni, sequestrate migliaia di confenzioni di farmaci con un totale di 130 indagati per varie ipotesi di reato compresi l'associazione per delinquere;
un numero così alto di indagati per smercio di prodotti dopanti non si era mai registrato nel nostro paese;
il traffico illecito di sostanze dopanti è partito dai titolari di tre palestre di Modena e Bologna;
le perquisizioni per traffico di anabolizzanti hanno taccato anche il veronese dove a S. Martino Buon Albergo sono stati arrestati un buttafuori e la sua compagna perché trovati in possesso di prodotti proibiti;
un commercio clandestino di ormoni della crescita e di steroidi anabolizzanti era già stato scoperto a Verona nel luglio scorso;
i reati ipotizzati sono l'adulterazione e contraffazione di medicinali, la somministrazione di medicinali in modo pericoloso
reati gravissimi soprattutto se rapportati agli indagati gestori e titolari di palestre che teoricamente dovrebbero tutelare la salute ed il benessere fisico dei suoi frequentatori;
le sostanze illecite vengono smerciate anche nelle discoteche già troppo spesso implicate nello spaccio di ecstasy;
pur apprezzando lo sforzo delle forze dell'ordine i fatti risultano molto gravi anche alla luce dell'approvazione avvenuta in Parlamento per la legge antidoping nel luglio scorso;
esiste il rischio che la somministrazione di sostanze dopanti sia stata effettuata anche nei confronti di persone minorenni, fatto che oltre a minare gravamente la salute dei giovani, determina un inasprimento delle sanzioni penali nei confronti dei responsabili -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo per accelerare la definitiva operatività della commissione di controllo antidoping e se non ritenga opportuno il Governo inviare a Verona alcuni ispettori per verificare la reale dimensione della problematica ed avviare tutte le iniziative in accordo con le Ulss locali volte alla prevenzione ed alla repressione del grave fenomeno troppo spesso sottovalutato.
(5-08637)
alla fine degli anni ottanta, con la chiusura del locale ospedale, e successivamente con l'eliminazione anche del pronto soccorso, venne istituito in Monte San Savino (Arezzo) il servizio Met (medico per le emergenze territoriali);
detto Met, costituito da un'autoambulanza con infermiere e medico a bordo di stanza presso i locali dell'ex-ospedale, si proponeva di garantire una rapida gestione delle emergenze sanitarie sul territorio comunale durante tutto l'arco della giornata in tutti i giorni dell'anno;
nel 1999 la Asl di Arezzo per problemi di natura economica ha deciso di sopprimere il servizio Met in due comuni della provincia, che in base a statistiche, tutt'altro che attendibili, saranno quelli di Subbiano e di Monte San Savino;
attualmente il servizio Met, copre il territorio di Monte San Savino dalle ore 7 alle ore 22 di tutti i giorni feriali ed è sempre garantito durante i giorni festivi -:
quali accorgimenti si intendano adottare in modo da garantire al territorio di Monte San Savino la necessaria tempestività dei soccorsi sanitari, visto che l'attuale utilizzo del servizio Met, comporta l'uso di questo mezzo anche da parte del servizio 118 aretino, con la conseguente assenza del soccorso immediato, in caso di prestazioni extra-territoriali dell'ambulanza, anche alla luce di recenti, tragici fatti di cronaca che hanno visto la morte di due cittadini di Monte San Savino, per il soccorso dei quali, l'ambulanza, proveniente da altre realtà territoriali ha impiegato un tempo di circa 45 minuti per giungere sul posto.
(4-33089)
lo statuto della Croce Rossa Italiana prevede la possibilità di stipulare convenzioni per il servizio sanitario con enti ferroviari, portuali ed aeroportuali -:
come si spiega la mancata partecipazione della Cri alla gara d'appalto indetta dagli Aeroporti di Roma per la copertura del Servizio sanitario presso lo scalo di Fiumicino;
quali siano i criteri che ispirano la partecipazione o meno a gare d'appalto per la fornitura dei servizi di cui sopra.
(4-33103)
recentemente il personale militare della Croce Rossa Italiana è stato equiparato a quello dell'Esercito;
tale equiparazione, stabilita da una sentenza del Tar, non si è ancora tradotta in una parità di trattamento economico;
si rilevano, inoltre, numerose disparità di trattamento a danno del personale militare della Cri;
tale personale, ad esempio, non può avere borse di studio per i figli, convenzioni con esercizi commerciali e case automobilistiche, possibilità di mutui agevolati, prestiti personali e assistenza medica specialistica, servizi che, di contro, sono previsti per i colleghi appartenenti all'Esercito -:
quali siano i motivi ostativi alla concessione della piena equiparazione, così come previsto dalla sentenza del Tar;
quale sia l'organo, all'interno della Croce Rossa Italiana, preposto a tale compito;
come spieghi la stessa Cri il persistere di tali discriminazioni.
(4-33104)
la postazione della Croce Rossa Italiana, servizio ambulanze emergenza 118, sita nel quartiere Casilino in Roma, non ha i requisiti previsti dalla legge 626 del 19 settembre 1994;
i locali ospitanti la postazione hanno pareti divisorie costituite da pannelli di cartone, servizi igienici talmente angusti da essere quasi inutilizzabili e riscaldamento inadeguato;
l'ingresso alla postazione suddetta è attiguo all'autorimessa nella quale vengono custodite le autoambulanze;
i gas di scarico di quei veicoli saturano, sovente, l'ambiente della postazione con conseguenti gravi disagi per il personale -:
se risponda al vero che la Croce Rossa Italiana corrisponde per i locali dell'emergenza 118 nel quartiere Casilino un canone mensile di Lire 4.000.000 (quattromilioni);
se risponda inoltre al vero che il Centro di igiene mentale di via di Torre Spaccata in Roma e l'Atac di via Prenestina sempre in Roma abbiano offerto, a titolo gratuito, locali alla C.R.I. senza ricevere alcun tipo di risposta;
quali siano i criteri adottati per il reperimento dei locali;
quale sia infine, l'organismo interno alla Croce Rossa impegnato nel reperimento dei locali e nella verifica della rispondenza degli stessi alle norme di legge.
(4-33105)
il codice deontologico della Farmindustria colpisce in modo mirato ed esclusivo i medici di medicina generale;
definisce il medico di famiglia medico generico dimenticando che la maggior parte di essi è in possesso di specifiche specializzazioni;
esso esclude di fatto da convegni e congressi i medici di famiglia;
esso stabilisce che i medici di famiglia siano esclusi da qualsiasi operazione didattica -:
quali interventi urgenti voglia mettere in atto nell'intervenire a modificare il codice deontologico di Farmindustria che costituisce una offesa alla dignità e al decoro professionale dei medici di famiglia.
(4-33107)