Allegato B
Seduta n. 826 del 14/12/2000


Pag. 35223


...

SANITÀ

Interrogazioni a risposta orale:

MASSIDDA. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che il ministero della sanità francese sia in procinto di impartire direttive alle strutture sanitarie, sulla base di indicazioni ricevute dall'associazione francese degli emofilici, imponendo l'impiego di fattori emocoagulativi di tecnologia ricombinante in sostituzione di prodotti d'origine plasmatica;
tali disposizioni sarebbero da adottarsi al fine di evitare casi di Bse da impiego terapeutico di farmaci plasmatici e prevenire situazioni critiche quali quelle verificatesi negli anni ottanta relative alle infezioni da virus Hiv e da epatite C e B;
il Ministero della sanità francese avrebbe in animo di imporre alle strutture sanitarie interessate di prescegliere i prodotti derivanti da tecnologia ricombinante -:
quali disposizioni ritenga di dover emanare, e in quali tempi, al fine di evitare che pazienti ignari vengano contaminati dal prione della Bse a seguito della somministrazione di fattori della coagulazione di derivazione plasmatica;
quali strategie intenda mettere in essere e quali risorse rendere disponibili al fine di assicurare all'Italia sufficienti disponibilità di farmaci ricombinanti.
(3-06705)

COLA. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
lunedì 11 dicembre 2000 a Napoli, il signor Carmine Ardito veniva trasferito in un'autoambulanza dalla clinica privata Villa Russo all'ospedale Cardarelli, attese le sue gravi condizioni di salute;
durante il tragitto, la lettiga, che avrebbe dovuto essere fissata su dei binari, si sarebbe sganciata e, dopo aver urtato il


Pag. 35224

portellone posteriore dell'automezzo, aprendolo, è precipitata sulla strada e, solo per un miracolo, non è stata travolta dalle automobili di passaggio, su di una strada caratterizzata da un intensissimo traffico, in tutte le ore;
dagli accertamenti svolti sarebbe emerso che l'autoambulanza era in pessime condizioni d'uso;
alcune agenzie di stampa hanno addirittura informato che l'automezzo era privo di autorizzazione, non era in regola con l'assicurazione e non era stato sottoposto a revisione;
l'autorità di polizia giudiziaria operante avrebbe denunciato per omicidio colposo, atteso il più che probabile nesso di causalità fra l'incidente e la morte del povero Ardito, avvenuta a circa mezz'ora di distanza dal ricovero, la società proprietaria dell'ambulanza;
nel contesto di tali indagini, sarebbero state rilevate gravi anomalie nell'utilizzo delle autoambulanze negli ospedali della città di Napoli; tant'é che il dipartimento d'igiene e prevenzione del comune di Napoli avrebbe disposto una verifica dei registri, per accertare la regolarità della posizione di tutti gli istituti privati che operano in tale settore;
infine, l'incidente non sarebbe stato segnalato dagli addetti all'ambulanza, all'atto dell'arrivo presso l'ospedale Cardarelli, bensì da una pattuglia di vigili urbani ed in un momento successivo -:
se non sia urgente e necessario assumere tutte le più opportune iniziative per sollecitare gli enti preposti a verificare la funzionalità di un settore così importante nel «pianeta sanità»;
se, in particolare, non sia utile uno screening sullo stato di manutenzione degli automezzi usati per il trasporto dei malati, posto che le segnalazioni diffuse sulla stampa farebbero registrare una serie di gravi anomalie che comporterebbero pesanti responsabilità, quantomeno a livello di omissione di controllo;
se non sia il caso di prospettare agli enti responsabili, ove mai dovessero risultare veritieri i fatti esposti in narrativa, l'opportunità di rivedere le convenzioni con le società private e, eventualmente, procedere ad una nuova regolamentazione nel settore, sì da rendere almeno un po' più civile il servizio sanità, specie in una città, Napoli, dove lo Stato sembra latitare.
(3-06706)

Interrogazione a risposta in Commissione:

ALBERTO GIORGETTI. - Al Ministro della sanità, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la mega operazione antidoping che nella giornata del 12 dicembre 2000 ha portato all'arresto di 40 persone, ha toccato anche la regione Veneto e la provincia di Verona;
durante l'operazione condotta da carabinieri del Nas sono state compiute circa 200 perquisizioni, sequestrate migliaia di confenzioni di farmaci con un totale di 130 indagati per varie ipotesi di reato compresi l'associazione per delinquere;
un numero così alto di indagati per smercio di prodotti dopanti non si era mai registrato nel nostro paese;
il traffico illecito di sostanze dopanti è partito dai titolari di tre palestre di Modena e Bologna;
le perquisizioni per traffico di anabolizzanti hanno taccato anche il veronese dove a S. Martino Buon Albergo sono stati arrestati un buttafuori e la sua compagna perché trovati in possesso di prodotti proibiti;
un commercio clandestino di ormoni della crescita e di steroidi anabolizzanti era già stato scoperto a Verona nel luglio scorso;
i reati ipotizzati sono l'adulterazione e contraffazione di medicinali, la somministrazione di medicinali in modo pericoloso


Pag. 35225

per la salute, l'introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi, la ricettazione e l'esercizio abusivo della professione;
reati gravissimi soprattutto se rapportati agli indagati gestori e titolari di palestre che teoricamente dovrebbero tutelare la salute ed il benessere fisico dei suoi frequentatori;
le sostanze illecite vengono smerciate anche nelle discoteche già troppo spesso implicate nello spaccio di ecstasy;
pur apprezzando lo sforzo delle forze dell'ordine i fatti risultano molto gravi anche alla luce dell'approvazione avvenuta in Parlamento per la legge antidoping nel luglio scorso;
esiste il rischio che la somministrazione di sostanze dopanti sia stata effettuata anche nei confronti di persone minorenni, fatto che oltre a minare gravamente la salute dei giovani, determina un inasprimento delle sanzioni penali nei confronti dei responsabili -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo per accelerare la definitiva operatività della commissione di controllo antidoping e se non ritenga opportuno il Governo inviare a Verona alcuni ispettori per verificare la reale dimensione della problematica ed avviare tutte le iniziative in accordo con le Ulss locali volte alla prevenzione ed alla repressione del grave fenomeno troppo spesso sottovalutato.
(5-08637)

Interrogazioni a risposta scritta:

MIGLIORI e GNAGA. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
alla fine degli anni ottanta, con la chiusura del locale ospedale, e successivamente con l'eliminazione anche del pronto soccorso, venne istituito in Monte San Savino (Arezzo) il servizio Met (medico per le emergenze territoriali);
detto Met, costituito da un'autoambulanza con infermiere e medico a bordo di stanza presso i locali dell'ex-ospedale, si proponeva di garantire una rapida gestione delle emergenze sanitarie sul territorio comunale durante tutto l'arco della giornata in tutti i giorni dell'anno;
nel 1999 la Asl di Arezzo per problemi di natura economica ha deciso di sopprimere il servizio Met in due comuni della provincia, che in base a statistiche, tutt'altro che attendibili, saranno quelli di Subbiano e di Monte San Savino;
attualmente il servizio Met, copre il territorio di Monte San Savino dalle ore 7 alle ore 22 di tutti i giorni feriali ed è sempre garantito durante i giorni festivi -:
quali accorgimenti si intendano adottare in modo da garantire al territorio di Monte San Savino la necessaria tempestività dei soccorsi sanitari, visto che l'attuale utilizzo del servizio Met, comporta l'uso di questo mezzo anche da parte del servizio 118 aretino, con la conseguente assenza del soccorso immediato, in caso di prestazioni extra-territoriali dell'ambulanza, anche alla luce di recenti, tragici fatti di cronaca che hanno visto la morte di due cittadini di Monte San Savino, per il soccorso dei quali, l'ambulanza, proveniente da altre realtà territoriali ha impiegato un tempo di circa 45 minuti per giungere sul posto.
(4-33089)

GRAMAZIO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
lo statuto della Croce Rossa Italiana prevede la possibilità di stipulare convenzioni per il servizio sanitario con enti ferroviari, portuali ed aeroportuali -:
come si spiega la mancata partecipazione della Cri alla gara d'appalto indetta dagli Aeroporti di Roma per la copertura del Servizio sanitario presso lo scalo di Fiumicino;
quali siano i criteri che ispirano la partecipazione o meno a gare d'appalto per la fornitura dei servizi di cui sopra.
(4-33103)


Pag. 35226

GRAMAZIO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
recentemente il personale militare della Croce Rossa Italiana è stato equiparato a quello dell'Esercito;
tale equiparazione, stabilita da una sentenza del Tar, non si è ancora tradotta in una parità di trattamento economico;
si rilevano, inoltre, numerose disparità di trattamento a danno del personale militare della Cri;
tale personale, ad esempio, non può avere borse di studio per i figli, convenzioni con esercizi commerciali e case automobilistiche, possibilità di mutui agevolati, prestiti personali e assistenza medica specialistica, servizi che, di contro, sono previsti per i colleghi appartenenti all'Esercito -:
quali siano i motivi ostativi alla concessione della piena equiparazione, così come previsto dalla sentenza del Tar;
quale sia l'organo, all'interno della Croce Rossa Italiana, preposto a tale compito;
come spieghi la stessa Cri il persistere di tali discriminazioni.
(4-33104)

GRAMAZIO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
la postazione della Croce Rossa Italiana, servizio ambulanze emergenza 118, sita nel quartiere Casilino in Roma, non ha i requisiti previsti dalla legge 626 del 19 settembre 1994;
i locali ospitanti la postazione hanno pareti divisorie costituite da pannelli di cartone, servizi igienici talmente angusti da essere quasi inutilizzabili e riscaldamento inadeguato;
l'ingresso alla postazione suddetta è attiguo all'autorimessa nella quale vengono custodite le autoambulanze;
i gas di scarico di quei veicoli saturano, sovente, l'ambiente della postazione con conseguenti gravi disagi per il personale -:
se risponda al vero che la Croce Rossa Italiana corrisponde per i locali dell'emergenza 118 nel quartiere Casilino un canone mensile di Lire 4.000.000 (quattromilioni);
se risponda inoltre al vero che il Centro di igiene mentale di via di Torre Spaccata in Roma e l'Atac di via Prenestina sempre in Roma abbiano offerto, a titolo gratuito, locali alla C.R.I. senza ricevere alcun tipo di risposta;
quali siano i criteri adottati per il reperimento dei locali;
quale sia infine, l'organismo interno alla Croce Rossa impegnato nel reperimento dei locali e nella verifica della rispondenza degli stessi alle norme di legge.
(4-33105)

ANTONIO RIZZO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
il codice deontologico della Farmindustria colpisce in modo mirato ed esclusivo i medici di medicina generale;
definisce il medico di famiglia medico generico dimenticando che la maggior parte di essi è in possesso di specifiche specializzazioni;
esso esclude di fatto da convegni e congressi i medici di famiglia;
esso stabilisce che i medici di famiglia siano esclusi da qualsiasi operazione didattica -:
quali interventi urgenti voglia mettere in atto nell'intervenire a modificare il codice deontologico di Farmindustria che costituisce una offesa alla dignità e al decoro professionale dei medici di famiglia.
(4-33107)


Pag. 35227

CANGEMI. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
il coordinamento delle associazioni per l'apertura del nuovo ospedale di Giarre costituito da numerosi gruppi della società civile, da strutture sociali, culturali e professionali, da organizzazioni sindacali ha lanciato un appello per un intervento delle istituzioni perché venga posto fine allo scandalo del mancato completamento della nuova struttura ospedaliera di Giarre e si possa finalmente arrivare all'apertura;
sono passati 35 anni dalla progettazione e più di 25 anni dalla posa della prima pietra del nuovo ospedale di Giarre avvenuta alle ore 16.00 del 9 marzo 1975;
da quel giorno decine di miliardi sono stati spesi, molte date sono state solennemente dichiarate, per ultimo dal direttore generale dell'azienda Usl 3 di Catania che pubblicamente nell'aula consiliare del comune di Giarre indicava come limite massimo per l'apertura dell'ospedale il 1o gennaio del 2000. Invece ad oggi una data certa non c'è e vi è la preoccupazione che i finanziamenti per arrivare all'apertura possano anche non essere sufficienti;
i cittadini e gli operatori sanitari nel frattempo sono costretti ad utilizzare l'inadeguato e fatiscente ospedale San Giovanni di Dio e San Isidoro, dove si continuano a spendere miliardi per interventi privi di logica, considerata la prospettiva di una diversa destinazione d'uso dell'immobile;
ancora oggi manca una programmazione seria e competente capace di individuare divisioni, servizi sanitari e risorse umane e tecnologiche indispensabili per la funzionalità di una struttura complessa quale sarà il nuovo ospedale;
un così grave problema che investe la tutela della salute in un bacino di utenza di oltre centomila abitanti non può passare inosservato e richiede interventi urgenti e straordinari;
la scandalosa vicenda della nuova sede dell'ospedale di Giarre è già stata oggetto di esame da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario istituita dal Senato della Repubblica -:
se non si ritenga urgente riferire le informazioni di cui dispone il Governo circa la grave situazione descritta e riguardo le responsabilità della stessa;
quali iniziative immediate e straordinarie si intendano assumere - anche in considerazione dell'inerzia dei competenti organi regionali - per assicurare ai cittadini delle aree interessate il rapido completamento e l'apertura dell'ospedale di Giarre.
(4-33117)

GRAMAZIO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
in data 8 febbraio 2000 alcuni dipendenti della postazione della Croce rossa italiana, servizio ambulanze emergenza 118, sita nel quartiere Tiburtino in Roma richiedevano l'intervento dei funzionari Asl per un controllo;
durante tale intervento gli incaricati della Asl riscontravano la mancata applicazione delle norme dettate dalla legge 626 del 19 settembre 1994 e comminavano una sanzione pecuniaria all'ente Croce rossa italiana (Comitato provinciale di Roma) di lire 9.000.000 (novemilioni);
la stessa Asl concedeva alla Cri alcuni giorni per l'adeguamento dei locali alle normative vigenti -:
ad avviso dell'interrogante dovrebbero essere sollevati dall'incarico i consiglieri resisi responsabili di un simile vergognoso comportamento -:
se risponda al vero che alcuni consiglieri durante la seduta del comitato provinciale di Roma della Cri del 22 giugno 2000, verbale n. 13, abbiano minacciato ritorsioni disciplinari ed economiche contro i dipendenti firmatari dell'esposto denuncia di cui al primo punto;


Pag. 35228


chi abbia effettivamente pagato la multa comminata dalla Asl;
se risponda al vero che la cifra di lire 9.000.000 sia uscita dalle casse della Croce rossa italiana e non dalle tasche dei consiglieri responsabili inadempienti.
(4-33119)