Allegato B
Seduta n. 826 del 14/12/2000

TESTO AGGIORNATO AL 20 DICEMBRE 2000


Pag. 35209


...

INTERNO

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nella notte tra sabato 9 e domenica 10 dicembre 2000 ad Ostia Lido, nei locali dell'ex mercato San Fiorenzo, occupato, da circa 11 anni, da giovani dell'estrema sinistra, è stato organizzato un cosiddetto «rave party», con la partecipazione di alcune centinaia di persone;
durante tutta la notte e fino alle 9 del mattino, il volume della musica è andato ben oltre i limiti previsti dalle norme che regolano i pubblici concerti;
i partecipanti, impadronitisi dell'intera zona, il quartiere Stella Polare, hanno terrorizzato gli abitanti, sono stati protagonisti di atti osceni, hanno trasformato in «bagni pubblici» prati, marciapiedi e strade adiacenti;
tutti i partecipanti al concerto si muovevano come se fossero sotto l'effetto di alcool e droga -:
se risponda a verità che centinaia di cittadini hanno telefonato a tutte le autorità pubbliche e che, nonostante ciò, nessuno è intervenuto per reprimere comportamenti qualificabili ictu oculi come reati ed attività non assistite dalle necessarie autorizzazioni;
per quale ragione il centro sociale possa continuare ad occupare, abusivamente, un edificio di proprietà comunale;
per quale ragione sia tollerata la scritta «fuck to police» all'ingresso del centro sociale e la rappresentazione, sull'asfalto, di una vettura delle forze dell'ordine con una croce, a significare l'interdizione del diritto d'ingresso;
quali siano i requisiti per poter godere dello status di zona franca e poter dunque violare impunemente la legge dello Stato, quasi essendo riconosciuta una sorta di extraterritorialità del predetto centro sociale.
(2-02782)
«Buontempo, Alboni, Aloi, Amoruso, Armaroli, Ascierto, Baccini, Bocchino, Carmelo Carrara, Colosimo, Contento, Conti, Cuscunà, Foti, Fragalà, Lembo, Malgieri, Mantovano, Manzoni, Marengo, Marino, Martini, Mazzocchi, Mitolo, Napoli, Paolone, Polizzi, Porcu, Savarese, Simeone, Tatarella, Tosolini, Trantino, Tringali, Zacchera, Losurdo, Mario Pepe».

Interrogazione a risposta orale:

BOVA, SORIERO, MONACO, OLIVO e OLIVERIO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella notte di lunedì 11 dicembre 2000 ignoti malviventi hanno incendiato, distruggendola, l'auto dell'onorevole Giuseppe Lombardo, sindaco di Locri (Reggio Calabria);
l'attentato terroristico è l'ennesimo tentativo intimidatorio compiuto contro il sindaco di Locri ed è chiaramente volto a seminare paura tra i cittadini e i pubblici amministratori;


Pag. 35210


la città di Locri e la zona Ionica in questi anni si sono caratterizzate per la capacità dei propri amministratori di improntare le scelte amministrative ai criteri dell'efficienza, della trasparenza e del rispetto della legalità;
questo impegno rischia di essere vanificato da una criminalità mafiosa sempre più minacciosa -:
quali urgenti provvedimenti intenda adottare per:
a) assicurare alla giustizia gli autori e i mandanti del criminale attentato incendiario;
b) garantire al sindaco di Locri onorevole Lombardo la incolumità fisica;
c) tranquillizzare la pubblica opinione che sgomenta assiste alla recrudescenza della violenza mafiosa.
(3-06708)

Interrogazione a risposta in Commissione:

OLIVIERI. - Al Ministro dell'interno, - Per sapere - premesso che:
le comunità della Piana Rotaliana in Trentino, per mezzo dei loro sindaci o consiglieri comunali hanno sollevato la questione della sicurezza ed ordine pubblico in questa zona, in considerazione del progressivo o consistente aumento di furti ai danni di privati ed esercizi commerciali nonché eventi di criminalità comune verificatisi negli ultimi mesi;
nell'ordine del giorno approvato dai consigli comunali di Mezzocorona, Mezzolombardo, Rovere della luna, Nave San Rocco, San Michele all'Adige, si fa presente che uno dei motivi sarebbe l'insufficiente presenza di forze dell'ordine alla quale consegue una insufficiente opera di prevenzione e repressione delle attività criminali;
viene dunque fortemente richiesto da queste comunità un adeguamento degli organici delle forze dell'ordine o quantomeno una razionalizzazione delle risorse attualmente disponibili, così da consentire una più efficace opera di prevenzione o repressione delle attività criminali lungo tutte le ventiquattro ore in ogni giorno dell'anno -:
se il ministro fosse a conoscenza di questa richiesta delle comunità della Piana Rotaliana in Trentino;
quale sia l'organico delle forze dell'ordine operante in questa zona;
se non ritenga opportuno un controllo del territorio ventiquattro ore su ventiquattro ogni giorno dell'anno per far fronte allo stato presente;
quali siano le iniziative che intende assumere per far fronte in modo compiuto a questa situazione di mancanza di sicurezza a causa di attività criminali, che ha portato non pochi scompensi e mancanza di tranquillità in questa zona del Trentino;
se non condivida che vi sia la necessità di un intervento tempestivo e risolutivo al fine di evitare il deterioramento ed aggravarsi della situazione.
(5-08636)

Interrogazioni a risposta scritta:

NAPOLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante ha denunziato, in numerosi atti ispettivi, la recrudescenza dell'attività criminale in tutta la provincia di Reggio Calabria;
quotidianamente commercianti, imprenditori, artigiani, agricoltori, professionisti ed amministratori locali sono vessati da atti intimidatori di matrice mafiosa;
è ormai innegabile la prepotenza e la sfida evidenziata dalle giovani leve delle singole cosche mafiose di Reggio Calabria e provincia;
nei giorni scorsi sono stati arrecati gravi danni all'azienda agricola di Francesco Modafferi, consigliere comunale del Ppi, di San Ferdinando (Reggio Calabria);


Pag. 35211


l'azienda aveva già subito altri pesanti danneggiamenti nello scorso mese di marzo di quest'anno;
nella notte tra l'11 ed il 12 dicembre 2000 è stata incendiata l'auto di proprietà del sindaco di Locri (Reggio Calabria) professor Giuseppe Lombardo;
il primo cittadino è stato già vittima di persecuzioni intimidatorie nei tempi passati -:
quali urgenti iniziative intendano attuare per garantire alla giustizia i responsabili dei citati atti intimidatori e per predisporre un'adeguata attività di controllo che riporti così fiducia e tranquillità ai cittadini tutti.
(4-33091)

DI FONZO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
ignoti, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2000, hanno frantumato la vetrata dell'ingresso principale del tribunale di Lanciano (Chieti), collocata in opera solo due giorni prima insieme con i nuovi infissi;
verosimilmente, il vetro è stato rotto con una grossa pietra o con un martello pesante;
sull'accaduto sta indagando la polizia;
il grave episodio ripropone il problema della sicurezza del palazzo di giustizia di quella città, oggetto, meno di un anno fa, sempre da parte di ignoti, di vistose scritte contro i giudici effettuate sui muri di cinta;
l'appello, a suo tempo, rivolto dal procuratore Francesco Calbi, alla amministrazione comunale di Lanciano e alla commissione di vigilanza, alla prova dei fatti, appare disatteso -:
se non ritenga opportuno intraprendere, con grande sollecitudine, iniziative adeguate per migliorare la sicurezza del palazzo di giustizia di Lanciano, per rendere serena l'attività dei magistrati e degli altri operatori di giustizia.
(4-33102)

CENTO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
le diverse espressioni dell'associazionismo, del volontariato e del mondo giovanile facendo proprie anche le esortazioni delle personalità religiose, di diverse confessioni, aderenti all'appello ai governanti promosso dal Movimento Internazionale della Riconciliazione (Mirifor Organizzazione Non Governativa rappresentata con statuto consultivo all'Onu) hanno annunciato diverse iniziative in occasione della Conferenza Internazionale Onu sul Crimine Transnazionale ospitata a Palermo;
nell'appello ecumenico rivolto ai partecipanti alla conferenza vengono fissati dei punti di programma dove anche il Governo italiano è chiamato a dare risposte fra questi: l'assenza di un pur previsto protocollo di accordo contro il traffico illegale di armi, la produzione ed il commercio di armi cosiddette «leggere» che in considerazione della rilevante incidenza del loro costo, tra le cause di formazione del debito estero dei paesi più poveri, l'irrilevanza delle politiche sociali di prevenzione ed integrazione, in materia di accoglienza migranti, la tutela dei diritti umani e civili nella collaborazione con quegli stati che tutt'oggi tollerano nelle rispettive legislazioni la pena di morte o altre sanzioni degradanti per la persona umana -:
quali iniziative intendano intraprendere a sostegno dei punti fissati nell'appello ecumenico rivolto ai partecipanti alla Conferenza.
(4-33108)

CANGEMI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dei lavori pubblici, al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
l'Istituto autonomo per le case popolari della provincia di Catania è stato gestito negli ultimi anni dal Governo della regione Sicilia attraverso commissari unici, emanazione diretta degli assessori regionali


Pag. 35212

pro tempore ai lavori pubblici, che hanno utilizzato propri dipendenti, incentrando in sé medesimi le incompatibili funzioni di controllare e controllato;
questa modalità di gestione è durata dal luglio 1993 al novembre 1999, con inammissibile dilatazione rispetto ai brevissimi tempi assegnati da leggi nazionali e regionali per la ricostituzione e l'insediamento degli ordinari organi collegiali di gestione: consiglio di amministrazione e collegio sindacale;
la lunga ed ingiustificata gestione monocratica ha formato oggetto di inchiesta della commissione parlamentare regionale antimafia, la quale, a conclusione dell'indagine, presentò il 20 marzo 1996 all'Ars relazione del Presidente contenente severi giudizi sull'operato del primo commissario, ingegner Alessandro Tusa, evidenziandone «la sensibilità ad interessi politici di parte ...il continuo ricorso a consulenze ed incarichi esterni con ingiustificato aggravio di spese» e rilevando ancora «che lo Iacp di Catania... è stato gestito con logiche affaristiche e clientelari»;
la relazione dell'antimafia regionale del marzo 1996 non venne presa in alcuna considerazione dal governo regionale, che perseverò nella pratica di nominare commissari unici, non soggetti a controllo di legittimità;
nel dicembre 1997 il commissario Valerio Infantino, nominato dall'assessore Lo Giudice e confermato dall'Assessore Manzullo, venne arrestato su ordine della Dda di Palermo con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, turbativa d'asta, corruzione e abuso d'ufficio per illecita gestione della spesa pubblica;
nel febbraio 1999 anche la Dda di Catania procedeva a richiedere nuova cattura dell'Infantino con analoghe accuse, segnatamente riferite all'appalto Iacp denominato «Tavoliere» e all'asta del secondo lotto dell'ospedale Garibaldi di Catania;
per conseguire i propri obiettivi il commissario Infantino aveva, con il concorso attivo degli assessori che lo avevano nominato, ottenuto il licenziamento - a mezzo di un commissario ad acta inviato a tale scopo - del direttore generale dell'ente avvocato Francesco Messineo, rappresentando lo stesso un ostacolo ai suoi disegni (di ciò si trova traccia nelle dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria da Angelo Siino);
in data 10 ottobre 1998 sette parlamentari regionali dell'opposizione di sinistra presentavano interrogazione al presidente della regione e all'assessore ai lavori pubblici circa le finalità perseguite dal governo regionale con la rimozione del predetto dirigente che si rivelò determinante per consentire all'Infantino di «pilotare» appalti per centinaia di miliardi mediante intese spartitorie secondo il metodo descritto da Angelo Siino, il quale nel gennaio 1998, deponendo nel processo «Orsa Maggiore Tre» (Corte di Assise di Catania), aveva dichiarato di avere frequentato esponenti di spicco della Mafia catanese e di altre province, facendo riferimento a riunioni che sarebbero state ospitate nella «casa di un certo Tusa... di Borgo Libertinia, la cui tavola non si scunzava mai» secondo quanto riportato dalla Sicilia dell'8 gennaio 1998;
successivamente la cattura dell'Infantino, viene inviato presso lo Iacp di Catania un tale Ercole Musumeci; durante la gestione di quest'ultimo, nel settembre 1998 viene aggiudicato un appalto (già bandito dall'Infantino) alla Cgp di Giulio Romagnoli, lo stesso che il 24 ottobre 1998 sarà tratto agli arresti per turbativa di aste pubbliche;
il governo regionale, solo dopo i plurimi provvedimenti restrittivi dell'autorità giudiziaria, nel dicembre 1999, con sei anni di colpevole ritardo, ha insediato un consiglio di amministrazione senza tuttavia provvedere a ricostruire il collegio dei sindaci, lasciando così privo di controllo il nuovo organismo con la conseguenza di rendere inefficaci tutti gli atti di natura contabile per la cui validità è prescritto il parere obbligatorio dei sindaci;


Pag. 35213


il nuovo presidente dell'ente, dottor Luigi Marano, accentra in sé altre cariche e funzioni pubbliche il cui coevo esercizio si appalesa di ostacola ad una attenta ed oculata gestione della cosa pubblica: egli infatti contemporaneamente dovrebbe assolvere le funzioni di dirigente dell'assessorato regionale alla sanità e di commissario straordinario di palazzo Adriano nella provincia di Palermo;
la carenza di controllo ha reso più agevole al presidente dello Iacp di Catania una gestione non meno censurabile di quella della gestione commissariale. La linea di continuità nelle spreco di risorse pubbliche attraverso il ricorso continuo ed ingiustificato a consulenze ed incarichi esterni si riscontra nella nuova amministrazione persino per adempimenti ordinari omessi dagli uffici dell'ente, e precipuamente dai dirigenti di esso lautamente stipendiati ed incentivati con «premi» ed indennità che non trovano riscontro nelle prestazioni lavorative dovute e non effettuate anche per anni (i bilanci consuntivi, ad esempio, mancano da ben tredici anni);
l'omissione delle ordinarie prestazioni lavorative, anziché indurre l'Amministrazione ad intraprendere azioni di stimolo alla produttività e, ove necessario, iniziative di carattere disciplinare e di verifica della regolarità delle assunzioni e delle carriere, ha costituito, al contrario, un alibi per incrementare le proprie «clientele» in danno dell'Erario, attribuendo adempimenti rientranti nelle competenze degli Uffici a ditte e professionisti esterni, tra l'altro scelti ad libitum;
il dirottamento all'esterno di compiti propri degli uffici dell'ente è stato addolcito con l'erogazione di lucrosi premi ai dirigenti inadempienti. Tale dirottamento si è realizzato in particolare con: a) l'affidamento della redazione dei bilanci consuntivi, fermi al 1986, ad una società multinazionale, la Deloitte Consulting, che ha una base operativa a Palermo; b) il convenzionamento con professionisti esterni per le gestioni condominiali; c) l'utilizzazione di società immobiliari per la vendita degli alloggi; d) il ricorso ad esterni per incarichi tecnici assolvibili dai tecnici dipendenti; e) l'affidamento a privati della gestione riscossione dei canoni di locazione. La suindicata sorta di «privatizzazione» dell'ente pubblico Iacp di Catania ha destato la viva protesta persino da parte di un membro del Consiglio di Amministrazione, che per fare sentire il proprio motivato dissenso ha reso pubblica denuncia a mezzo stampa (La Sicilia del 27 marzo 2000);
la dirigenza dell'ente che ha coadiuvato prima i commissari e oggi l'attuale presidente appare anch'essa frutto di scelte discrezionali, in cui ogni seria valutazione su capacità e risultati sembra essere del tutto assente; ad esempio il direttore generale nonché direttore amministrativo e direttore dal Servizio Ragioneria (con pericolosa commistione di funzioni) è stato "chiamato" per mansioni esecutive e quindi promosso sul campo. Lo stesso ha diretto il servizio ragioneria dell'ente nel periodo per il quale non risultano redatti i bilanci consuntivi affidati oggi alla Deloitte Consultino. Così il dirigente tecnico è stato assunto a tempo determinato divenuto indeterminato senza aver superato pubblico concorso;
quanto precedentemente descritto avviene senza che finora si sia manifestato un qualsiasi forma di controllo di legalità ed un intervento efficace al fine di impedire pratiche che dissipano ingenti risorse della collettività e piegano ad interessi particolari una importante struttura pubblica che dovrebbe assolvere un decisivo ruolo sociale -:
se non si ritenga necessario, anche interessando la prefettura di Catania della vicenda, adottare adeguate ed urgenti iniziative per verificare la situazione dello Iacp di Catania e sollecitare a questo fine la regione siciliana per le sue specifiche competenze a riguardo;
se non ritengano opportuno di informare il Parlamento sulle vicende descritte dall'interrogante sulle iniziative riguardo ad esse assunte.
(4-33112)