Allegato B
Seduta n. 826 del 14/12/2000


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GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta orale:

GASPARRI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
a Milano è in corso di ultimazione il Carcere di «Bollate»;
l'apertura di questa struttura, se l'organico degli agenti di polizia penitenziaria di Milano e provincia rimarrà invariata, comporterà enormi carichi di lavoro per questi ultimi, con conseguenti ulteriori sacrifici e responsabilità;


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il buon senso vorrebbe che l'apertura del carcere di Milano «Bollate» fosse subordinata al recupero di risorse economiche al fine di consentire un cospicuo aumento di organico degli agenti di polizia penitenziari di Milano -:
quali provvedimenti l'amministrazione intende adottare affinché sia aumentato l'organico di polizia penitenziaria in forza a Milano;
se sia intenzione dell'amministrazione subordinare l'apertura del nuovo carcere di Milano «Bollate» ad un aumento di organico della polizia penitenziaria di Milano, così come richiesto dagli stessi agenti.
(3-06699)

GASPARRI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
in data 31 luglio 2000 il Ministro della giustizia e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per la polizia penitenziaria hanno stipulato l'accordo nazionale quadro d'amministrazione per il personale appartenente al corpo della polizia penitenziaria;
i contenuti del contratto integrativo di categoria non disciplinano complessivamente l'intera materia negoziale, ma prevedono l'apertura di tavoli contrattuali per la definizione di alcune materie che costituiranno parte integrante di quanto già sottoscritto;
in particolare l'amministrazione ha assunto l'impegno di avviare separati tavoli di confronto sulla formazione e l'aggiornamento del personale, sugli indirizzi generali per la definizione degli obbiettivi dell'ente di assistenza del personale, sull'individuazione dei criteri per la definizione degli alloggi di servizio;
nonostante sia trascorso molto tempo dalla sottoscrizione dell'accordo, nessuna informazione circa l'avvio delle trattative è stata fornita al sindacato Sinappe -:
quali provvedimenti il Governo intenda adottare affinché vengano istituiti al più presto i tavoli contrattuali individuati dagli articoli 9, 10, 11 e 20 dell'accordo nazionale quadro d'amministrazione.
(3-06700)

GASPARRI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
una organizzazione sindacale degli agenti di polizia penitenziaria, la Osapp, in data 15 novembre 2000, ha comunicato a tutto il personale di essere in possesso dei risultati del concorso pubblico a 448 posti di allievo vice ispettore;
l'ufficio centrale del personale ha reso ufficialmente note a tutte le organizzazioni sindacali i suddetti risultati solo in data 16 novembre;
l'azione della pubblica amministrazione per essere autorevole e credibile, deve trovare rispondenza nei principi di trasparenza e imparzialità e che il sistema delle relazioni sindacali deve essere condotto in maniera del tutto paritaria senza interlocutori preferiti e senza lasciare adito a polemiche sterili -:
quali provvedimenti il Governo intenda adottare per evitare che si ripetano gli episodi su citati.
(3-06701)

FRAGALÀ. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
notizie dì stampa riportano che esisterebbe presso la procura Antimafia di Palermo una lista dì 329 nomi, comprendente professionisti, funzionari statali, politici, magistrati, poliziotti, amministratori ed imprenditori, stilata, all'epoca della gestione del dottor Caselli, sulla base di dichiarazioni di pentiti di mafia che li chiamano in causa a vario titolo, classificandoli secondo le definizioni di «uomo d'onore», «avvicinabile», «a disposizione», «prestanome» e comunque tutti in supposti rapporti con famiglie mafiose, seppur non ne risulti chiara neppure l'individuazione;
la lista comprenderebbe, tra gli altri, l'ex sindaco Pippo Insalaco vittima della


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mafia, definito «vicino a Cosa nostra», il giudice Corrado Carnevale, già presidente della prima sezione della Cassazione, giudicato e assolto dal tribunale di Palermo, il sindaco Leoluca Orlando, il senatore ed avvocato Giuseppe Alessi e suo figlio Alberto, anch'egli ex parlamentare;
la lista appare essere una vera e propria schedatura che di ogni soggetto riporta le generalità complete, la fonte, la qualifica ed eventuali foto e note, il tutto basato sulla semplice ed incredibile circostanza che il «pentito» di turno, evidentemente «stimolato» dall'inquirente, ha citato quei nomi, senza che su di essi vi fosse alcuna indagine, alcun riscontro, alcun procedimento pendente;
la lista sopra descritta si è trasformata subito in una lista di proscrizione che è stata, come al solito, «depositata» in edicola, a disposizione di giornalisti amici che l'hanno immediatamente divulgata esponendo all'infamia ed al ludibrio cittadini o esponenti istituzionali nei cui confronti non vi era o non vi è più motivo alcuno di sospetto per connivenza o contiguità con la mafia;
questo, mentre a Palermo si celebre il vertice dell'ONU contro la criminalità organizzata, e si tenta, da parte di alcuno all'interno delle istituzioni, di strumentalizzare questa inammissibile lista di proscrizione ad evidenti fini di lotta politica e di regolamento di conti tra alcuni esponenti dell'«antimafia da vetrina»;
addirittura, la lista di proscrizione è stata incautamente formata come una «banca dati» da far circolare all'interno degli apparati investigativi non si sa e non si comprende con quale finalità processuale e sulla scorta di quale istituto previsto dalla legge;
il risultato è che personaggi di altissimo spessore civile ed istituzionale come l'ex presidente della Regione siciliana e padre dello Statuto, senatore Giuseppe Alessi, insieme al figlio Alberto, si trova incredibilmente aggredito e leso nel suo altissimo patrimonio morale di uomo politico integerrimo che ha dedicato la vita alla rinascita della Sicilia ed alla sconfitta della mafia;
la istituzione di liste di proscrizione o «banche dati», contenenti il nome di cittadini estranei a procedimenti penali solo per il fatto che siano stati citati a qualunque titolo nelle dichiarazioni dei cosiddetti «pentiti» viola i principii dello Stato di diritto, le garanzie dei cittadini, la legge processuale e, sicuramente, la Costituzione della Repubblica -:
quali iniziative e quali provvedimenti intendano assumere il Governo ed il Ministro della giustizia per individuare le responsabilità di chi ha progettato ed eseguito la formazione di questa cosiddetta «banca dati», consentendo che nomi di cittadini estranei a qualsivoglia indagine o prosciolti da ogni sospetto siano stati inseriti in una lista di proscrizione, e che questa fosse divulgata prima tra gli apparati investigativi e poi attraverso la stampa;
se il ministro, nell'ambito del suo potere e dovere disciplinare e d'inchiesta, non ritenga di accertare se la formazione della «banca dati», senza un qualsivoglia riferimento normativo che la consenta, nonché la sua impropria utilizzazione e nefasta divulgazione, concretizzi una responsabilità disciplinare o, addirittura, una assunzione illecita di prerogative o iniziative non consentite dalla legge.
(3-06709)

Interrogazione a risposta scritta:

RUSSO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che il Pretore di Piombino abbia attribuito il possesso di un immobile, oggetto di controversia giudiziaria, alla signora Mariannina Carrara, piuttosto che al legittimo proprietario signor Antonio Rossi;


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tale provvedimento, ad avviso dell'interrogante palesemente ingiusto, ha determinato una situazione di grave disagio per la famiglia del signor Rossi -:
quali iniziative di propria competenza, eventualmente di carattere ispettivo, intenda adottare in relazione alla descritta vicenda;
quali interventi intenda porre in essere a tutela del legittimo proprietario dell'immobile in questione.
(4-33118)