Allegato B
Seduta n. 826 del 14/12/2000


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FINANZE

Interrogazione a risposta in Commissione:

CALZAVARA. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il sindaco del comune di Sedico in provincia di Belluno ha inoltrato alla direzione regionale delle entrate della regione Veneto la richiesta di conoscere i dati relativi al gettito dell'imposta regionale sulle attività produttive per gli anni 1998 e 1999 derivanti dalle attività svolte nel proprio territorio comunale;
la direzione regionale ha inviato tale richiesta in data 14 agosto 2000 al ministero delle finanze - Direzione centrale per la fiscalità locale - ufficio fiscalità regionale;
ad oggi non è ancora pervenuta alcuna risposta al sindaco del comune di Sedico, in quanto i dati del gettito Irap sono elaborati dalla Sogei solo a livello regionale, quindi non è possibile conoscere il gettito a livello comunale;
è importante per i comuni conoscere il gettito Irap a livello comunale -:
se sia stata commissionata alla Sogei l'elaborazione dei dati sul gettito Irap a livello comunale ed in caso affermativo se intende adottare provvedimenti per la loro diffusione in tempi rapidi ai comuni interessati.
(5-08639)

Interrogazioni a risposta scritta:

SCALIA. - Al Ministro delle finanze, al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
dal 1996 ad oggi l'interrogante ha presentato almeno cinque interrogazioni aventi ad oggetto il deposito costiero di GPL della Spa Costiero Gas Livorno, situato proprio nella città toscana. Nelle predette interrogazioni si chiedevano chiarimenti sulla sicurezza del deposito e su una questione dalla quale sembrano emergere irregolarità fiscali. Nessuna risposta, alla data odierna, è pervenuta all'interrogante;
quanto all'aspetto fiscale si segnalava che detto deposito non era dotato delle apposite tabelle di ragguaglio indispensabili per l'accertamento del prodotto esistente e quindi per impedire di evadere impunemente l'accisa. Al riguardo si ritiene opportuno aggiungere che la verifica di un deposito di prodotti petroliferi può essere effettuata solo se vi è la possibilità di determinare la quantità reale di prodotto giacente a verifica della giacenza contabile risultante dai registri di scarico e carico, mentre risulta che fin dall'origine le caverne costituenti lo stoccaggio del deposito costiero non sono mai state tarate, per cui il deposito in base alle leggi fiscali vigenti non avrebbe mai dovuto essere posto in esercizio. Risulta, inoltre, che il ministero anziché consentire l'esercizio dopo averle fatte ricostruire in modo adeguato, onde poter ottenere la prescritta


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taratura, ha consentito dapprima per dodici anni l'esercizio provvisorio semestrale e poi l'esercizio definitivo;
l'autorizzazione all'esercizio definitivo in tali condizioni è stata concessa da un direttore generale che è stato più volte sospeso dalle proprie funzioni per irregolarità e che anche in questo caso parrebbe non aver tutelato gli interessi dell'amministrazione finanziaria. L'autorizzazione è stata condizionata all'accorgimento di fare rinunziare l'azienda ai cali legali, ma è chiaro che tale accorgimento non sana l'illegalità consentita dalla mancata taratura delle caverne;
per quanto riguarda la sicurezza risulta all'interrogante che nonostante il parere della Commissione consultiva sostanze esplosive ed infiammabili (CCSEI) del 17 dicembre 1991 fatto proprio dal Ministero della marina mercantile, le decisioni del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e quelle della Commissione interministeriale istituita dal Ministro dei trasporti e della navigazione, il deposito in questione non solo ha continuato e ampliato la movimentazione, ma ha ottenuto grazie all'appoggio del SIAR un Piano d'area che ne autorizza l'esercizio, trascurando la situazione di pericolo, con l'avallo del Comitato per la zona critica di Livorno. Detto Comitato, infatti, pare abbia previsto lo spostamento del terminal in zona di gran lunga più pericolosa perché vicina all'abitato autorizzando l'utilizzo di buona parte dei 20 miliardi stanziati per la zona critica di Livorno, per effettuare lo spostamento;
tutto ciò è stato reso possibile per la particolare attenzione al riguardo posta dall'ingegner Caroselli, allora vice direttore del SIAR, che risulta abbia successivamente ottenuto la nomina a Direttore generale dell'Assogasliquidi;
la concessione del deposito costiero è scaduta il 2 marzo 1997 e fino al 25 agosto 2000 il deposito ha funzionato con esercizio provvisorio semestrale. Da tale data non è stato più rinnovato l'esercizio provvisorio, per cui attualmente il deposito parrebbe funzionare senza concessione, in attesa di poter ottenere il rinnovo ventennale che, peraltro, nelle attuali condizioni non dovrebbe assolutamente essere concesso -:
se in queste condizioni non sia necessario revocare l'esercizio, in quanto il deposito è privo dei requisiti indispensabili per poter correttamente funzionare, anche tenuto conto della disparità di trattamento esistente con gli altri depositi;
se non si ritenga opportuno, tenuto conto del particolare incarico attualmente assunto dall'ingegner Caroselli, verificare gli atti che hanno consentito fino ad ora l'esercizio del deposito, nonché quelli che hanno portato alla stesura del Piano d'area.
(4-33099)

MAMMOLA. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere se sia vero che la guardia di finanza, per incarico del ministero delle finanze, controlli quotidianamente l'elenco di coloro che richiedono i premi previsti dall'Alitalia per gli iscritti al club «Mille Miglia» e, in caso affermativo, quale sia lo scopo di tale controllo e quale uso venga successivamente fatto dei codici di iscrizione al club ricavabili dai medesimi elenchi.
(4-33101)