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DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
se condivida le recenti affermazioni del Ministro delle comunicazioni onorevole Cardinale sull'aumento del canone Telecom in misura rilevante, come quella ipotizzato dell'8,5 per cento (6 per cento maggiorato del tasso di inflazione del 2,5);
come si concili un aumento così consistente con il tasso di inflazione programmata -:
se non ritenga che la posizione del Ministro delle comunicazioni non tenga in alcuna considerazione le attese dei consumatori e degli utenti privilegiando costantemente la posizione di Telecom che evidentemente viene considerata con una società di servizi di telecomunicazione privatizzata ma una società «protetta»;
se questa azione che appare all'interrogante di protezione governativa verso Telecom sia coerente con una autentica politica di liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità di cui gli utenti non hanno ancora visto e non vedono consistenti benefici.
(3-06703)
Sitcom Società italiana comunicazioni spa, operante nel settore della televisione digitale e dei new media, nel corso del 2000 avviava il processo di quotazione al nuovo mercato gestito da Borsa Italiana spa;
la stessa Sitcom nel processo di quotazione avviato per il collocamento di 1.630.000 azioni ordinarie, nominava Robert Fleming & Co. Limited quale Global Coordinator e Specialist e Robert Fleming Sim spa quale sponsor (società del gruppo Chase Manhattan Corporation);
la stessa società otteneva il provvedimento di ammissione alle negoziazioni nel nuovo mercato rilasciato da Borsa Italia spa in data 28 novembre 2000 con provvedimento n. 1379 nonché il 29 novembre 2000 il «nulla osta» da parte di Consob con procedimento n. 2501008/2000028074;
da notizie pubblicate dai quotidiani nelle giornate del 12 e 13 dicembre 2000 i cittadini sottoscrittori apprendevano che l'Ipo (Initial public offering) veniva annullata a fronte della manifestata volontà da parte del Global Coordinator, dello sponsor e dello Specialist di non dare corso al collegamento;
sempre dalla stampa gli investitori apprendevano la volontà della Sitcom di procedere ad avviare le necessarie azioni legali contro Chase Manhattan Corporation per aver interrotto il processo di collocamento, contrariamente all'espressa volontà della stessa Sitcom, e le giustificazioni addotte da Chase Manhattan per l'inadeguata copertura dell'offerta azionaria per sostenere adeguatamente il collocamento, posizione questa non supportata dallo sponsor italiano Banca Aletti & C. spa;
risultano pervenute sia in Consob, Borsa Italia spa e alla stessa Sitcom spa telefonate da parte degli investitori per conoscere se siano vere le notizie diffuse a mezzo stampa;
tale situazione anomala, la mancata Ipo di una azienda italiana per volontà dello stesso Global Coordinator straniero, potrebbe generare l'innescarsi di meccanismi ribassisti che potrebbero danneggiare ancor più lo stesso, con particolare incidenza negativa su quelle aziende italiane ad alta valenza tecnologica operanti nel settore dei media e della televisione in particolare -:
se risulta che Consob e Borsa Italiana spa abbiano vigilato nella fase precedente alla Ipo e se risulti che stiano attualmente vigilando per fornire al più presto notizie certe e garanzie agli investitori italiani e stranieri, e al mercato del settore dei new media al fine di tutelarne l'immagine all'estero;
se e quali iniziative intendano intraprendere per verificare quali siano le motivazioni formali che hanno indotto Chase Manhattan in qualità Global Coordinator, Sponsor e Specialist a rinunciare al collocamento, pur essendo stata coperta l'offerta con un coefficiente di 1,23 rispetto all'offerta iniziale;
se non ritengano che l'insieme dei fatti possa tradursi in una destabilizzazione ed in un indebitamento di quella componente dell'industria nazionale che opera nel mercato della televisione digitale, settore che rappresenta un mezzo di sviluppo indiscusso, e se del vero quali azioni a tutela dello stesso intendano adottare;
se ritengano che il comportamento adottato da Chase Manhattan nei confronti della italiana Sitcom possa precludere all'avvio di manovre da parte di gruppi stranieri, volte ad indebolire lo specifico comparto produttivo nazionale;
se ritengano che il comportamento adottato da Chase Manhattan nei confronti della italiana Sitcom possa danneggiare i suoi oltre 200 dipendenti e collaboratori e l'indotto produttivo attivato dalla Sitcom stessa e dal comparto della televisione digitale in Italia e in Europa, e causare ripercussioni negative nel mondo del lavoro e se del vero quali azioni a tutela dello stesso intendano adottare;
se e quali iniziative intendano intraprendere per supportare il processo di liberalizzazione e di pluralismo avviato dal Governo italiano e dall'Unione europea nel settore dei media e dell'informazione.
(4-33088)