Allegato B
Seduta n. 822 del 7/12/2000


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GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta orale:

COLA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
sul territorio nazionale sono funzionanti quattro ospedali psichiatrici giudiziari (S. Eframo di Napoli, F. Saporito di Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Montelupo Fiorentino) nei quali sono ristretti centinaia di detenuti a rischio;
così come più volte segnalato da varie organizzazioni sindacali di rappresentanza della Polizia penitenziaria, le succitate strutture versano in un irresponsabile stato di abbandono sotto tutti i profili, da quello logistico a quello igienico-sanitario, per finire all'assenza totale di attività di manutenzione;
il rapporto agenti penitenziari-detenuti ristretti negli ospedali psichiatrici giudiziari è di uno a cinque, di gran lunga inferiore rispetto a quello delle strutture carcerarie ordinarie;
in tale contesto, il personale di Polizia penitenziaria è costretto a sobbarcarsi di un defatigante lavoro, ai limiti delle possibilità umane e con gravissimi rischi per la propria incolumità, attese le particolari patologie di cui sono portatori gli internati;
a tutt'oggi, non vi è stata alcuna gratificazione di carattere economico, così come avvenuto per i magistrati che operano in sedi disagiate ed a rischio, nonostante vi siano proposte di legge in tal senso che giacciono da anni presso il Parlamento -:
se non sia quantomai urgente, una volta verificata la veridicità di quanto esposto in premessa, adottare gli opportuni provvedimenti per rimuovere l'inammissibile stato di abbandono dei surriferiti ospedali psichiatrici, rendendoli vivibili, sia nell'interesse degli stessi internati che del personale costretto ad operare in siffatte condizioni;
se non sia necessario incrementare immediatamente l'organico del personale di Polizia penitenziaria addetto alla sorveglianza degli internati, al fine di rendere più efficace il controllo ed evitare, pertanto, possibili tragedie;
se non sia, infine, equo prevedere ed applicare un'indennità speciale al personale di Polizia penitenziaria che opera nel più volte citato settore.
(3-06666)

MENIA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Giornale di mercoledì 6 dicembre, a pagina 4, si afferma che il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Gennaro avrebbe acquistato una villa bifamiliare in località San Giovanni La Punta (Catania), comprandola da un imprenditore edile, tale Carmelo Rizzo, ucciso nel '97 e già sottoposto a misure di prevenzione per una presunta appartenenza a «cosa nostra»;
nel novembre del 1991, informa lo stesso quotidiano, la Squadra mobile di Catania avrebbe stilato un'informativa proponendo l'applicazione di misure di prevenzione nei confronti del Rizzo, titolare dei cantieri edili citati al paragrafo "Attività imprenditoriale di Rizzo Carmelo nel comune di San Giovanni La Punta"; la maggior parte si riferisce a gruppi di ville bifamiliari, fra questi un gruppo di ville edificate in via (...) ove ha acquistato anche il giudice Giuseppe Gennaro» -:
se il dottor Gennaro avesse contezza, al momento dell'acquisto, che Carmelo Rizzo era personaggio quantomeno dalla dubbia fama;


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se non sia il caso di disporre delle verifiche circa i rapporti che intercorsero tra il giudice Gennaro e il Rizzo;
se siano esaustive le dichiarazioni che il presidente dell'Associazione nazionale magistrati ha rilasciato a Il Giornale, nelle quali afferma che la vicenda riguardante il Rizzo sia emersa successivamente al suo acquisto immobiliare;
se siano stati messi in luce i motivi che causarono, nel 1997, l'uccisione di Carmelo Rizzo, probabilmente da parte di appartenenti alla criminalità organizzata.
(3-06672)

Interrogazioni a risposta scritta:

MIRAGLIA DEL GIUDICE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
in data 8 maggio 2000 la So.pro.Di.Mec. srl in persona del suo legale rappresentante, presentava denuncia alla procura della Repubblica di Napoli nei confronti di alcuni dipendenti della società e in particolare contro la signora Maria Parola, chiedendo altresì il sequestro probatorio di atti tendenti a dimostrare un piano ordito da alcuni dipendenti contro la società di produzione;
allo stato non si è a conoscenza di alcun provvedimento posto in essere dall'autorità giudiziaria nonostante siano trascorsi 7 mesi dalla presentazione della denuncia -:
se l'autorità Giudiziaria investita della denuncia si sia interessata del caso sottoposto al suo esame e di provvedimenti che sono stati dalla stessa emessi.
(4-32976)

CONTI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il comune di Porto San Giorgio rientra nelle aree di competenza del tribunale di Fermo (Ascoli Piceno);
il suddetto tribunale ha emesso una lunga serie di sentenze civili risarcitorie nei confronti di privati ed enti a danno del comune di Porto San Giorgio;
la maggior parte delle pratiche definite in questi ultimi mesi erano in letargo da anni e facevano riferimento alle precedenti gestioni del comune -:
quante siano le cause giacenti, e a far data da quando, presso il tribunale di Fermo;
quante cause siano state definite negli ultimi mesi dal tribunale di Fermo e quante di esse comportino sentenze civili risarcitorie nei confronti di privati ed enti a danno di comuni che rientrano nella giurisdizione di quel tribunale;
come mai, viste le palesi colpe delle precedenti amministrazioni del comune di Porto San Giorgio, soltanto ora, in presenza di una giunta di centrodestra, il tribunale di Fermo si senta in dovere di definire tutte le cause giacenti.
(4-32977)