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il 21 ottobre 2000, si è svolta al Palavobis di Milano la convention dell'Ulivo per la nomina del candidato premier della coalizione. Nella scenografia adottata per l'evento predominavano cromature di blu e arancione del tutto simili ai colori del marchio di Wind, noto gestore telefonico;
il comitato «Rutelli 2001» utilizza, nel suo logo, i medesimi colori della società telefonica controllata dall'Enel;
il 30 novembre 2000, il Corriere della Sera rivelava che la Wind ha messo a disposizione di Francesco Rutelli e del suo staff, per tutta la durata della campagna elettorale, una rete telefonica e dei telefonini cellulari. La notizia non è stata smentita dal Comitato Rutelli 2001;
il 3 dicembre 2000, il quotidiano Libero informava che, il 31 dicembre prossimo, in concomitanza con la scadenza del contratto per la fornitura di trecento telefonini, il comune di Roma avrebbe deciso di scegliere il gestore telefonico Wind senza indire una regolare gara d'appalto -:
quali rapporti intercorrano tra Rutelli e i vertici della Wind, tali da indurre il sindaco di Roma e candidato premier dell'Ulivo a preferire il gestore controllato dall'Enel in deroga alle leggi sulla concorrenza, alle norme amministrative e al codice penale.
(3-06667)
sembra all'interrogante una vessazione del cittadino, in quanto si prevedono cavilli di ogni genere per ritardare una disdetta;
quello che appare inaccettabile sono le procedure arcaiche;
si critica tanto, e giustamente, la pubblica amministrazione, per poi assistere a delle richieste incomprensibili da parte di una società telefonica;
la TIM mentre accetta la richiesta di manutenzione in qualsiasi punto Tim, per la disdetta richiede una raccomandata da spedire nientemeno che a Crotone;
un utente ha spedito al Centro servizi della Tim «Datel» a Crotone lettera raccomandata per disdettare la manutenzione di due telefonini;
da Roma è stata richiesta disdetta per raccomandata, ma il Centro Data ha risposto di non potere accettare la disdetta, in quanto la raccomandata deve essere fatta con ricevuta di ritorno, ed ha richiesto documento d'identità del legale rappresentante;
la lettera di disdetta su foglio intestato era firmata dal direttore-proprietario;
l'interessato si è rivolto al 119, un addetto non sapeva cosa consigliare, ed ha promesso che l'avrebbe fatto chiamare da un funzionario, cosa che non è avvenuta;
se ritiene corretto il comportamento della TIM, che svolge in concessione un servizio pubblico;
se non si ritenga che il Governo abbia il dovere di intervenire per difendere i cittadini dai soprusi e dalle angherie di società concessionarie di mezzi pubblici che non solo raggiungono alti profitti, ma applicano anche procedure cavillose in cui si ravvisa, secondo l'interrogante, una sorta di «tortura» nei confronti dei clienti.
(4-32955)