Allegato B
Seduta n. 822 del 7/12/2000


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COMUNICAZIONI

Interrogazione a risposta orale:

BOCCHINO. - Al Ministro per le comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
il 21 ottobre 2000, si è svolta al Palavobis di Milano la convention dell'Ulivo per la nomina del candidato premier della coalizione. Nella scenografia adottata per l'evento predominavano cromature di blu e arancione del tutto simili ai colori del marchio di Wind, noto gestore telefonico;
il comitato «Rutelli 2001» utilizza, nel suo logo, i medesimi colori della società telefonica controllata dall'Enel;
il 30 novembre 2000, il Corriere della Sera rivelava che la Wind ha messo a disposizione di Francesco Rutelli e del suo staff, per tutta la durata della campagna elettorale, una rete telefonica e dei telefonini cellulari. La notizia non è stata smentita dal Comitato Rutelli 2001;
il 3 dicembre 2000, il quotidiano Libero informava che, il 31 dicembre prossimo, in concomitanza con la scadenza del contratto per la fornitura di trecento telefonini, il comune di Roma avrebbe deciso di scegliere il gestore telefonico Wind senza indire una regolare gara d'appalto -:
quali rapporti intercorrano tra Rutelli e i vertici della Wind, tali da indurre il sindaco di Roma e candidato premier dell'Ulivo a preferire il gestore controllato dall'Enel in deroga alle leggi sulla concorrenza, alle norme amministrative e al codice penale.
(3-06667)

Interrogazioni a risposta scritta:

LUCCHESE. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
sembra all'interrogante una vessazione del cittadino, in quanto si prevedono cavilli di ogni genere per ritardare una disdetta;
quello che appare inaccettabile sono le procedure arcaiche;
si critica tanto, e giustamente, la pubblica amministrazione, per poi assistere a delle richieste incomprensibili da parte di una società telefonica;
la TIM mentre accetta la richiesta di manutenzione in qualsiasi punto Tim, per la disdetta richiede una raccomandata da spedire nientemeno che a Crotone;
un utente ha spedito al Centro servizi della Tim «Datel» a Crotone lettera raccomandata per disdettare la manutenzione di due telefonini;
da Roma è stata richiesta disdetta per raccomandata, ma il Centro Data ha risposto di non potere accettare la disdetta, in quanto la raccomandata deve essere fatta con ricevuta di ritorno, ed ha richiesto documento d'identità del legale rappresentante;
la lettera di disdetta su foglio intestato era firmata dal direttore-proprietario;
l'interessato si è rivolto al 119, un addetto non sapeva cosa consigliare, ed ha promesso che l'avrebbe fatto chiamare da un funzionario, cosa che non è avvenuta;
se ritiene corretto il comportamento della TIM, che svolge in concessione un servizio pubblico;
se non si ritenga che il Governo abbia il dovere di intervenire per difendere i cittadini dai soprusi e dalle angherie di società concessionarie di mezzi pubblici che non solo raggiungono alti profitti, ma applicano anche procedure cavillose in cui si ravvisa, secondo l'interrogante, una sorta di «tortura» nei confronti dei clienti.
(4-32955)


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PAOLO RUBINO. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
Pontassuglia Ivano, Trincoli Carlo, Lolli Liliana, l'11 settembre 2000 dall'ufficio postale di Siena/4 a mezzo raccomandate AR n. 10048161929-4 - 10048161963-5 - 10048161964-7, inviarono corrispondenza alla Camera dei deputati;
il plico inviato conteneva domanda di partecipazione al Concorso pubblico - per titoli ed esami - per Commesso Parlamentare indetto dalla Camera dei Deputati;
i termini per la presentazione delle domande scadevano l'11 settembre 2000, data in cui i plichi vennero accettati dal predetto ufficio postale;
ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5 del bando, le domande andavano spedite (facendo fede a tal fine il timbro a data dell'Ufficio accettante) al servizio personale della Camera, esclusivamente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dello stesso bando sulla Gazzetta Ufficiale e recapitate, comunque, entro quarantacinque giorni dalla medesima data;
fino alla data del 24 novembre 2000, a distanza di oltre settanta giorni dalla spedizione, agli interessati non era ancora stato fatto recapitare l'avviso di ricevimento;
inoltre, le domande di partecipazione al concorso non sono mai pervenute alla Camera determinandone, quindi, l'esclusione delle persone in riferimento le quali, malgrado reiterate richieste di chiarimento avanzate, non conoscono lo stato degli invii delle raccomandate;
quanto sopra esposto costituisce gravissima lesione dei diritti dei cittadini ai quali è stato preclusa la possibilità di partecipare ad un pubblico concorso e, quindi impedito ogni tentativo di collocazione nel mondo del lavoro sancito dalla Costituzione;
quanto accaduto esplica nella sua interezza una palese controtendenza con gli obiettivi e l'impegno del Governo in tema di lavoro ed occupazione;
la cosa assume particolare gravità ove si considerino quali sacrifici hanno dovuto sostenere governo e Parlamento per il recupero dei rapporti cittadini-istituzioni;
appare assurdo come, nonostante l'elevata professionalità del personale e le sofisticate metodologie attuate dagli uffici della pubblica amministrazione, si possano verificare ancora simili, gravi inconvenienti -:
se non intenda disporre per l'avvio di un'indagine volta a verificare le ragioni che hanno determinato quanto sopra esposto e se non ritenga, una volta accertate eventuali responsabilità, assumere consequenziali provvedimenti.
(4-32961)

BIONDI, GAGLIARDI e NAN. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
in un Paese veramente democratico non dovrebbe essere disciplinata in termini di imitazione la comunicazione politica e dovrebbe essere consentita parità di accesso ai mezzi di informazione, almeno nei periodi non elettorali;
le leggi dello Stato, una volta esistenti, devono essere però rispettate da tutti, perché «la generalità» della legge è un principio non eludibile;
i Corerat regionali previsti dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 sono chiamati a vigilare sull'osservanza dell'attuazione e dei limiti previsti dalla legge;
è avvenuto invece che il canale televisivo Telecittà di Genova abbia inserito, nel suo palinsesto, la programmazione di due trasmissioni settimanali di trenta minuti, attribuite ad un magistrato, il dottor Adriano Sansa, già Sindaco di Genova del centro sinistra la cui lista «Noi per Sansa per Genova» è rappresentata in Consiglio comunale di Genova, ed un'altra con l'ex Ministro, deputato DS, Claudio Burlando;


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è accaduto inoltre che la stessa emittente, con buona pace della par condicio non abbia, al tempo stesso, previsto analoghe trasmissioni attribuendone la titolarità ad altri soggetti, espressione di liste, partiti, movimenti locali e nazionali, diversi da quelli sopra enunciati;
il sottosegretario Vita nella seduta della Camera n. 820 del 5 dicembre 2000 in risposta ad una interrogazione dell'onorevole Armaroli, relativa alla integrale trasmissione, sempre su Telecittà, del Festival dell'Unità, ha dichiarato che «al di fuori della campagna elettorale le trasmissioni televisive di interventi politici a convegni o manifestazioni non rientrano nei limiti previsti dalla legge n. 28 del 2000» -:
quale sia l'opinione del Ministro interrogato, poiché, se le cose stanno così come afferma il sottosegretario Vita, le forze politiche riunite in convegni ed i loro esponenti nelle dichiarazioni effettuate in manifestazioni politiche dovranno avere possibilità e parità di accesso, altrimenti solo Telecittà discriminerebbe tra questa o quella manifestazione, questo o quell'esponente politico, con elusione della par condicio;
quali conseguenti iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per impedire, non solo a Genova e in Liguria ma in tutta Italia che si verifichino abusi e devianze che non garantiscono l'eguaglianza dei soggetti politici e culturali né l'espressione di opinioni, valutazioni, programmi degni di essere ospitati con pari titolarità nei palinsesti televisivi nelle emittenti televisive private e non.
(4-32973)