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interezza, del parco archeologico e naturalistico pubblico dei porti di Claudio e Traiano mediante l'adozione di tutti gli atti necessari a recuperare al patrimonio pubblico ed alla stessa collettività la restante area portuale della Roma imperiale ivi compreso il bacino esagonale traianeo;
l'area portuale di Roma antica ricade oggi nel territorio del comune di Fiumicino in prossimità delle infrastrutture aeroportuali;
il sistema dei porti di Claudio e Traiano, unitamente all'area urbana dell'abitato di Portus, con i relativi quartieri al di là della fossa Traianea, alla necropoli monumentale connessa con l'articolato compendio archeologico della Basilica di Sant'Ippolito e delle attigue terme di Matidia ed allo stesso museo delle Navi, costituisce un complesso nei confronti del quale il ministero per i beni culturali ha investito ed investe in termini di impegno ed immagine;
l'estensione dell'antica città di Portus può essere calcolata intorno ai 65 ettari;
una parte della succitata area portuale è di pubblica proprietà e pertinenza e da anni è oramai nota ed accessibile al pubblico ed agli studiosi proprio in virtù del grande impegno profuso in questi anni dal ministero per i beni culturali che ha recuperato pienamente l'area da quelle che erano le fondamenta oscene di un safari park;
al contrario la restante parte dell'area portuale di Roma imperiale, ivi compreso il bacino esagonale traianeo, è ancora oggi di proprietà privata;
il quotidiano Corriere della Sera ha riportato, in data 19 novembre 2000, la notizia, non smentita, di un progetto turistico predisposto dai proprietari dell'area, che prevede «la costruzione di bar, ristorante e zona accoglienza per un totale di 3.300 metri quadrati»;
in data 22 novembre 2000 presso l'aula consiliare della provincia di Roma è stato presentato pubblicamente un comitato cittadino, costituito da numerose associazioni culturali, ambientali, dalle forze sindacali e da singoli cittadini e cittadine e denominato «Portus la città ritrovata»;
detto comitato si ripropone di richiedere l'inserimento dell'area portuale della Roma imperiale nel patrimonio mondiale dell'Unesco al fine di garantirne l'integrale e completa tutela e di scongiurare il pericolo di possibili speculazioni private;
il comitato cittadino si ripropone, conseguentemente, di richiedere al ministero per i beni culturali ed agli altri enti competenti l'attivazione delle sinergie necessarie per la migliore valorizzazione dell'area archeologica già di proprietà pubblica, nonché la costituzione, nella sua
considerato che l'area archeologica e naturalistica di cui si tratta, anche per la sua vicinanza con l'aeroporto internazionale di Fiumicino e per l'agevole collegamento ferroviario attivabile sulla linea FM1 in virtù del costituendo nodo ferroviario di Porto, già approvato e finanziato dalla giunta della regione Lazio nel 1997, non ancora realizzato, potrebbe e dovrebbe divenire un polo archeologico e naturalistico pubblico di grandissima importanza, un incommensurabile patrimonio archeologico capace di attrarre flussi turistici di rilevanza regionale, nazionale ed internazionale;
la realizzazione e l'effettiva attivazione del parco archeologico e naturalistico dei porti di Claudio e Traiano potrebbero costituire una importantissima occasione di sviluppo occupazionale per l'intero litorale romano compatibile con la tutela delle risorse ambientali e culturali del territorio -:
se risultino, alla data odierna, essere stati accertati abusi edilizi all'interno delle aree ancora di proprietà privata ma soggette a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 490 del 1999 ed eventualmente quali abusi edilizi siano stati realizzati;
se sia intendimento del ministero per i beni culturali attivare con gli altri enti locali competenti le sinergie necessarie per la migliore valorizzazione dell'area archeologica già di proprietà pubblica;
se sia intendimento del ministero per i beni culturali costituire, nella sua interezza, il parco archeologico e naturalistico pubblico dei porti di Claudio e Traiano mediante l'adozione di tutti gli atti necessari a recuperare al patrimonio pubblico ed alla stessa collettività la restante area portuale della Roma imperiale ivi compreso il bacino esagonale traianeo;
se sia intendimento del ministero per i beni culturali richiedere l'inserimento dell'area portuale di Roma imperiale nel patrimonio mondiale dell'Unesco.
(2-02772)
«Lenti, De Cesaris».