...
sui semi oleosi prevedenti la soppressione dei pagamenti specifici per tali produzioni.
Confagricoltura segue con comprensibile preoccupazione le fasi convulse e spesso contraddittorie derivanti dall'allarme «mucca pazza»;
le perdite accusate dal comparti zootecnico italiano ammontano già a circa 80 miliardi e, secondi i dati di Confagricoltura, crescono al ritmo vertiginoso di tre miliardi al giorno;
mentre si allestiscono strategie per il totale recupero della fiducia dei consumatori, appare peraltro necessario affrontare l'emergenze delle imprese del settore;
per sapere se non ritenga di dover provvedere a:
aprire l'ammasso pubblico delle carni ad un prezzo «anti Bse» riservato ai capi di oltre 18 mesi con un periodo di permanenza nelle stalle italiane di almeno 2-3 mesi, con effettuazione del teste rapido Bse sulle carni ritirate;
attivarsi per l'aumento dei premi comunitari per i capi bovini per recuperare il differenziale negativo derivante dal crollo delle quotazioni di mercato;
sospendere con urgenza le scadenze fiscali e ridimensionare gli oneri previdenziali;
concedere crediti agevolati a durata quinquennale con tassi agevolati dell'1 per cento;
varare una intensa campagna pubblica di informazione rivolta ai consumatori, incentrata sulle misure sanitarie e sulle garanzie offerte dagli allevamenti italiani;
mettere al bando le farine animali per l'alimentazione del bestiame e contestualmente avviare un «piano proteine» per accrescere il livello di approvvigionamento comunitario di vegetali da destinare a finalità nutrizionali sospendendo immediatamente l'applicazione delle regole comunitarie
(3-06664)