Allegato B
Seduta n. 821 del 6/12/2000


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LAVORI PUBBLICI

Interrogazione a risposta in Commissione:

BONO. - Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che:
da un impressionante numero di anni, è rimasta totalmente inevasa la pericolosissima emergenza costituita dalle periodiche inondazioni della Strada Statale 115 - Km 398+150 in località Cassibile - Siracusa e delle campagne circostanti in conseguenza delle piogge torrenziali che causano la tracimazione delle acque del torrente Mortellaro che, in quel punto, l'attraversano;
causa principale di detta tracimazione è, in particolare, la struttura dell'attuale «attraversamento» del torrente, costituito da tombini, sistematicamente ostruiti da sterpaglie e rifiuti di ogni genere, di per sé totalmente inadeguati a sostenere la portata delle acque in occasione delle piogge torrenziali;
innumerevoli sono state le azioni portate avanti sia dai proprietari dei terreni circostanti, coltivati ad ortalizi ed agrumeti, per i danni che subiscono per centinaia di milioni; sia dagli utenti della Strada statale, periodicamente interrotta, per la cui incolumità intervengono sistematicamente Polizia e Vigili del Fuoco;
le diffide e le denunce, che si sono succedute fin dal 20 novembre 1995 con ritmo incalzante, notificate all'Anas, al Genio Civile ed a tutte le altre autorità provinciali e regionali competenti, a tutt'oggi,


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non hanno ancora ottenuto l'effetto di fare affrontare l'emergenza e rimuovere «l'incombente gravissimo pericolo» per la circolazione, la pubblica incolumità e la salvaguardia di un vasto territorio coltivato ad ortaggi ed agrumeto;
appare non più oltre procrastinabile l'adozione di provvedimenti definitivi volti a realizzare nel minor tempo possibile un ponte o comunque un passaggio a luce unica al posto dei tombini, sull'esempio di quelli realizzati e collaudati nel tempo nella stessa zona; e di urgenza atti a consentire comunque il deflusso delle acque piovane -:
quali iniziative intenda assumere, con la massima urgenza, per indurre l'ANAS a risolvere al più presto l'annosa vicenda dell'attraversamento del Torrente Mortellaro all'incrocio con la S.S. 115, dotandolo di una struttura idonea ad evitare le periodiche inondazioni e rendere, pertanto, più sicuro il transito sulla statale 115; e, di concerto con tutte le altre autorità competenti, ad adottare, immediatamente data la stagione invernale inoltrata, tutti i provvedimenti d'urgenza atti a consentire, comunque, il deflusso delle acque;
quali altre iniziative intenda assumere per il radicale miglioramento della viabilità nell'area della Sicilia Sudorientale, in ordine soprattutto alle periodiche inondazioni che, in occasione di piogge torrenziali, interessano vari punti del martoriato percorso viario.
(5-08574)

Interrogazione a risposta scritta:

MENIA. - Al Ministro dei lavori pubblici, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro per la funzione pubblica. - Per sapere - premesso che:
sono in corso a Trieste i lavori di «riqualificazione» della storica Piazza dell'Unità d'Italia;
il costo complessivo di tale opera raggiunge i 10 miliardi di lire, messi a disposizione del comune di Trieste da parte della regione Friuli Venezia Giulia;
il progetto del comune di Trieste, asseritamente, dovrebbe configurarsi come un «ritorno all'aspetto storico» della piazza: in tale senso si é proceduto a risistemare la fontana posizionata al lato della piazza dal 1938 (fu spostata in occasione della visita di Benito Mussolini che parlò dal balcone del municipio) al centro della stessa. In compenso, però, la vecchia pavimentazione fatta di blocchi di «masegno» che era coperta da uno strato di asfalto ora tolto, viene via via sostituita da anonime piastre di pietra grigia;
interrogato in sede di consiglio comunale dalla consigliera di AN Rosolen, sulla sorte delle vecchie pietre, l'assessore preposto della giunta Illy, Drossi Fortuna secondo quanto risulta all'interrogante avrebbe affermato testualmente: «quelle pietre hanno la caratteristica di marcire... e il contratto di appalto non prevede assolutamente il riutilizzo di quelle pietre, pertanto l'impresa ne può disporre a suo piacimento»;
le pietre in questione sono invece così «marce» da poter essere rivendute dalla ditta appaltatrice (la cooperativa «rossa» Cesi di Imola) e riutilizzate in altri lidi d'Italia. Giornalmente, infatti, partono da piazza Unità a Trieste per destinazione ignota secondo quanto riferito all'interrogante, camion carichi di lastroni di masegno che erano la storica pavimentazione della stessa -:
se i ministri in indirizzo intendano appurare quanto sopra segnalato ed in particolare:
quale sia la destinazione delle pietre;
a quale ente o società siano state eventualmente vendute;
quale sia stato il ricavato per la Cesi e dunque il danno o mancato guadagno per il comune di Trieste;
in quale altra città d'Italia o all'estero siano state riutilizzate o siano da riutilizzarsi le suddette pietre per lavori di pavimentazione;


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se reputino che da parte del comune di Trieste si sia proceduto ad un inammissibile regalo pubblico nei confronti di una ditta già premiata con un compenso plurimiliardario;
se reputino, parallelamente, che sia stato prodotto un effettivo e documentabile depauperamento del patrimonio storico, ambientale ed economico della città di Trieste;
se, in conseguenza di un tanto, ritengano di segnalare la vicenda alla Corte dei conti affinché sia accertato il danno erariale prodotto;
quali iniziative vogliano comunque adottare per giungere al recupero a favore della cittadinanza triestina degli storici lastroni di masegno;
se corrisponda infine al vero che, là dove la fontana gettava prima la sua ombra, andranno a breve posizionati seggiole e tavolini di un nuovo caffè o esercizio pubblico legato o consorziato o comunque riportante il marchio di un noto caffè triestino.
(4-32916)