Allegato B
Seduta n. 821 del 6/12/2000


Pag. 35006


INTERNO

Interrogazioni a risposta scritta:

BECCHETTI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che:
gli argini del fiume Tevere nel tratto immediatamente precedente lo sbocco a mare, ed in particolare tra il viadotto Scafa e il ponte Due Giugno nel comune di Fiumicino sono stati considerati «fragili» dall'Autorità di Bacino competente secondo la quale in caso di «piena» del fiume le sponde non sarebbero in grado di contenere il flusso idrico con conseguente allagamento di Fiumicino, Isola Sacra e di parte dell'aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci;
i cittadini che verrebbero colpiti dalla calamità sono oltre centotrentamila e i danni compresi quelli all'aeroporto incalcolabili;
il piano straordinario emesso a settembre 1999 dall'Autorità di bacino del Tevere ha vincolato l'area interessata vietando la costruzione di nuovi fabbricati e bloccando opere pubbliche per 20 miliardi di lire;
il Tribunale delle Acque pubbliche ha, su ricorso dell'amministrazione locale, sospeso il vincolo condizionandolo al restauro degli argini del fiume;
la regione Lazio ha messo a disposizione sei miliardi di lire per effettuare i lavori necessari, lavori che ad oggi non sono stati neppure incominciati nonostante i solleciti effettuati dalla Regione Lazio al comune di Fiumicino;
considerato il particolare andamento climatico che ha già causato ingenti danni in altre regioni a causa dell'abbondanza di piogge cadute in maniera eccezionale sul nostro Paese il pericolo di una catastrofe naturale, e preannunciata, non può essere ulteriormente ignorato -:
cosa intendano fare per eliminare il rischio di allagamento di quattromila ettari di terreno densamente abitato e la possibilità di vedere allagato ed inagibile lo scalo aereo di Fiumicino;
quali siano le ragioni che hanno impedito di nominare un commissario ad acta per gestire e velocizzare il restauro delle sponde e di intervenire sul comune di Fiumicino perché proceda nel minor tempo possibile all'esecuzione dei lavori.
(4-32893)

DE CESARIS. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il Sindacato italiano unitario lavoratori polizia (S.I.U.L.P.) segreteria provinciale di Asti, il 18 luglio 2000, denunciò, per iscritto, a Lei, al Capo della polizia, al prefetto ed al questore di Asti, la cronica carenza di organico e la disarticolata organizzazione del lavoro che si ripercuotono negativamente sul poliziotto e sui cittadini;
nonostante la denuncia forte, non si è visto alcun segnale positivo tanto che il documento pienamente condiviso dalle organizzazioni sindacali, all'epoca esistenti, è poi sfociato in un una pubblica iniziativa, il 4 agosto 2000, forte della presenza di un sostanzioso numero di operatori di Polizia e della forze sindacali e politiche locali;
oggi, a distanza di due mesi dalla manifestazione del 4 agosto scorso non si è visto alcun segnale tangibile di risoluzione del malessere rappresentato dei poliziotti astigiani;
infatti le organizzazioni sindacali CO.I.S.P. - Italia Sicura - Lisipo - Siap - Sap - Siulp si sono riunite il 5 ottobre 2000 e per la tutela dei poliziotti e dei cittadini richiedono attenzione sui problemi la cui soluzione non è più prorogabile, che sfocerà in prossime iniziative sotto le sedi istituzionali provinciali e se non si vedranno immediati segnali positivi ci saranno forme di protesta più incisive ed eclatanti fino a quando la vertenza non sarà risolta;


Pag. 35007


nella provincia di Asti l'organico della polizia di Stato, non più rispondente alle attuali esigenze della realtà quotidiana (controllo del territorio e stranieri), è complessivamente al di sotto di 50 unità (questura e specialità) e vede la massiccia presenza di appartenenti al ruolo degli ispettori e fortemente carente nelle qualifiche del ruolo dei commissari e degli agenti ed assistenti, assente il ruolo dei dirigenti (esiste il solo vice questore vicario);
oltremodo l'amministrazione locale non fa nulla per migliorare le condizioni lavorative, razionalizzando le risorse, disconoscendo il sindacato quale valido interlocutore ed addirittura, spesso disattendendo le norme contrattuali -:
se non intenda rispondere urgentemente alla problematica sollevata con la presente interrogazione e quali iniziative intende, immediatamente, assumere per sanare la situazione denunciata dal SIULP di Asti, da oltre dieci anni.
(4-32905)

GRAMAZIO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che Bita Panajot, il cittadino che nel 1999 investì ed uccise il giovane Alessandro Conti nel quartiere di Tor Bella Monaca in Roma, sia stato fermato e immediatamente rilasciato dalla forze dell'ordine circa un mese fa senza che ne sia avuta notizia;
lo stesso cittadino extrcomunitario è recentemente tornato agli onori della cronaca in quanto, a seguito di un controllo delle forze dell'ordine, è risultato nuovamente in possesso della patente di guida sospesa all'epoca dei tragici fatti di Tor Bella Monaca;
tale documento, anche a seguito delle precise richieste dell'interrogante al prefetto di Roma, è stato ritirato al Panajot ma dopo poche ore si è scoperto, a seguito di un ulteriore controllo, che il cittadino albanese era in possesso di altre due patenti di guida, una internazionale e una albanese -:
quali iniziative intendano adottare il ministro interrogato affinché all'assassino del giovane Alessandro Conti non sia consentito di entrare in possesso di una quarta o quinta patente rilasciata non si sa da chi e che gli permetterebbe di continuare a scarrozzare su auto di grossa cilindrata con a bordo persone quantomeno equivoche e di «spadroneggiare» in determinati luoghi di malaffare nella città e nella provincia di Roma e in giro per l'Italia;
se non ritengano, infine, di intervenire a garanzia dell'ordine pubblico come ben ha fatto il prefetto di Roma, dottor Giuseppe Romano.
(4-32908)

VENDOLA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
in data 16 giugno 2000 è stata espletata la prova scritta relativa al concorso bandito dal comune di Valenzano (Bari), per la copertura di otto posti per vigile urbano;
in data 15 giugno 2000 il dottor Vitantonio Leuzzi - consigliere comunale - residente in Valenzano, alle ore 23,30 circa, ha rinvenuto nella propria cassetta postale, una lettera anonima nella quale venivano riportati i tre argomenti su cui si sarebbero articolate le tre tracce di temi da assegnare il giorno successivo - 16 giugno 2000 - allaprova scritta del succitato concorso di vigili urbani;
il dottor Leuzzi, in pari data ed ora, informava immediatamente dell'accaduto, per via telefonica, la stazione dei carabinieri, nella persona del maresciallo C. Mancusi, il quale, nel prendere atto di quanto esposto dal dottor Lezzi, lo invitava a presentarsi in caserma nella mattinata del giorno successivo - 16 giugno 2000 - per depositare la citata missiva anonima;
alle ore 9,50 del 16 giugno 2000, il dottor Leuzzi sporgeva regolare denuncia


Pag. 35008

nei confronti di ignoti presso la stazione dei carabinieri, dove depositava la missiva anonima ricevuta;
alle ore 11,00 del 16 giugno 2000, nella sede di svolgimento del concorso in questione - Fiera del Levante di Bari - veniva sorteggiato il tema da svolgersi tra le tre tracce formulate dalla Commissione Giudicatrice, le quali risultavano secondo quanto è noto all'interrogante, perfettamente coincidenti con quelle indicate nella missiva anonima consegnata dal consigliere Leuzzi alla stazione dei carabinieri di Valenzano;
la formulazione delle tracce di tali temi, secondo regolamento, doveva avvenire nella stessa mattinata della prova scritta, da parte della Commissione;
nel caso in oggetto è assolutamente evidente e documentale la circostanza della pregressa formulazione e della notorietà dei temi, non solo in aperta violazione del suddetto regolamento, ma anche in palese contrasto con le leggi dello Stato;
a tutt'oggi, decorso più di un mese, pur stante la preventiva denuncia di tale gravissimo fatto da parte del consigliere Leuzzi alla competente autorità giudiziaria, nessun opportuno intervento è stato ancora disposto da parte della magistratura pur avendo la locale stazione dei carabinieri potuto verificare la fondatezza della denuncia del Leuzzi;
il comune di Valenzano non è nuovo a siffatte illecite gestioni di concorsi pubblici, tant'è che nel 1995 si è reso protagonista di una vicenda simile per la quale la procura della Repubblica di Bari avviò un procedimento penale a carico di alcuni consiglieri comunali. Gli stessi sono stati inquisiti per i reati di cui agli articoli 110, 319 e 326 II comma del codice penale iscritti nel Registro Generale del giudice per le indagini preliminari n. 2541/99 e nel Registro Generale del pubblico ministero n. 16890/97 per la vicenda suesposta;
le persone inquisite nel procedimento penale succitato ad oggi ricoprono incarichi pubblici, come maggioranza politica, nel Consiglio Comunale di Valenzano -:
quali interventi si intendano porre in essere per i fatti suesposti;
per quale ragione le competenti Autorità, in presenza così tempestiva denuncia sul carattere «truccato» del concorso, non abbiano provveduto alla sospensione e al rinvio della prova scritta del 16 giugno 2000.
(4-32915)