Allegato B
Seduta n. 821 del 6/12/2000


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AMBIENTE

Interrogazione a risposta in Commissione:

MICHELANGELI. - Al Ministro dell'ambiente, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel territorio del comune di Colleferro, e precisamente nella località di Colleferro Scalo, è prevista la realizzazione di due termovalorizzatori per lo smaltimento di rifiuti;
a seguito delle proposte di larga parte della città e delle forze politiche di opposizione, preoccupati per l'impatto ambientale degli impianti ed i rischi per la salute dei cittadini, il sindaco di Colleferro, Silvano Moffa, si è impegnato alla sospensione dei lavori dei due termovalorizzatori;
a seguito di tale dichiarazione, il Consiglio comunale di Colleferro ha approvato, in data 14 novembre 2000, un ordine del giorno che plaudiva all'iniziativa del sindaco, e raccoglieva l'invito dello stesso al confronto più ampio con tutti i livelli istituzionali coinvolti, al fine di assicurare una soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani rispettosa dell'ambiente, della salute e della dignità dei cittadini di Colleferro;
risulta all'interrogante che il sindaco Moffa, invece di onorare l'impegno assunto davanti al consiglio comunale con un'ordinanza di sospensione dei lavori, si sia limitato a firmare un semplice invito alla sospensione dei lavori, che non ha sortito alcun effetto, in quanto i lavori stanno continuando;
anche gli studenti di Colleferro, il giorno 14 novembre 2000 hanno organizzato una manifestazione per protestare contro la realizzazione dei termovalorizzatori;
risulta inoltre all'interrogante che il sindaco di Colleferro che riveste tra l'altro anche la carica di presidente della provincia di Roma, invece di prendere atto della civile protesta degli studenti e delle loro richieste, abbia formulato, con una lettera inviata al provveditore agli studi di Roma e, per conoscenza, al preside dell'Ipsia di Colleferro, una grave censura per i docenti, rei, a suo giudizio, di aver di fatto organizzato la manifestazione, strumentalizzando e usando a proprio piacimento gli studenti;
preso atto del comportamento assunto dal primo cittadino di Colleferro sia per aver disatteso la richiesta di sospensione di lavori dei due termovalorizzatori che per la grave ed infondata accusa ai docenti e la mancanza di rispetto per la dignità degli studenti -;
quali iniziative di propria competenza il Governo intenda adottare per invitare il


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sindaco di Colleferro al rispetto delle decisioni del Consiglio comunale ed al rispetto delle normali regole civili e democratiche nei confronti delle istituzioni scolastiche e degli studenti.
(5-08579)

Interrogazione a risposta scritta:

LECCESE. - Al Ministro dell'ambiente, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in data 21 aprile 1998 i coordinatori della provincia di Lecce delle associazioni Legambiente e Italia Nostra presentavano alla Procura della Repubblica un esposto-denuncia segnalando avvenuti «lavori di spianamento, con abbattimento di estesi tratti di muratura a secco e vegetazione spontanea e riporto di materiale (...) al fine evidente di realizzare un collegamento viario con parcheggio»;
l'area in questione, attualmente in parte di proprietà della Fondazione Memmo, è stata oggetto tra il 1971 e 1984 di scavi archeologici che hanno attestato una frequentazione già in epoca preistorica e protostorica (villaggio dell'Età del Bronzo).
i relativi studi sono pubblicati, tra l'altro, sui volumi AA. VV. «Leuca» Galatina, 1978 e «La Passione per le origini» Lecce, 1997 e molti dei reperti ivi rinvenuti sono stati a lungo esposti in una mostra allestita presso il Museo Provinciale «S. Castromediano» di Lecce;
con nota del 28 aprile 1998 la Soprintendenza Archeologica della Puglia, dopo aver constatato nel corso di un sopralluogo l'avvenuta manomissione del giacimento archeologico, invitava, ai sensi della legge 1089/1939, il sindaco di Catrignano del Capo ad astenersi da qualunque iniziativa se non preventivamente concordata con la Soprintendenza;
in data 29 aprile 1998 il Sindaco di Castrignano del Capo, prof. Francesco Siciliano, rispondeva alla Soprintendenza Archeologica della Puglia negando che fossero state effettuate manomissioni nell'area;
in data 1o maggio 1998 l'Avv. Roberto Memmo il Prof. Francesco Siciliano, Sindaco del Comune di Castrignano del Capo dichiaravano a mezzo stampa che i lavori in questione erano stati effettuati per conto della Fondazione Memmo, nell'ambito del progetto di Convenzione esistente tra i due Enti finalizzato alla realizzazione di un Parco Naturale e di un Museo Talassografico. Tali lavori godevano di un'autorizzazione del responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Castrignano del Capo (Ing. Donato Vincenzo Cesari) concessa al fine di diservare il terreno e costruirvi un muro a secco;
in data 4 maggio 1998 il responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Castrignano del Capo emetteva provvedimenti di revoca dell'autorizzazione suddetta, avendo verificato che erano state eseguite opere in difformità ad essa;
l'area in oggetto è sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, idrogeologico e a servitù militare;
i fatti in oggetto hanno avuto una larga eco sui giornali locali e nazionali;
in data 14 luglio 2000 il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lecce dr. Lino Giorgio Bruno presentava richiesta di rinvio a giudizio per le vicende descritte per i signori;
Caporale Alessandro (amministratore unico della Romar srl di Lecce, proprietaria dell'ara interessata allo sbancamento);
Memmo Roberto (amministratore di fatto della Romar srl di Lecce e committente dei lavori);
Tranne Rocco (titolare dell'impresa incaricata di effettuare i lavori di sbancamento);
Siciliano Francesco (Sindaco del Comune di Castrignano del Capo);


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Cesari Donato Vincenzo (Dirigente dell'U.T.C. di Castrignano del Capo) -:
se il Ministro interrogato non ritenga di costituirsi in giudizio a tutela degli interessi del Ministero dal lui ricoperto.
(4-32917)