(Sezione 1 - Ripresa della festa dell'Unità di Genova da parte di una emittente televisiva locale).
ARMAROLI e ANEDDA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
a Genova per oltre venti giorni si è svolta la festa dell'Unità, festa per altro orbata dalla chiusura del giornale fondato da Antonio Gramsci;
una emittente televisiva genovese, e precisamente Telecittà, della quale la cooperativa Sette è proprietaria al 70 per cento, ha trasmesso per decine e decine di ore i dibattiti svoltisi durante la predetta festa, dando largo spazio ai maggiorenti dei Ds: da Veltroni a D'Alema, da Bassanini alla Vincenzi, da Burlando a Pericu, da Rognoni alla Pinotti;
l'emittente televisiva in parola, essendo presente con ben tre telecamere alla festa dell'Unità, ha avuto notevoli costi per la trasmissione dei vari dibattiti ma, anziché avere un ristoro economico dal partito che ha organizzato la festa, avrebbe pagato il partito in questione per eseguire le riprese all'interno della festa;
la legge 22 febbraio 2000, n. 28, che disciplina la cosiddetta par condicio, conferisce ai Corerat il potere-dovere di vigilare sulla corretta e uniforme applicazione della predetta normativa da parte delle emittenti locali anche nei periodi non elettorali;
il Corerat della Liguria, ad avviso dell'interrogante, avrebbe colpevolmente omesso finora qualsiasi vigilanza sull'episodio sopra denunciato;
l'editore dell'emittente televisiva genovese Primocanale, Maurizio Rossi, in data 20 settembre del 2000, ha inviato un esposto al Corerat della Liguria che per il momento non ha avuto seguito alcuno -:
se risulti che le modalità di trasmissione da parte di Telecittà siano oggetto di procedimento di accertamento da parte della competente autorità con riferimento all'applicazione della legge sulla par condicio e se abbia notizia dell'apertura di un procedimento penale in materia di violazione della legge relativa al finanziamento pubblico ai partiti. (3-06328)
(28 settembre 2000)