...
della quale l'Agenzia di protezione civile provvede, nei limiti del 70 per cento dei posti resi disponibili in piante organica e con onere a carico del proprio bilancio, all'inquadramento del personale che già gode di un contratto di lavoro a tempo determinato con l'Agenzia medesima;
ad interpretare l'inciso «previa selezione» in modo da assicurare che i meccanismi prescelti si armonizzino con i principi generali in materia di accesso al pubblico impiego, stabiliti dal decreto legislativo n. 29 del 1993.
ad interpretare l'inciso «previa selezione» in modo da assicurare che i meccanismi prescelti si armonizzino con i principi generali in materia di accesso al pubblico impiego, stabiliti dal decreto legislativo 29 del 1993.
ad assumere quanto prima le iniziative idonee a far sì che, con le stesse modalità stabilite per i dipendenti delle autorità di bacino di rilievo nazionale, anche per il personale delle autorità di bacino di rilievo regionale ed interregionale, assunto ai sensi del succitato decreto-legge n. 180 del
1998, sia consentito la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
La Camera,
a prevedere un congruo contributo straordinario per la sistemazione idraulico-forestale e sistemazione aree in frana delle zone pedemontane e collinari in provincia di Treviso.
La Camera,
a verificare la mappatura dei comuni a rischio e a prevedere misure di sostegno e riqualificazione territoriale nell'interesse di una maggiore tutela del territorio regionale della Basilicata.
La Camera,
a) ad assicurare, nell'ambito della manovra di finanza pubblica, l'utilizzazione delle risorse stanziate anche per le zone colpite dagli eventi alluvionali verificatisi nell'intero mese di novembre 2000, con le medesime procedure disposte dal presente decreto;
ad inserire, in un provvedimento indifferibile ed urgente di prossima adozione, la possibilità di applicare per l'emergenza e la ricostruzione delle zone colpite dai recenti fenomeni alluvionali, le disposizioni del Fondo di solidarietà nazionale, come modificate e integrate in occasione dell'alluvione del 1994, allo scopo di utilizzare in modo tempestivo ed efficace le risorse stanziate dalla legge finanziaria 2001.
comuni calabresi indicati nell'ordinanza n. 3094 del 2000 del ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile
a sollecitare immediatamente le competenti autorità nazionali, regionali e locali per segnalare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del disegno di legge A.C. 7431, attraverso relazioni tecniche, le situazioni di pericolo imminente e di emergenza ove occorrono interventi urgenti di consolidamento, ripristino e ristrutturazione o abbattimento di manufatti che rappresentano un rischio per la vita umana.
a predisporre la possibilità per gli enti locali colpiti dalle avversità atmosferiche del 1997 di cui alle ordinanze 4 luglio 1997, n. 2622, e 24 luglio 1997, n. 2627, e di cui all'articolo 22 della legge 30 marzo 1998, n. 61, che hanno assunto personale a tempo determinato ad autorizzare in deroga alle vigenti normative in tema di reclutamento, ed a trasformare i rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato mediante indizione di appositi concorsi riservati al personale assunto con le predette modalità, in servizio alla data di indizione dei bandi stessi, per la copertura di posti di pianta organica di categoria corrispondente a quella di assunzione. Alla copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del presente comma, gli enti locali provvedono mediante utilizzo di fondi propri.
vista, in particolare, la disposizione di cui all'articolo 7, comma 1-bis, in virtù
rilevato che all'uopo è disposto che si provveda previa selezione;
considerati gli aspetti costituzionali e normativi che regolano le assunzioni nel pubblico impiego, più volte richiamati anche dalla Suprema Corte;
9/7431/1.Palma.
esaminato il disegno di legge n. 7431;
vista, in particolare, la disposizione di cui all'articolo 7, comma 1-bis, in virtù della quale l'Agenzia di protezione civile provvede, nei limiti del 70 per cento dei posti resi disponibili in pianta organica e con onere a carico del proprio bilancio, all'inquadramento del personale che già gode di un contratto di lavoro a tempo determinato con l'Agenzia medesima;
rilevato che all'uopo è disposto che si provveda previa selezione;
9/7431/2. Lucidi.
esaminato il disegno di legge n. 7431, di conversione del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279;
rilevato che l'articolo 6-bis del suddetto testo ha previsto che il rapporto di lavoro a tempo determinato del personale assunto dalle autorità di bacino di rilievo nazionale ai sensi del decreto-legge n. 180 del 1998 possa essere trasformato, immediatamente e direttamente, in rapporto a tempo indeterminato per la copertura di corrispondenti posti vacanti nelle dotazioni organiche;
considerato che anche le autorità di bacino di rilievo regionale ed interregionale hanno assunto ed utilizzano personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi del medesimo decreto-legge n. 180 del 1998;
riscontrato che le funzioni e i compiti svolti dalle autorità di bacino di rilievo regionale ed interregionale sono gli stessi di quelli degli omologhi enti di rilievo nazionale;
tenuto conto che la previsione della possibilità di trasformare i rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato solamente per il personale delle autorità di bacino di rilievo nazionale configura una oggettiva ed immotivata disparità di trattamento tra dipendenti che sono stati assunti ai sensi della medesima normativa (decreto-legge n. 180 del 1998) e che sostanzialmente assolvono gli stessi compiti di programmazione e di pianificazione;
9/7431/3. Piccolo, Fronzuti, Del Barone, De Franciscis.
esaminato il provvedimento in titolo;
preso atto delle disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 1 del provvedimento in oggetto;
constata la situazione di dissesto idrogeologico in cui vertono le zone pedemontane e collinari della provincia di Treviso;
verificato che la particolare geomorfologia dei territori dei comuni di Farra di Soligo, Vittorio Veneto, Sarmede, Tarzo, Valdobbiadene, Miane e Follina rende queste zone molto vulnerabili, in quanto i rilievi collinari e montani si caratterizzano da una elevata pendenza, il cui equilibrio è reso precario da continue infiltrazioni d'acqua nelle pendici;
considerato che, come sempre accade in occasione di forti precipitazioni, le recenti piogge e alluvioni hanno reso il suolo ancora più instabile, provocando nelle località succitate frane;
tenuto, altresì, conto che l'erosione di terreni per infiltrazioni e corsi d'acqua comporta l'abbandono delle attività agricole, forestali e zootecniche, in quanto, in mancanza di opere di prevenzione, i fenomeni di dissesto possono assumere dimensioni tali da incentivare lo spopolamento delle località;
9/7431/4. Michielon.
premesso che:
la Basilicata risulta essere una regione a rischio dissesto idrogeologico in considerazione della sua condizione geomorfologica con movimenti franosi in molti comuni;
dal disegno di legge di conversione risultano solo tre i comuni su 130 interessati da misure di sostegno;
il dato risulta penalizzante per interi comprensori che tutt'oggi si confrontano con problemi di dissesto e che accentuano la crisi dei piccoli comuni della Basilicata in quanto il relativo abbandono priva l'ecosistema di un importante presidio per la manutenzione del territorio;
9/7431/5. Molinari.
premesso che:
tra gli «interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico in materia di protezione e per zone colpite da calamità naturali» previsti dal decreto-legge n. 743, di conversione del decreto-legge n. 279, sono previste varie misure di sostegno finanziario;
tali misure consistono in contributi a fondo perduto, prestiti a credito agevolato e fondi centrali di garanzia, ai sensi di precedenti leggi;
pur esprimendo apprezzamento per la tempestività delle misure stesse, si rileva preliminarmente che gli stanziamenti risultano insufficienti, in rapporto alle esigenze rilevate;
considerato che:
la delegazione della Commissione attività produttive della Camera, nel corso della missione effettuata nelle regioni del nord e negli incontri con le prefetture, gli enti locali, regioni, province e comuni più rappresentativi, con le camere di commercio, con le organizzazioni di categoria, con i sindacati, con comunità e consorzi di vario livello presenti sul territorio, ha rilevato:
danni di notevole entità ancora in corso di valutazione da parte degli stessi soggetti alluvionati nelle regioni Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia e Liguria, nei settori di attività industriale, a livello di PMI e grande impresa, dell'artigianato, del turismo, del commercio, delle attività di trasformazione e commercializzazione della filiera agroalimentare, per cui non è ancora in grado di formulare un quadro definitivo dei danni stessi;
condizione di rischio permanente per il possibile ripetersi di eventi alluvionali, ed in particolare nella regione Liguria, come già verificato per i soggetti bialluvionati che impongono la più celere adozione di interventi per la protezione migliore possibile degli impianti stessi, anche nel sedime e all'interno dei luoghi di lavoro, e per la sicurezza dell'esercizio e delle attività;
che in alcune zone si impone una significativa delocalizzazione delle attività produttive;
che l'assetto delle reti idrauliche e quello conformatorio di terreni localmente coinvolti dall'evento alluvionale non è più tale da garantire una adeguata protezione delle acque e neanche l'esercizio ordinato delle attività produttive agricole;
che il pericolo di eventi calamitosi è sempre più elevato per la riconosciuta evolutività dei fenomeni alluvionali;
che i danni e il rischio di eventi calamitosi sulle infrastrutture stradali e sulle reti di servizio, rendono precario l'esercizio delle attività produttive;
che il rischio di alluvioni di ampi quartieri della città di Torino richiede la messa in sicurezza;
che la Val Sesia corre seri pericoli;
che la Dora Riparia nella città di Torino e la Dora Baltea nell'area del Crescentino non sono in sicurezza;
che il territorio ed il sistema idraulico tra la Dora Baltea ed il Sesia deve essere messo in condizione di sicurezza idraulica;
che il Po, nell'ambitato di Torino e di Casale, non appare in sicurezza;
che i sistemi del Canale Cavour e del Canale Farini non riescono a garantire adeguata efficienza idraulica;
che l'area nucleare di Saluggia corre seri rischi;
che la provincia di Verbania è ad elevato rischio in tutto il territorio, registrando interruzione del collegamento viario internazionale, dissesto idrogeologico nei bacini in territorio svizzero e in Val d'Ossola;
che la provincia di Sondrio presenta pericolo diffuso di dissesto idrogeologico;
che per la Valle Olona deve essere data attuazione, con inizio entro sei mesi, ad un piano di riduzione del rischio, essendo stata più volte alluvionata negli ultimi anni;
impegna il Governo, riguardo al settore delle attività produttive, a:
utilizzare strumenti di maggiore attenzione e partecipazione comunitaria quali gli aiuti per le zone obiettivo 2, con il riconoscimento di una maggiore ampiezza e con una maggiorazione fino ad un massimo del 15 per cento rispetto ai benefici ordinari, in conformità all'articolo 87 del trattato di Amsterdam;
concedere proroghe adeguate degli adempimenti fiscali fino al 31 dicembre 2001 per i danneggiati in condizioni più critiche;
sostenere i consorzi regionali e locali di garanzia fidi con un contributo alle spese per il funzionamento e con partecipazione al rischio, attivando un adeguato fondo di rotazione;
utilizzare le camere di commercio per le raccolta delle istanze di agevolazione in sinergia e in alternativa ai comuni, che sono già caricati di tutti i problemi relativi ai danni alle zone abitate ed alle infrastrutture;
estendere con chiarezza gli aiuti e la detraibilità delle spese per le strutture utilizzate in affitto, se accompagnate dal patto di conferma del contratto di affitto per lungo periodo;
definire con chiarezza i termini temporali e l'entità degli aiuti e delle agevolazioni, affinché se ne possa tenere conto nei piani d'impresa per le regioni alluvionate;
ricorrere, nel caso delle grandi imprese, il più possibile al credito agevolato, stabilendo in tre mesi dalla presentazione della domanda, i termini massimi per l'attivazione degli aiuti;
riconoscere i benefici della delocalizzazione agli interventi di messa in sicurezza degli impianti anche all'interno delle strutture produttive esistenti;
accelerare le procedure per la delocalizzazione dalle aree a rischio e prevedere in sei mesi i tempi di concessione di tutte le approvazioni alla scadenza dei quali prevedere la nomina di un commissario ad acta;
utilizzare lo strumento della defiscalizzazione;
accelerare e adeguare alla situazione attuale patti territoriali in corso di definizione;
prevedere un piano di ripristino integrato specifico nelle zone ad elevato valore ambientale, quali quelle delle cinque terre e dell'area Sanremese;
ripristinare, con massima urgenza, ed integrare il sistema di collegamento viario e ferroviario nazionale ed internazionale in Liguria, Valle D'Aosta e in provincia di Verbania e su tutte le altre direttrici strategiche.
9/7431/6Saraca, Saonara, Repetto, Buglio, Cambursano, Chiappori, Stradella.
esaminato il disegno di legge n. 7431, recante la conversione in legge del decreto legge n. 279 del 2000;
preso atto che il provvedimento, pur con le numerose modifiche introdotte dal Senato, non predispone soluzioni esaustive alle numerose questioni connesse agli eventi calamitosi verificatisi nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2000;
tenuto che, nel corso dell'ampio ed approfondito dibattito svolto nell'ambito del comitato ristretto della VIII Commissione e presso la Commissione medesima, sono state individuate talune soluzioni normative per una serie di questioni e che tuttavia i limitatissimi tempi a disposizione per la conversione del decreto-legge non consentono di apportare tali modifiche al provvedimento; è indispensabile che tali soluzioni individuate unitariamente, siano adottate attraverso l'approvazione di apposite norme o in sede di legge finanziaria o attraverso la predisposizione di un provvedimento di urgenza
tenuto conto altresì che nel corso dell'esame svolto in sede referente, sono state esaminate anche questioni ulteriori, sottese agli emendamenti presentati dai diversi gruppi, prefigurando la possibilità di una loro soluzione nell'ambito di apposite ordinanze di protezione civile;
b) a verificare altresì quali interventi - tra quelli indica i negli emendamenti al decreto-legge concordati nell'ambito del comitato ristretto e della VIII Commissione - possano essere attuati nell'ambito della manovra di finanza pubblica;
c) a verificare altresì, quali delle questioni sottese agli ulteriori emendamenti presentati dai gruppi in Commissione possano essere risolte con apposite ordinanze di protezione civile, da emanare ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992;
d) ad adottare ogni opportuna iniziativa affinché siano fornite garanzie alle popolazioni ed alle imprese interessate per la concessione delle provvidenze previste dal decreto-legge nella misura massima consentita dal medesimo decreto;
e) ad esaminare ogni ulteriore esigenza derivante dagli eventi alluvionali del settembre, ottobre e novembre 2000, affinché tutte le questioni ancora aperte possano trovare soluzione attraverso l'adozione di un idoneo, urgente provvedimento.
9/7431/7
(Testo così modificato nel corso della seduta)Zagatti, Muzio, Crema, Gardiol, Parolo, Zacchera, Stradella, De Cesaris, Saraca, Casinelli, Rogna Manassero di Costigliole.
considerato:
che il settore agricolo ha subito danni molto ingenti a causa del complesso dei fenomeni alluvionali dell'autunno scorso;
che esso rappresenta una quota importantissima del valore aggiunto delle regioni colpite, in cui si trovano attività economiche di grande pregio quali la viticoltura, la risicoltura, l'allevamento;
che in tale ambito vanno altresì considerato i danni alle infrastrutture pubbliche e private di irrigazione e bonifica, che costituiscono un indispensabile supporto all'economia delle zone colpite, non solo con riferimento al settore agricolo;
che il ristoro dei danni alle imprese agricole riveste una duplice valenza per l'importanza, non solo sotto il profilo economico-produttivo, ma altresì per l'insostituibile funzione di presidio del territorio che esse svolgono, in montagna, in collina e in pianura;
che una forma indispensabile di prevenzione di danni futuri è costituita da un tempestivo, efficace ed adeguato sostegno alle imprese agricole, che devono essere poste nella condizione di riparare i danni e ricostruire con maggiori potenzialità di investimento;
che tali esigenze erano state considerate dalla legislazione adottata per fronteggiare le conseguenze degli analoghi eventi alluvionali del 1994, anche sotto il profilo delle semplificazioni procedurali, indispensabili per ricostruire tempestivamente
9/7431/8Ferrari.
considerate le gravi condizioni di dissesto idrogeologico in cui versano alcuni
9/7431/9Bergamo.
premesso che:
durante l'alluvione che ha colpito la Lombardia nel 1997 parecchi comuni della stessa regione sono stati sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro, ed in alcuni casi hanno dovuto assumere nuove forze lavorative a tempo determinato;
perdurando le condizioni di emergenza e tutela del territorio si trovano nella situazione di dover mantenere lo stesso organico straordinario;
9/7431/10Ciapusci.