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la premessa dei fatti è costituita dalla prova di preselezione di concorso alla quale avevano partecipato circa 3.500 aspiranti notaio dei quali 600 risultarono poi esclusi dall'esame di concorso;
parte degli esclusi ricorrevano al TAR e i giudici amministrativi li ammettevano con riserva;
non tutti tali provvedimenti dell'autorità giudiziaria amministrativa furono impugnati al Consiglio di Stato;
ieri 29 novembre erano convenuti a Roma circa 2.000 partecipanti al concorso di notaio: si trattava di cittadini che hanno dietro alle spalle anni di studio e, perché no, di sacrifici anche economici;
al momento di dar inizio alla prova di esame si sarebbero presentati alcuni Carabinieri per comunicare verbalmente che, a seguito di sentenza del Consiglio di Stato, parte dei candidati presenti dovevano essere esclusi dall'esame e, pertanto, essere fisicamente allontanati;
iniziava così una vivace contestazione della pretesa di espulsione fondata anche sulla disparità di trattamento tra coloro che esclusi dalle pre-selezioni, vittoriosi dinanzi al TAR, non erano stati convenuti in sede di impugnativa al Consiglio di Stato, e gli altri che, nelle stesse condizioni; avevano subito un trattamento discriminatorio rispetto ai primi poiché soltanto le decisioni dei TAR che li riguardavano erano state impugnate davanti al Consiglio di Stato. Altra contestazione formale, ma estremamente grave se veritiera, consisteva nella circostanza che della sentenza del Consiglio di Stato, in base alla quale si deve procedere all'espulsione fisica dei candidati, non veniva offerto alcun atto scritto, doverosamente essenziale (ad esempio il prescritto biglietto di cancelleria dell'avvenuto deposito della decisione);
seguiva una baraonda da caravan serraglio nella quale si è visto il Presidente della Commissione prima dimettersi e poi ritirare le dimissioni, prima aprire una busta del tema e poi richiuderla;
di fatto i concorrenti sono stati tenuti chiusi nei locali per 9 ore nel trambusto e nella alternante aspettativa circa l'effettuazione o meno della prova -:
se non intenda formalmente scusarsi dell'accaduto con i concorrenti e come il Ministero intenda regolarsi per eventuali richieste di risarcimento del danno;
come sia potuto accadere quello che può definirsi il pasticciaccio brutto di «questo concorso»;
se siano stati individuati i responsabili dell'accaduto; se nei loro confronti siano stati presi o si intendano prendere tutti i più rigorosi provvedimenti sanzionatori;
se e quando si effettueranno le nuove prove d'esame e con quali garanzie affinché non si ripeta quanto accaduto con grave discredito per la P.A. e per le istituzioni.
(2-02761)
«Parrelli, Abaterusso, Bielli, Bogi, Brancati, Brunale, Buglio, Caccavari, Capitelli, Caruano, Cennamo, Cento, Cesetti, Corvino, Dedoni, Di Fonzo, Faggiano, Fredda, Marco Fumagalli, Gaetani, Gasperoni, Giacco, Giardiello, Leoni, Luongo, Malagnino, Manzato, Mariani, Mastroluca, Migliavacca, Novelli, Mario Pepe, Petrella, Raffaldini, Rava, Rossiello, Rotundo, Ruffino, Ruzzante, Sedioli, Settimi, Soave, Stanisci, Susini, Tattarini, Trabattoni, Ventura».