Allegato A
Seduta n. 789 del 12/10/2000


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(Sezione 4 - Accertamento dell'esatto numero delle vittime delle stragi compiute dai serbi in Kosovo)

D) Interrogazioni:

RIVOLTA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
un gruppo di medici legali spagnoli, inviati in Kosovo per conto del tribunale speciale internazionale per i crimini nella ex-Yugoslavia al fine di eseguire le autopsie sui cadaveri dei kosovari di etnia albanese assassinati dai serbi nel corso del recente conflitto, ha ufficialmente dichiarato di non essere riuscito a ritrovare più di 200 cadaveri;
l'Fbi, incaricato dal Governo americano di ricercare e riesumare i cadaveri delle vittime del presunto genocidio, non è ugualmente riuscito a trovarne più di altri 200;
a Diacovica, ove furono denunciati almeno 100 omicidi, a Izbica, in cui si parlò di un ugual numero di assassinati, in altre località kosovare nelle quali furono denunciati eccidi non è stato ritrovato alcun, ripeto alcun, cadavere nonostante siano state effettuate approfondite ricerche nei luoghi della presunta sepoltura;
fonti ufficiali internazionali, diffuse anche in Italia, e lo stesso Governo italiano riferirono invece di almeno 11.000 morti;
la guerra in Serbia è stata giustificata con la spiegazione ampiamente diffusa che era in corso un genocidio ai danni della popolazione di etnia albanese effettuato da truppe militari e paramilitari serbe;
il sentimento popolare italiano, naturalmente ostile alle guerre, fu impressionato dalla campagna di stampa che denunciava carneficine e stragi in corso, e fu conseguentemente orientato ad avallare un'azione ostile da parte della Nato in un Paese terzo -:
se il Governo italiano conosca e confermi le dichiarazioni rilasciate dai medici legali spagnoli e dal rapporto dell'Fbi;
se la Nato intenda prendere atto di una disparità evidente tra il numero delle vittime ed i danni causati dai bombardamenti alleati in Serbia ed in Kosovo ed i cadaveri di kosovari oggetto del presunto genocidio ritrovati dopo una ricerca durata quattro mesi;
se corrisponda al vero che tra i progetti di ricostruzione dei Balcani dopo i danni causati dagli attacchi Nato, venga data particolare enfasi alla realizzazione del corridoio n. 8, di enorme importanza strategico-commerciale per gli Stati Uniti, anche in via prioritaria rispetto al corridoio


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n. 5, al cui completamento è invece interessata l'Italia e se il Governo è consapevole delle conseguenze di carattere strategico ed economico che ciò comporterebbe per l'Italia. (3-04576)
(10 novembre 1999).

DELMASTRO DELLE VEDOVE e GNAGA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nel mese di maggio del 1999 il Segretario statunitense alla difesa William Cohen dichiarava al mondo che le vittime della repressione e della pulizia etnica serba in Kosovo erano centomila;
la diffusione, attraverso i «media» di tutto il mondo, di una notizia tanto drammatica contribuì, in maniera determinante, a rendere accettabile la guerra aerea scatenata contro la Serbia;
lo stesso Presidente del Consiglio italiano, nelle sue comunicazioni al Parlamento, richiamò questo genocidio attingendo ai dati sulla cui attendibilità nessuno, all'epoca, ebbe il coraggio di esprimere dubbi;
oggi, dopo cinque mesi dalla cessazione delle ostilità aperte dalla Nato, e dopo le ricerche effettuate da una commissione di 500 esperti provenienti da quindici Paesi, i corpi effettivamente riesumati sono 670, comprendenti morti in combattimento o sotto i bombardamenti degli aerei della Nato;
anche prestigiose testate estere, quali il Sunday Times e Le Monde, scrivono apertamente che il numero dei morti è, per fortuna, enormemente inferiore a quello comunicato dal governo americano e fatto proprio dal nostro governo;
prende corpo il grave sospetto che le cifre siano state artatamente gonfiate per dare un significato agghiacciante alla criminalizzazione di Milosevic e così giustificare, sull'onda della emotività dell'opinione pubblica mondiale, una operazione di polizia internazionale per rovesciare un regime non gradito -:
quale sia il numero esatto dei morti accertati in Kosovo alla data odierna;
se il Presidente del Consiglio dei ministri sia in grado di confermare, sul punto, le dichiarazioni solenni rilasciate in Parlamento;
se non senta il dovere di smentire ogni falsificazione propagandistica che dovesse già risultare provata sulla base degli accertamenti sin qui eseguiti dalla Commissione del tribunale dell'Aja per i crimini di guerra in Jugoslavia (Icty).
(3-04580)
(10 novembre 1999).