(Sezione 2 - Servizio di scorta disposto a favore di un ex capo di stato maggiore della Guardia di finanza)
B) Interrogazione:
CALZAVARA, ORESTE ROSSI e ALBORGHETTI. - Ai Ministri delle finanze e dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il 22 settembre 1997, nel telegiornale trasmesso da Rai 2 alle ore 13.00, è andato in onda un servizio curato dal giornalista Walter Vecellio relativo agli interrogatori svolti dai magistrati della procura di Perugia (sul filone d'inchiesta cosiddetto «toghe sporche») nei confronti dell'ex presidente delle ferrovie dello Stato - Lorenzo Necci - e dell'ex capo di stato maggiore della guardia di finanza - generale Nicolò Pollari;
sia ai giornalisti presenti che agli operatori televisivi è stato impedito di avvicinarsi al vicepresidente del Ce.Si.S. - Nicolò Pollari - da un «cordone» di guardia di finanza in uniforme che, presumibilmente, nella circostanza fungevano da scorta dello stesso Pollari;
un altro appartenente alla guardia di finanza - presumibilmente un ufficiale - in maniera oggettivamente plateale e con atteggiamento minaccioso, avrebbe pronunciato nei confronti dei giornalisti Rai presenti le seguenti testuali parole: «Siamo della guardia di finanza, favorite i vostri documenti», palesando un comportamento illegittimo, ad avviso degli interroganti in quanto non era ipotizzabile alcun pericolo sia per l'ordine che per la sicurezza pubblica -:
da chi e per quali motivi sia stato ordinato il servizio di scorta a beneficio dell'ex capo di stato maggiore della guardia di finanza Nicolò Pollari, atteso che il coinvolgimento del Pollari nell'inchiesta condotta dalla procura di Perugia nulla ha a che vedere né con il pregresso che con il presente incarico ricoperto dallo stesso;
se non si ritengano opportuno assumere iniziative (sia regolamentari che disciplinari) al fine di impedire per il futuro che abbiano a ripetersi comportamenti illegittimi, da parte della guardia di finanza, sia nei confronti degli operatori dell'informazione e nei confronti dei cittadini;
quali provvedimenti si intendano adottare (di natura disciplinare e regolamentare e attivando la magistratura competente sia ordinaria che contabile) nei confronti di coloro che hanno ordinato quel servizio che, come si appalesa, ha distolto dai compiti istituzionali un nutrito gruppo di guardie di finanza, proprio nel momento in cui si preparano per i cittadini nuovi e più pesanti adempimenti fiscali, dando il senso di una scarsa considerazione sia dei problemi che dei sacrifici a cui sono sottoposti i contribuenti di questo Paese. (3-04538)
(8 novembre 1999)