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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Vascon n. 3-03290 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 10).
ANTONINO MANGIACAVALLO, Sottosegretario di Stato per la sanità. Signor Presidente, anche nel rispondere a questa interrogazione mi baserò su quanto ci è stato riferito dal commissario di Governo, nello specifico presso la regione Veneto.
dell'ospedale civile di Noale (azienda sanitaria locale n. 13) per l'accertamento sanitario dell'invalidità civile da parte della seconda commissione invalidi civili di Noale. Risulta fra l'altro che alla visita abbia partecipato uno specialista di neuropsichiatria infantile in rappresentanza dell'ANFASS.
PRESIDENTE. L'onorevole Vascon ha facoltà di replicare.
LUIGINO VASCON. Signor Presidente, francamente, a parte la chiara illustrazione del sottosegretario, che ha risposto puntualmente, il senso della mia interrogazione è stato, se mi è concesso il termine «dribblato».
Il sottosegretario di Stato per la sanità ha facoltà di rispondere.
Risulta che la bambina cui si fa riferimento nell'interrogazione sia stata visitata il 23 giugno 1998 presso gli ambulatori
La visita, essenzialmente, si è soffermata sulla deambulazione e sul linguaggio, senza prolungarsi ovviamente alla ricerca di elementi non necessari ai fini della valutazione del caso specifico. La minore è stata riconosciuta invalida per le effettive difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni propri della sua età, in base all'articolo 1 della legge n. 280 del 1990, con diritto, quindi, ad ottenere dalla prefettura la cosiddetta indennità di frequenza, che è di 388.460 lire e che permane fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età. La percentualizzazione dell'invalidità a cui lei ha fatto riferimento nella sua interrogazione è prevista solo a partire dai diciotto anni, subentrando da quel momento il diritto ad altri benefici, quali ad esempio l'assegno di invalidità, la pensione di invalidità, l'indennità di accompagnamento e così via.
Il 14 luglio 1998 la documentazione sanitaria relativa alla minore è stata trasmessa alla competente commissione medica periferica per le pensioni di guerra e di invalidità civile del Ministero del tesoro, nella sua sede periferica di Venezia, per l'esame prescritto dall'articolo 1, comma 7, della legge n. 295 del 1990. In data 18 settembre 1998, con elenco n. 168, la commissione medica periferica di Venezia restituiva il verbale debitamente vistato, con la seguente dicitura: «Non ricorrono i presupposti per la sospensione della procedura di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 15 ottobre 1990, n. 295».
In data 7 ottobre 1998, con raccomandata, è stato notificato ai genitori della minore il verbale di accertamento sanitario, con l'indicazione degli estremi per il ricorso, da presentare eventualmente al Ministero del tesoro entro 60 giorni.
Ho capito benissimo tutti i passaggi doverosi e dovuti che sono stati seguiti, ma, nello specifico, alla fine della mia interrogazione io chiedevo chiarimenti sugli atteggiamenti dell'équipe medica nel corso del suo operato, denunciati attraverso la stampa.
Signor sottosegretario, non metto in dubbio la puntualità, la precisione ed il rispetto delle norme previste: nella mia interrogazione non è scritto questo. Io chiedo se risponda a verità che l'atteggiamento di questa «benedetta» commissione nei confronti del genitore e, suo malgrado, della piccola sia stato quello denunciato.
Perché si arriva a presentare interrogazioni del genere, formulate nello specifico in questa maniera? Proprio perché, al di là dei precisi precetti che vengono puntualmente rispettati, come esposto nella sua relazione, vi sono comportamenti, atteggiamenti e a volte situazioni - per non dire altro - che ledono chi si deve rivolgere, suo malgrado, alle nostre strutture. Io ho chiesto questo, signor sottosegretario. Nella mia interrogazione non mi sono permesso, né mi sono mai figurato di mettere in dubbio la precisione dell'iter burocratico o la sua interpretazione. Chiedo semplicemente se, nello specifico, gli atteggiamenti denunciati attraverso la stampa, cioè il Gazzettino, rispondano a verità e, in tal caso, quali siano state le iniziative o le azioni connesse al dovere d'ufficio assunte nei confronti dei responsabili.


