Allegato A
Seduta n. 433 del 10/11/1998


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(Sezione 4 - Comunità di origine italiana a Kerch in Ucraina)

D) Interrogazione:

ROMANO CARRATELLI, PITTELLA e RICCI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
nel corso di una missione di amicizia italo-ucraino, svolta in qualità di membri del gruppo parlamentare, gli interroganti hanno avuto modo di visitare la città di Kerch, in Crimea, dove hanno incontrato rappresentanti di una piccola comunità di origine italiana, probabilmente l'unica esistente nel territorio ucraino, originata da due ondate migratorie sviluppatesi intorno al 1830 e al 1870 a seguito di offerte di lavoro da parte del governo zarista ad agricoltori, tecnici e marinai;
tale comunità, che aveva raggiunto all'inizio di questo secolo una certa consistenza, contando circa settecento persone ancora all'inizio della seconda guerra mondiale, nel 1942 subì la deportazione stalinista verso il Kazakstan e circa la metà perì durante il percorso, mentre altri finirono nei gulag ed i superstiti soffrirono per decenni di pesanti discriminazioni;
la comunità italiana di Kerch ha dato vita a diverse iniziative per cercare di attirare l'attenzione delle strutture consolari e del Governo italiano, al fine di poter recuperare i legami culturali e linguistici con la madre patria, avendo mantenuto, nonostante il tempo trascorso in Ucraina, una forte identità nazionale che è costata loro incredibili sofferenze;
tale comunità è segnata da forti specificità: si tratta di una comunità piccola, di emigrazione antica, caratterizzata inoltre dall'essersi localizzata in Ucraina sulla base del lavoro offertole, successivamente perseguitata dal regime sovietico con conseguente riduzione dell'entità numerica, ed infine dimenticata dal paese di origine, contrariamente a quanto è avvenuto per comunità italiane di altri paesi, che hanno beneficiato di varie forme di sostegno e riconoscimento;
il Ministro degli affari esteri, il 7 luglio 1998, nel presentare il volume «Il Ministero degli affari esteri al servizio dell'Italia nel mondo», ha molto sottolineato la funzione di sostegno del suo dicastero alle comunità italiane all'estero;
va dato atto all'ambasciatore d'Italia a Kiev, Gian Luca Bertinetto, di avere recuperato questa vicenda di emigrazione altrimenti dimenticata e di avere gestito la costruzione di rapporti tra la rappresentanza italiana e detta comunità con efficienza, sensibilità e grande impegno umano e professionale -:
cosa intenda fare per rispondere alla legittima richiesta da parte della comunità di origine italiana di Kerch di poter recuperare un rapporto con l'Italia, con la sua lingua e cultura;
se non intenda predisporre una serie di misure - quali corsi di lingua italiana, invio di libri e materiali didattici, apertura di un consolato, anche onorario, in Crimea, borse di studio, eccetera - che, date anche le ridotte dimensioni della comunità, avrebbero un limitato impatto economico, ma costituirebbero un importante segnale di attenzione.
(3-02625)
(8 luglio 1998).