Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, dottor Giuseppe Pititto, concernente il deputato Alfonso PECORARO SCANIO, con riferimento al procedimento penale n. 11733/98 R.G.N.R.
Il procedimento trae origine da un atto del comandante generale della Guardia di Finanza, generale di Corpo d'armata Rolando Mosca Moschini. Quest'ultimo, infatti, ha sporto querela contro una pluralità di persone, in gran parte giornalisti, per una serie di articoli e dichiarazioni riportate su agenzie relative alla vicenda delle indagini compiute dai magistrati della Spezia su Francesco Pacini Battaglia e sugli affari che lo hanno visto coinvolto. In particolare, per come gli viene attribuita da un'agenzia del 15 febbraio 1997 delle ore 18.18, il deputato PECORARO SCANIO avrebbe rilasciato la seguente dichiarazione: «È giunta l'ora che il Parlamento rompa tutti gli indugi e avvii una seria inchiesta sull'attività deviata di alcuni settori della Guardia di Finanza. La vicenda di oggi rivela la presenza di un'attività non solo tesa alla sovversione dello Stato, ma alla distruzione di un magistrato reo di aver fatto il proprio dovere».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 28 febbraio 2001.
Come si ricorderà, le dichiarazioni rese da Francesco Pacini Battaglia sul suo coinvolgimento nelle inchieste c.d. di «Tangentopoli» destarono grande scalpore nell'opinione pubblica e rimasero di attualità politica per molto tempo. In questo contesto, il deputato Pecoraro Scanio come tale partecipò alla discussione in corso nel Paese. Di decisiva importanza si rivela il fatto che nella dichiarazione resa all'ANSA il 15 febbraio 1997 - di per sé peraltro non connotata da un linguaggio intrinsecamente offensivo - il predetto deputato ebbe a preannunciare una proposta di legge per istituire una Commissione di inchiesta su possibili deviazioni all'interno della Guardia di Finanza. A tale intenzione proclamata l'onorevole Pecoraro Scanio dette seguito con la presentazione quattro giorni dopo, cioè il 19 febbraio 1997, della proposta di legge che prese il numero A.C. 3244, da tutti consultabile anche su Internet.
Da quanto esposto deriva con evidenza che le dichiarazioni di cui alla querela in questione sono estrinsecazione del mandato parlamentare.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, all'unanimità, propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Enzo CEREMIGNA, Relatore.
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