Doc. IV-ter, n. 71-A





Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal Tribunale di Taranto con riferimento ad un procedimento civile pendente nei confronti dell'onorevole Voccoli (deputato all'epoca dei fatti). Tale procedimento trae origine da un atto di citazione presentato dall'onorevole Giancarlo Cito a seguito della pubblicazione sul «Quotidiano» di Taranto, in data 28 luglio 1995, di un'intervista rilasciata dal citato ex deputato nell'ambito della quale, tra le altre, figuravano le seguenti frasi: «una prima importante vittoria della legalità democratica è stata realizzata. Il razzista, xenofobo e fascista Giancarlo Cito, alias Sindaco-Podestà è stato stoppato nel suo disegno di instaurare nella nostra città una irrealistica zona franca dove le leggi della Repubblica Italiana non trovano posto; dove i sentimenti democratici, solidaristici e di tolleranza sedimentali nella storia e nelle tradizioni del popolo tarantino vengono continuamente calpestati e irrisi». Per tali affermazioni, ritenute diffamatorie dal citato attore, il medesimo ha richiesto un risarcimento del danno per un ammontare di 500 milioni.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 settembre 1999, procedendo ritualmente all'audizione dell'onorevole Voccoli. Il collegio ha avuto modo di verificare che le frasi proferite dall'allora deputato si riferivano, in particolare, al provvedimento con il quale l'autorità giudiziaria aveva annullato l'atto amministrativo che disponeva una particolare organizzazione delle guardie comunali ed in particolare che le medesime venissero dotate di manganelli.
La Giunta ha avuto modo inoltre di verificare che, tra le numerose interrogazioni presentate dal collega Voccoli circa asserite irregolarità nell'attività della Giunta Cito ne figurava una - anteriore alle dichiarazioni citate - specificamente dedicata alla questione dei manganelli. In particolare l'interrogazione (n. 3/00666 presentata in data 26 luglio 1995), criticando aspramente l'allora sindaco Cito «per la campagna razzista xenofoba lanciata in queste ultime settimane nei confronti degli extra europei, zingari, tossicodipendenti e per il fatto di avere dotato i vigili urbani di manganelli) malgrado una vibrata protesta di istituti sociali, politici, culturali e di tantissimi cittadini [attraverso i quali il medesimo] sta determinando un clima di intolleranza e di imbarbarimento che non può essere accettato dalle istituzioni democratiche e antifasciste» chiedeva al Ministro dell'interno «se non ritenga necessario un forte intervento censorio nei confronti del sindaco Giancarlo Cito per veri e propri abusi di atti d'ufficio e di violazione del ruolo istituzionale ricoperto».
Considerato quanto sopra la Giunta, a larga maggioranza, ha maturato il convicimento che le dichiarazioni per le quali è stato iniziato il procedimento civile devono inquadrarsi nel contesto di una polemica prettamente politica che ha avuto anche importanti e significativi riflessi in Parlamento, peraltro ben prima delle dichiarazioni medesime. Per tali motivi la Giunta propone all'Assemblea di deliberare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Giovanni MELONI, Relatore.


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