Doc. IV-ter, n. 52-A





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata nei confronti dell'onorevole Rocchetta, deputato all'epoca dei fatti. Le affermazioni a cui si riferisce il procedimento consistono in alcune frasi pronunciate dall'onorevole Rocchetta nell'ambito di un comizio svoltosi a Conegliano Veneto il 23 maggio 1993 e riprese dai quotidiani La Tribuna di Treviso e Il Gazzettino (edizione di Treviso) il giorno successivo: «il film di regime ci hanno mostrato la mafia col volto pittoresco del siciliano. Ma la mafia ha il volto del sindaco di Conegliano e di Codogné» (frasi pubblicate sul quotidiano La Tribuna del 24 maggio 1993) e «la mafia non è come ce la dipingono con il volto dei picciotti siciliani, ma ha il volto dei sindaci locali come Gardenal e Silvestrin, ed è più potente perché ha pure l'incoraggiamento del Parlamento dove ci sono i mandanti delle stragi. Inutile che gli stessi si uniscano ora nelle fantomatiche liste per il rinnovamento, per combattere la lega alle elezioni. La gente sa che sono sempre loro i mentitori e i ladri» (Il Gazzettino, edizione di Treviso del 24 maggio 1993). Per i fatti sopra riportati pende un procedimento penale presso la Pretura di Treviso per il reato di diffamazione col mezzo della stampa, iniziato su querela del signor Silvestrin.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 7 maggio 1997, nella quale, sebbene ritualmente invitato, il collega Rocchetta non ha ritenuto di intervenire. A dispetto dell'apparente carattere individuale delle accuse mosse dal deputato in questione la Giunta ha ritenuto prevalente l'opinione secondo cui le affermazioni del deputato Rocchetta vanno collocate nel contesto della temperie politica particolarmente «calda» e intensa quale quella di quegli anni, nei quali, attraverso l'inchiesta su Tangentopoli, era in discussione l'asserita responsabilità di un'intera classe dirigente ed in particolare quella dei partiti tradizionali, cui si contrapponeva programmaticamente il partito dell'onorevole Rocchetta. Pertanto, il deputato in questione, attraverso la critica ai sindaci, intendeva mettere in discussione - con i termini certamente non commendevoli e, in verità, non esenti da una certa dose di razzismo, propri almeno di certi settori della sua parte politica - la responsabilità del sistema dei partiti allora dominanti. Il discorso dell'onorevole Rocchetta deve pertanto inquadrarsi nell'ambito della complessiva posizione di critica politica del gruppo parlamentare al quale egli apparteneva, che si è estrinsecata anche in numerosi interventi - anche dello stesso Rocchetta - tanto in Commissione quanto in Assemblea. In quest'ottica il riferimento alle singole persone dei due sindaci - svolte, peraltro, nell'infuocato clima di una campagna elettorale - appaiono marginali rispetto alla divulgazione delle opinioni più volte espresse sia in prima persona, sia da altri esponenti del gruppo, presso le sedi parlamentari.
Per questi motivi la Giunta, a maggioranza, ha ritenuto di proporre all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore.


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