Doc. IV-ter, n. 17-A





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità che trae origine da un procedimento civile per il risarcimento del danno iniziato nei confronti dell'onorevole Craxi. Attore risulta essere il giornalista del quotidiano La Stampa Giulietto Chiesa, per lungo tempo corrispondente da Mosca per il suddetto giornale.
Questi i fatti. Nel corso della polemica politica che, nel novembre del 1993, vide opposti l'onorevole Craxi e l'allora senatore del PDS Ugo Pecchioli circa l'esistenza di un'organizzazione comunemente denominata «Gladio rossa», l'onorevole Craxi ebbe a dettare ad un'agenzia di stampa le seguenti dichiarazioni, riferite al dottor Chiesa: «pretendere da lui che indaghi sul caso Pecchioli a Mosca mi sembrerebbe eccessivo. Da una nota classificata segretissima risulta che per incarico dei servizi sovietici riceveva uno stipendio mensile ed uno stipendio straordinario dalla Mezza Luna Rossa e dalla Croce Rossa sovietica, gli venivano pagati alberghi, appartamenti, viaggi, segretaria, assistenza sanitaria e i soggiorni in stabilimenti di cura, il tutto per lui e per i suoi familiari». Il dottor Chiesa ha ritenuto le suddette affermazioni gravemente lesive del suo onore e della sua reputazione nonché tali da costituire un serio attentato alla sua identità personale, morale e professionale, ed ha pertanto richiesto il risarcimento del danno.
Per completezza va detto che la richiesta è pervenuta nella scorsa legislatura. All'epoca la Giunta si pronunciò nel senso della sindacabilità. Poiché, tuttavia, per l'intervenuto scioglimento delle Camere, l'Assemblea non riuscì a pronunciarsi, la richiesta è stata mantenuta all'ordine del giorno anche della presente legislatura.
Per quanto riguarda l'iter relativo alla legislatura in corso, la Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 15 e del 22 gennaio 1997. Il collega che svolgeva originariamente le funzioni di relatore presso la Giunta aveva proposto una delibera nel senso dell'insindacabilità, considerando la connessione tra la polemica politica in corso all'epoca dello svolgimento dei fatti e l'espressione asseritamente diffamatoria nei confronti del giornalista Chiesa. A sostegno di tali sue argomentazioni, aveva anche addotto l'esistenza di numerose interrogazioni e di una mozione (XI leg., A.C. nn. 4-17934 e 4-20752; A.S. nn. 3-00806, 4-04881 e 1-00043) presentate da deputati e senatori del gruppo socialista con riferimento al caso «Gladio rossa».
La Giunta ha tuttavia ritenuto di respingere tale proposta, considerando, da un lato, che, a ben vedere, non vi era alcuna connessione tra la polemica politica allora in corso e la diffamazione del giornalista. In secondo luogo, si è rilevato che è da ritenersi particolarmente infamante insultare una persona sulla base di asserite risultanze segrete delle quali non si portano le prove. Pertanto, sarebbe stato sacrosanto per l'onorevole Craxi rivolgere la sua polemica, anche con toni particolarmente duri, nei confronti del senatore Pecchioli. Viceversa, tirare in ballo un giornalista estraneo alla vicenda politica in questione non può che considerarsi al di là della funzione parlamentare. Al limite, l'onorevole Craxi avrebbe dovuto diffondere o quanto meno indicare in dettaglio la nota riservatissima sulla quale fondava le sue accuse al dottor Chiesa.
Per tutti questi motivi la Giunta ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento non concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Filippo BERSELLI, Relatore.


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