Onorevoli Colleghi! - Con ordinanza del 13 dicembre 1995 il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma nel procedimento penale n. 16296/R.G. e 45367/94 R.G.G.I.P. contro l'onorevole Nicola Vendola e Enrico Arosio, trasmetteva gli atti alla Camera dei deputati ai sensi del decreto-legge n. 657 del 1995 dell'articolo 68 della Costituzione.
Nel testo dell'ordinanza l'imputazione e i fatti sono così riassunti:
«in ordine al reato previsto e punito dagli articoli 110, 595 del codice penale, 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 per avere, in concorso tra loro, offeso la reputazione di Tricarico Vito, segretario della sezione di Terlizzi (Bari) del Movimento sociale italiano - Alleanza nazionale, in quanto il Vendola rilasciava un'intervista all'Arosio da quest'ultimo pubblicata sul settimanale L'Espresso del 1o luglio 1994 in un articolo dal titolo "Gay: ne vedrete di tutti i colori", che qui deve intendersi integralmente riportato, nel quale era scritto tra l'altro: "La rossa Toscana non è la Puglia. Altra aria per l'onorevole Nicola Vendola, detto Nichi, eletto nel collegio maggioritario di Terlizzi, unico deputato ufficialmente omosessuale del Parlamento italiano. Per Vendola, comunista, la battaglia politica è stata durissima. "In quei due mesi", racconta, "mi è sembrato di tornare ai miei diciotto anni, alla rivendicazione di un'identità. Mi sentivo un animale braccato, con i miei avversari missini che hanno mandato dei ragazzini davanti alle chiese - davanti a quei parroci che mi stimano per il mio lavoro sulle questioni sociali e contro la mafia - a dire che io li avevo violentati all'età di sei anni. Ho dovuto querelare il segretario AN del mio paese"».
Dalla stessa semplice lettura suddetta che, peraltro, riporta integralmente il testo della querela, risulta di assoluta evidenza che l'onorevole Vendola si è limitato a riferirsi ad episodi elettoralistici e a svolgere considerazioni politiche ambientali della campagna elettorale che l'aveva visto protagonista, peraltro senza l'uso di espressioni eccedenti il normale linguaggio, spoglio da attacchi smodati.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, ha deliberato che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Ennio PARRELLI, Relatore.
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