Doc. IV-ter, n. 12-A





Onorevoli Colleghi! - La richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità su cui la Giunta riferisce riguarda un'ipotesi di reato formulata nei confronti del deputato Storace per alcune dichiarazioni rese al quotidiano «Il Messaggero» in data 1o febbraio 1995.
La vicenda è piuttosto semplice ed anche, in verità, abbastanza banale. In un articolo dal titolo «Berlusconiani e bossiani a duello anche davanti alle fettuccine» si dava infatti conto della polemica, insorta tra il senatore Rinaldo Bosco e il citato deputato Storace sulla qualità dei ristoranti romani.
Il senatore Bosco aveva presentato un'interrogazione a risposta scritta (successivamente trasformata in interrogazione a risposta orale, n. 3-00616) con la quale lamentava il fatto che numerosi ristoratori romani tendevano a rilasciare la ritenuta fiscale soltanto a richiesta del cliente, omettendo di farlo negli altri casi e soprattutto con i clienti stranieri.
Il deputato Storace, che, come è noto, è eletto a Roma, interrogato estemporaneamente da un giornalista che gli riferiva genericamente i contenuti dell'interrogazione, rispondeva d'impulso: «Io quando vado nei ristoranti romani li trovo sempre puliti, si mangia sempre bene, e danno sempre la ricevuta fiscale: punto e basta. Evidentemente Bosco deve essersi ubriacato in qualche osteria della Carnia e ora fa un po' di confusione...».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 12 settembre 1996 ascoltando anche il deputato Storace, che ha messo in evidenza da un lato il carattere di risposta ad una provocazione politica delle sue dichiarazioni, dall'altro l'intenzione assolutamente non diffamatoria delle medesime.
Tali valutazioni ha ritenuto di condividere anche il relatore: al di là dei toni della polemica, certamente deprecabili, non si può non considerare da un lato la tenuità dell'addebito mosso al collega Storace, dall'altro l'indubbio rilievo di polemica politica da attribuirsi alle sue dichiarazioni.
Non va sottaciuto, infatti, che la critica del senatore Bosco non era intesa genericamente a rilevare un disservizio quanto piuttosto, nel quadro del programma politico - astrattamente legittimo - della lega nord, ad evidenziare un certo malcostume caratteristico di alcune parti d'Italia a differenza di altre. Altrettanto politico era il significato della risposta del deputato Storace, che mirava, viceversa, a tutelare l'immagine delle persone (e della parte d'Italia) che il senatore Bosco intendeva criticare.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore


Frontespizio