Dott. Florestano CRISTODARO;
esaminati gli atti del procedimento penale n. 1510/95 R.G. G.I.P., instaurato nei confronti di Micchichè Giovanni, detto Gianfranco, nato a Palermo il 1 aprile 1954, a seguito di querela presentata da Tusa Francesco con atto del 3 febbraio 1995;
vista la richiesta del Pubblico ministero in data 13 marzo 1995;
vista la propria ordinanza in data 31 marzo 1995;
ritenuto che il 3 febbraio 1995 Tusa Francesco, nato a Monreale il 24 dicembre 1948 ha sporto querela nei confronti di Miccichè Gianfranco per tutti i reati ravvisabili nei fatti, che testualmente riferiva nei termini di seguito riportati:
«Il sottoscritto, dopo una lunga militanza politica nel partito socialista democratico italiano, durante la quale era stato eletto consigliere comunale di Monreale, e aver ricoperto le cariche di assessore e vice sindaco, con l'avvento del nuovo sistema maggioritario, che di fatto sconvolgeva l'assetto politico italiano, sino a quel momento retto dai partiti tradizionali e dai rapporti e dalle intese tra questi, rivolgeva la propria attenzione alla nuova formazione politica denominata Forza Italia, fondata e promossa da Silvio Berlusconi, interessato al suo programma ispirato ai valori di libertà e democrazia.
Infatti il 10 febbraio 1994, insieme ad alcuni amici, animati dalla volontà di partecipare attivamente alla nuova fase politica che si andava aprendo nel nostro Paese, il sottoscritto fondava il Club Forza Italia 'Monreale", assumendo, provvisoriamente la carica di presidente del club.
Tale iniziativa venne immediatamente resa nota, con l'invio di formale documentazione - statuto di costituzione del club Forza Italia monrealese, sottoscritto dal 1 gruppo di fondatori; autocertificazione antimafia fondatori - all'Anfi (Associazione Nazionale di Forza Italia) di Milano.
Copia dello statuto era stata fornita direttamente dal responsabile regionale dei Club Forza Italia, Salvo La Porta, che manifestò la propria soddisfazione per la nascita del detto club in un centro importante come Monreale, assicurando il suo massimo appoggio e collaborazione.
Quindi, il club nasceva nella piena e totale ufficialità, nella assoluta trasparenza.
Infatti, sin dal suo nascere il Club Forza Italia di Monreale si distingueva per l'altissimo numero di adesioni - tutte quante sottoposte ai controlli, autocertificazione antimafia compresa, come richiesto dalla sede centrale dell'Anfi - per le iniziative politiche, interne ed esterne, che intraprendeva a Monreale, divenendo ben presto un autentico esempio organizzativo anche per gli altri club che man mano si andavano formando nel territorio provinciale.
Appare evidente che il contributo del sottoscritto in questa fase è stato notevole ed è stato molto apprezzato dagli organi dirigenti provinciali, regionali e nazionali dell'Anfi.
Infatti, nonostante il sottoscritto si fosse ufficialmente dimesso dalla carica di presidente, nell'assemblea del Club Forza Italia Monreale del 3 marzo 1994, rimaneva ugualmente il principale punto di riferimento politico, sia in campo locale che per gli organi dirigenti nazionali.
Tant'è che il 12 maggio 1994 il segretario generale dell'Anfi, Angelo Codignoni, scriveva al sottoscritto, ringraziando per il notevole contributo dato al movimento politico Forza Italia, ed impartendogli le prime direttive politiche per le future prove elettorali.
Il 30 maggio 1994 il sottoscritto riceveva una lettera dal Presidente del Movimento Politico Forza Italia, Silvio Berlusconi, che a sua volta lo ringraziava per l'impegno con cui si era prodigato e gli chiedeva per il futuro il prezioso apporto alla 'causa comune".
Va subito detto che i cittadini che hanno aderito al Club Forza Italia Monreale, durante la conduzione del Club da parte del gruppo dirigente a cui faceva parte il sottoscritto, sono notoriamente persone oneste e stimate.
Frutto di questo appassionato e disinteressato impegno politico sono i risultati elettorali delle politiche del 27 marzo e, successivamente, delle europee e delle amministrative che hanno visto il Movimento Forza Italia a Monreale raggiungere risultati notevolissimi.
L'impegno politico nell'ambito del club Forza Italia del sottoscritto rimase immutato ed il rapporto tra lo scrivente ed il coordinamento regionale del club Forza Italia si mantenne sereno, anche dopo le prove elettorali sopra citate, tant'è che nei primi giorni di luglio il sottoscritto veniva chiamato dalla segreteria regionale per ricevere il modulo distribuito dall'Anfi per il censimento dei club Forza Italia.
Con enorme stupore il sottoscritto, apprendeva dal Giornale di Sicilia di Domenica 8 gennaio 1995, che il proprio nome era stato malignamento associato al nome di Miccichè Gianfranco, in una intervista firmata (U. LUC.); in particolare Miccichè sosteneva che aveva respinto tentativi di infiltrazione mafiose nel club Forza Italia e, a prova di ciò, dichiarava: 'In una delle intercettazioni Mandalari parla con Franco Tusa" (ex vice sindaco P.S.D.I. di Monreale n.d.r.).
Questi dice di lasciarmi perdere, che sono un giovinetto". Tusa è un personaggio che ho conosciuto, gli ho chiuso il club che aveva aperto a Monreale. Dopo quell'episodio ogni volta che lo incontrammo, Tusa ci faceva capire che avrebbe votato contro di noi".
Alla domanda dell'intervistatore: 'Perché questo giudizio negativo su Tusa?", il Miccichè rispondeva 'Le persone che ci presentava non ci piacevano. Non c'era possibilità di indagare a fondo, ma abbiamo capito chi fosse dalle sue frequentazioni".
Ancora, in una intervista di Sandra Rizzo pubblicata da 'Panorama" del 20 gennaio 1995, l'ineffabile e 'trasparente" Miccichè rispondeva: 'Mi dispiace che uno come Mandalari abbia votato per il nostro partito pensando di poterne trarre dei benefici. Tant'è che io stesso ho chiuso a Monreale il club del suo amico Franco Tusa".
Va chiarito subito che il sottoscritto ha conosciuto il commerciante Mandalari Giuseppe, perché gli si è rivolto nei primi mesi del 1993 per una consulenza in materia societaria, essendo a quell'epoca il sottoscritto socio in una società a responsabilità limitata, denominata 'Laura s.r.l.".
Pertanto, il rapporto che si è instaurato tra il sottoscritto e il Mandalari era di natura prettamente professionale e tale è rimasto anche in seguito, non condividendo altri interessi, sia pure leciti.
Il sottoscritto, rincontrava Mandalari, impegnato anch'egli nell'esperienza politica del Polo della Libertà, percorrendo, sia il sottoscritto che il Mandalari, strade assolutamente autonome.
Appare, in tutta la sua evidenza, l'uso strumentale degli argomenti utilizzati dal Miccichè per coinvolgere lo scrivente, inventandosi persino una presunta ed inesistente amicizia tra il sottoscritto ed il Mandalari, in fatti e situazioni ai quali è totalmente estraneo ed all'oscuro.
Sulla presenza di Mandalari nell'ambito del movimento politico Forza Italia ne dovrebbe sapere certamente di più proprio il Miccichè nella sua qualità di esponente politico di primissimo piano in Sicilia.
Peraltro, il sottoscritto non ha mai incontrato il Miccichè, - ogni rapporto organizzativo il sottoscritto l'aveva con il coordinatore regionale dei club, Salvo La Porta - che conosce solamente di vista e di nome, avendo assistito a due manifestazioni pubbliche in cui il Miccichè ha tenuto dei comizi.
Il sottoscritto non ha mai manifestato allo stesso, in alcun modo, la volontà di votare contro Forza Italia, come peraltro è provato il contrario dall'impegno profuso dal sottoscritto nella militanza politica di cui sopra.
Il sottoscritto non ha mai presentato alcuno al Miccichè.
Resta il fatto che, con l'intervista rilasciata, il Miccichè ha velenosamente tentato di colpire con ferocia l'immagine rispettabile, ledendo l'onore e la dignità dello stesso e della propria famiglia, causandogli gravi danni, morali e materiali».
Allegati all'atto querelatorio:
fotocopia della pagina 48 del Giornale di Sicilia dell'8 gennaio 1995;
fotocopia della pagina 33 del settimanale Panorama del 20 gennaio 1995;
lettera a firma Silvio Berlusconi del 30 maggio 1994;
lettera a firma Angelo Codignoni del 12 maggio 1994;
lettera a firma Salvo La Porta dell'8 aprile 1994;
copia dello statuto del Club F.I. di Monreale;
elenco nominativo degli aderenti al predetto club;
verbali di sedute 3 marzo 1994 e 17 marzo 1994 Club F.I. di Monreale.
Considerato che nel contenuto degli articoli di stampa sopra riportati, riproducenti dichiarazioni e giudici attribuiti al Miccichè, è senz'altro ravvisabile, allo stato, il reato di cui agli articoli 595 comma 3 e 596-bis c.p., non potendo sfuggire come quelle affermazioni, per il loro tenore complessivo e per l'accostamento del Tusa al Mandalari, soggetto noto alle cronache giudiziarie per diverse indagini su «mafia e massoneria», assumano un significato senz'altro disonorevole per il querelante;
rilevato che Miccichè Giovanni, detto Gianfranco, riveste la qualità di membro del Parlamento e non risulta evidente l'applicabilità dell'articolo 68 primo comma della Costituzione;
ritenuto che occorre procedere alla sospensione del procedimento ed alla trasmissione degli atti alla Camera dei Deputati perché questa deliberi se il fatto per cui si procede concerna o meno opinioni espresse nell'esercizio del mandato parlamentare;
dispone
la sospensione del procedimento sino alla deliberazione della Camera competente e, comunque, per un tempo non superiore a novanta giorni, nonché la trasmissione degli atti alla Camera dei Deputati.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Palermo, 14 ottobre 1995.
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