Doc. IV-ter, n. 1-A





Onorevoli Colleghi! - Con ordinanza del 27 febbraio 1995, il giudice per le indagini preliminari presso la Pretura circondariale di Venezia ha inviato alla Camera dei deputati gli atti di un procedimento penale a carico del deputato Vittorio Sgarbi, perché questa si pronunci sulla eventuale applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, in relazione ad una ipotesi di violazione dell'articolo 594 del codice penale, posta in essere dal parlamentare inquisito nei confronti di Pietro Buscaroli, cui il primo rivolse ripetuti insulti gravemente lesivi della sua onorabilità.
I fatti, quali si desumono dall'ordinanza suindicata, dalla querela della persona offesa e dalle note difensive del deputato Sgarbi, risalgono al 9 novembre 1994, giorno in cui il parlamentare, intervenuto, in ora serale, nella sua qualità di Presidente della Commissione cultura, ad una rappresentazione teatrale che si svolse a Venezia nel teatro «La Fenice», insolentì volgarmente ed ingiustificatamente il professor Buscaroli, cui, in presenza di molte persone, rivolse le espressioni: «stronzo, cretino, fascista di merda; non bere, non bere, Buscaroli».
La vicenda ha formato oggetto di approfondite riflessioni da parte della Giunta, cui è parso non ricorrere nella specie il caso di insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, neppure alla luce delle precisazioni ulteriori fornite dal deputato incolpato, avendo questi sostanzialmente riferito di una matrice, per così dire, del tutto personale e privata del diverbio, riconducibile alla risentita insoddisfazione del Buscaroli per il fatto che lo stesso Sgarbi non aveva mandato in onda un loro incontro televisivo, in tal modo privandolo di un efficace lancio pubblicitario della sua candidatura alle elezioni europee.
Così ricostruiti gli accadimenti, manca in essi qualsiasi legame tra le espressioni di volgare e sprezzante dileggio pronunciate dallo Sgarbi e le funzioni da lui esercitate; onde questa Giunta - in sintonia, peraltro, con analoga deliberazione già adottata sul tema dalla Giunta operante nella precedente legislatura - esprime il parere della sindacabilità dell'azione in valutazione, tutt'altro che espressiva di opinioni attinenti all'esercizio delle funzioni parlamentari.

Michele ABBATE, Relatore.


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