Doc. IV-quater, n. 180





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Guido Lo Porto con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la procura della Repubblica di Caltanissetta (n. 3410/2000 R.G.N.R - n. 145/2001 R.G.G.I.P.).
Il procedimento trae origine da un comunicato stampa, rilasciato dall'onorevole Lo Porto in data 15 giugno 2000 e riportato per intero nel capo d'imputazione, del seguente tenore: «Un singolo irrilevante episodio, del tutto avulso dal contesto del processo Scalone, viene utilizzato dal dottor Gozzo per scrivere una pagina di cretinismo giudiziario a stento sorretta dall'aiuto di un suo "collaboratore di giustizia", già da me querelato e già stritolato da un'ampia archiviazione in mio vantaggio. Con due effetti: uno, di buttar fango su un onorato partito di fronte al quale il dottor Gozzo deve soltanto inchinarsi; l'altro di dimostrare come non contino le carte processuali, le sentenze, le archiviazioni, le storie personali, ma contino soltanto gli odi ideologici e le strumentalizzazioni politiche». Il comunicato stampa veniva ripreso e diffuso da un lancio d'agenzia dell'ANSA. Per tali affermazioni l'onorevole Lo Porto è stato querelato dal dottor Domenico Gozzo, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo.
La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 10 gennaio e del 1o marzo 2001, ascoltando, come prassi, l'onorevole Lo Porto.
Dall'analisi dei fatti è emerso a parere dei componenti della Giunta espressisi sul punto che le affermazioni dell'onorevole Lo Porto siano da ricondurre alla sua attività politico-parlamentare. Egli infatti è deputato eletto in un collegio della Sicilia ed è per quella regione coordinatore del partito di Alleanza Nazionale. Peraltro, il comunicato stampa fu rilasciato in margine ad una vicenda anch'essa di rilievo politico-parlamentare, vale a dire il processo nei riguardi di Filiberto Scalone, già senatore, processo che ebbe larga eco nel dibattito politico palermitano.
Deve essere altresì osservato che il comunicato intendeva rispondere ad un passaggio della requisitoria del pubblico ministero, dottor Gozzo, nel predetto processo dal quale si poteva intendere che un collaboratore di giustizia aveva sostenuto che l'onorevole Lo Porto aveva in qualche misura intrattenuto contatti con personaggi legati ad ambienti criminali. Poiché già un'indagine penale ha scagionato completamente l'onorevole Lo Porto da ogni addebito in tal senso, quest'ultimo intendeva reagire ad una iniziativa del dottor Gozzo che gli pareva connotata da antagonismo politico. Se ne deduce pertanto che le affermazioni dell'onorevole Lo Porto, rese in un contesto politico-parlamentare, erano volte anche a difendere l'immagine e i risultati della sua attività nell'esercizio del mandato elettivo.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, all'unanimità, propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore.


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