Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia i insindacabilità concernente il deputato Ignazio LA RUSSA con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la procura della Repubblica del tribunale di Pescara (n. 2480/99 R.G.N.R - n. 12150/99 R.G.G.I.P.).
Il procedimento trae origine da un articolo redatto dal giornalista Andrea Palombi pubblicato sul quotidiano «Il Centro» il 20 dicembre 1997, dal titolo «La Russa: i servizi hanno pagato la Ariosto». In tale articolo l'onorevole La Russa, per come le affermazioni gli vengono attribuite nel capo di imputazione, avrebbe sostenuto «Sicuramente ha preso i soldi, l'hanno coperta finanziariamente, credo che l'abbiano pagata con i soldi dei fondi riservati». Con tali affermazioni il deputato La Russa si sarebbe riferito alla signora Stefania Ariosto, testimone in un procedimento a carico di Cesare Previti. Per tale motivo è stato querelato da Stefania Ariosto.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 28 febbraio 2001, ascoltando com'è prassi, l'onorevole La Russa.
Dall'istruttoria condotta è emerso che durante l'esame presso questa Giunta della richiesta di arresto dell'onorevole Previti nel dicembre 1997 (occasione - come si ricorderà - che destò grande interesse e scalpore nell'opinione pubblica) si erano affollati molti giornalisti sul piano dell'aula della Giunta. Poiché il deputato La Russa si era astenuto dal partecipare alla seduta dell'organo da lui presieduto, i cronisti lo avvicinarono sulla soglia del suo ufficio e gli rivolsero alcune domande. Nel contesto della conversazione egli affermò che tra le ipotesi avanzate al fine di dimostrare l'inattendibilità della Ariosto come testimone d'accusa - vi era quella che la medesima fosse stata ricompensata per le testimonianze rese contro Previti stesso. L'onorevole La Russa sottolineò che di tale circostanza non v'era certezza poiché negli atti del processo non v'erano elementi che potessero asseverarlo. L'onorevole La Russa tuttavia confermò che risultava dagli atti processali all'esame del Parlamento che la situazione economica della Ariosto non fosse florida poiché costei era notoriamente dedita al gioco nei casinò e che comunque la stessa non le sembrava un teste credibile.
A seguito di questo scambio di battute con i cronisti, l'AGL - l'agenzia giornalistica del gruppo l'Espresso - lanciava la notizia che l'onorevole La Russa aveva dichiarato che la signora Ariosto era stata retribuita dai servizi segreti. L'agenzia è stata poi ripresa dal giornalista Andrea Palombi e pubblicata dal quotidiano il Centro.
Va anche notato che la cronista Alessandra Longo di Repubblica, testata appartenente al medesimo gruppo sia dell'AGL che del Centro, letta l'agenzia si apprestò a stendere un pezzo contenuto analogo, ma si peritò di contattare l'onorevole La Russa nella tarda serata del 19 dicembre 1997 per ricevere una conferma dall'interessato che il contenuto dell'agenzia rispecchiasse il pensiero dell'onorevole La Russa. A seguito del colloquio con l'onorevole La Russa, il quotidiano romano decise di non pubblicare alcunché sul punto.
Quanto allo stato del procedimento, deve essere evidenziato che l'onorevole La Russa si è sottoposto all'interrogatorio del pubblico ministero in data 29 aprile 1999 e ha evidenziato tutti gli elementi testé esposti e che sono risultati veri. In data 28 ottobre 1999, il pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione del caso, da un lato evidenziando, che l'artico del quotidiano il Centro verosimilmente non aveva riportato fedelmente il pensiero dell'onorevole La Russa; e dall'alto, sottolineando la sussistenza del nesso funzionale delle dichiarazioni con il mandato parlamentare dovendosi pertanto ritenere integrati gli estremi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione. A seguito dell'udienza del 28 settembre 2000, tuttavia, tenutasi per l'opposizione della parte lesa, il GIP ha disposto un supplemento d'indagine.
In relazione al presente caso si deve osservare in primo luogo che l'articolo giornalistico da cui scaturisce il procedimento non appare una fedele rappresentazione di quanto il deputato La Russa affermò con i cronisti. Egli infatti si limitò a riferire loro alcuni elementi presenti tra le argomentazioni difensive dell'onorevole Previti sulla vicenda che era giunta all'esame del Parlamento.
In secondo luogo appare di significativo rilievo che le dichiarazioni sono state rese dall'onorevole La Russa avanti l'ufficio della Giunta a Montecitorio nella sua qualità di presidente della Giunta delle autorizzazioni - mentre questa era riunita ma non presieduta da lui per motivi di opportunità che egli stesso aveva ravvisato - e, come tale, destinatario di domande di giornalisti.
Merita evidentemente di essere rilevato, in terzo luogo, che le affermazioni dell'onorevole La Russa si inseriscono nel contesto della discussione politico-parlamentare relativa la richiesta di arresto dell'onorevole Cesare Previti, di cui si occupò lungamente il Parlamento. L'episodio destò, come accennato, grande scalpore nell'opinione pubblica e rimase per molto tempo di attualità politica. Nel dibattito parlamentare, peraltro, vi è stata eco anche della specifica ipotesi avanzata dall'onorevole La Russa e ripresa dall'articolo del giornale «Il Centro».
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta all'unanimità propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Carmelo CARRARA, Relatore
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