Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Maurizio GASPARRI con riferimento a un procedimento civile (atto di citazione dei dottori Gian Paolo Cariello, Donato D'Auria e Giovanna Di Donna) pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Roma.
Il procedimento trae origine da due articoli pubblicati sul Mattino di Napoli dei giorni 18 e 19 marzo 2000. In tali circostanze l'onorevole Gasparri ebbe a dichiarare, per come le affermazioni sono riportate dal quotidiano, in relazione alla fuga di un imputato per associazione camorristica, Carmine Giuliano, ristretto in custodia cautelare ma temporaneamente ricoverato presso la casa di cura Sant'Anna di Cassino, nel primo articolo: «Devono essere presi provvedimenti punitivi nei confronti di quei magistrati irresponsabili che hanno concesso l'uscita dal carcere al boss... asserendo motivi di salute che evidentemente non esistevano, visto che il capoclan si è dato facilmente alla fuga... ancora una volta la decisione avventata di un giudice vanifica il sacrificio di poliziotti, carabinieri e finanzieri nel contrastare il crimine. Ma stavolta i magistrati che hanno sbagliato devono pagare. Attendiamo che il Ministro Diliberto proponga un'azione disciplinare presso il CSM nei confronti dei giudici del tribunale del riesame che hanno fatto uscire Giuliano dal carcere... l'organo di autogoverno della magistratura, oltre a occuparsi di politica, dovrebbe punire il macroscopico errore di chi ha liberato il boss».
Nell'edizione del 19 marzo 2000, sempre in relazione alla medesima vicenda di cronaca, all'onorevole Gasparri il quotidiano partenopeo ha attribuito le seguenti parole: «La decisione di mandare in ospedale il boss non è stata presa per dabbenaggine: ci sono sospetti e li riferirò». E ancora: «Le informazioni che mi sono pervenute sono di fonte investigativa. Chiediamo provvedimenti nei confronti dei magistrati responsabili. Sono peraltro poco convinto in questa fase che la magistratura possa accertare l'operato di altri magistrati, perciò chiederò accertamenti anche con interrogazioni parlamentari».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 21 febbraio 2001, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Gasparri.
Dall'analisi dei fatti, è emerso che le affermazioni dell'onorevole Gasparri si inseriscono nel contesto della perdurante polemica politica nel nostro Paese inerente ai problemi della giustizia (e in tale contesto al modo di procedere della magistratura) e alle tematiche della sicurezza. L'episodio della fuga del Giuliano destò grande scalpore e rimase di attualità politica per diversi giorni, tanto che fu oggetto anche di iniziative parlamentari di sindacato ispettivo, iniziative che lo stesso deputato Gasparri aveva preannunziato. È parso ai componenti la Giunta espressisi sul punto che il deputato si sia inserito in quanto tale nella discussione, esprimendo la sua opinione e le sue preoccupazioni per un caso di grave inefficienza dell'apparato di controllo dello Stato sulla criminalità. La sicurezza del resto è notoriamente una delle tematiche che l'onorevole Gasparri ha privilegiato nella sua attività parlamentare.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, all'unanimità, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Michele SAPONARA, Relatore
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