Doc. IV-quater, n. 167





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Tiziana Maiolo con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Caltanissetta (n. 896/98 R.G.N.R - n. 1880/98 R.G.G.I.P.).
I fatti all'origine della vicenda consistono in dichiarazioni rese nel corso della trasmissione televisiva «Fatti e misfatti» del 12 marzo 1998, in ordine al magistrato Alfonso Sabella (all'epoca sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo).
In particolare, nel corso della trasmissione, il cui argomento era la requisitoria del dottor Sabella nel processo a carico dell'avvocato Musotto, l'onorevole Maiolo ha affermato: «questo P.M. si permette di dire in un'aula processuale che io mi sono fatta pagare un viaggio - oltretutto è talmente ignorante questo signore, che non sa neppure che i viaggi dei parlamentari sono a carico del Parlamento, e, quindi, io non ho bisogno di farmi pagare i viaggi da nessuno - da un signore che si chiama Ganci che, suppongo, sia un mafioso (...) per andare a fare polverone sull'articolo 41-bis».
Per tali affermazioni il dottor Sabella ha querelato l'onorevole Maiolo.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 24 gennaio 2001, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Maiolo.
Dall'analisi dei fatti è emerso come in questo caso le espressioni usate dal deputato si inseriscono in un contesto prettamente politico-parlamentare. È noto, infatti, che la tematica dei rapporti tra magistratura e politica è stata una delle più dibattute nel corso delle ultime due legislature, come emerge dalla moltitudine di proposte di legge e di atti di sindacato ispettivo presentata dai membri del Parlamento. Deve essere anche osservato che nel periodo al quale risalgono i fatti era in atto una rovente polemica tra taluni esponenti della magistratura e diverse personalità appartenenti alle Camere. Erano, infatti, in corso una serie di processi penali a carico di diverse persone note del mondo politico-parlamentare, alcune delle quali appartenenti al partito di cui l'onorevole Maiolo è esponente. Sicché si può ritenere che il deputato medesimo, nell'esprimere il suo giudizio sull'operato del magistrato, in qualche misura rispondeva a invettive di cui era stata oggetto.
Per le ragioni sopra evidenziate la Giunta, all'unanimità, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Filippo BERSELLI, Relatore.


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